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Bari, cassonetti intelligenti e prime multe: problemi tecnici e nuove regole per i cittadini

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Dal 1° novembre obbligo di tessera o app a Madonnella e nell’area Umbertina. Arrivano le prime sanzioni, ma emergono problemi tecnici, difficoltà per anziani e turisti e interrogativi sulla gestione dei dati personali.

BARI, 4 novembre 2026 – I cassonetti intelligenti entrano nella fase decisiva e a Bari arrivano le prime multe. Dal 1° novembre, nel quartiere Madonnella e in parte dell’Umbertino, per gettare i rifiuti nei nuovi contenitori occorrono una tessera elettronica o un’applicazione sullo smartphone. Ma il passaggio al nuovo sistema, pensato per migliorare la raccolta differenziata, sta facendo emergere problemi che vanno oltre il comportamento dei cittadini.

Le prime tre sanzioni sono state elevate dalla Polizia locale già nella giornata di domenica 1° novembre, per conferimenti irregolari e abbandono di rifiuti all’esterno dei contenitori. L’amministrazione comunale ha rafforzato i controlli, anche con agenti in borghese. la Repubblica+1

Il punto, però, non riguarda soltanto le multe. La domanda è se Bari abbia messo tutti i cittadini nelle condizioni di rispettare le nuove regole prima di iniziare a sanzionare chi le viola.

Come funzionano i cassonetti intelligenti a Bari

Il progetto, finanziato attraverso il PNRR, interessa 51 postazioni con 204 cassonetti destinati a indifferenziato, carta, plastica e organico. Il vetro continua a essere raccolto attraverso le tradizionali campane.

I nuovi contenitori consentono di identificare l’utenza e registrare i conferimenti. L’obiettivo è migliorare la differenziata e preparare il passaggio a un sistema di tariffazione puntuale, nel quale la quantità e la tipologia dei rifiuti prodotti potranno incidere sul costo del servizio.

Una prospettiva interessante per i cittadini, ma che al momento non equivale a uno sconto automatico sulla TARI.

Secondo i dati diffusi all’avvio della nuova fase, circa 5.700 utenze avevano ottenuto la tessera o le credenziali digitali. la Repubblica+1

Prime sanzioni e controlli: quanto rischiano i cittadini?

Le prime multe hanno acceso il dibattito soprattutto per il rapporto tra le nuove modalità di conferimento e il sistema sanzionatorio.

Il quadro richiede attenzione. Le cronache del 2 novembre riferiscono di tre sanzioni e richiamano un importo fino a 500 euro. Ma un’ordinanza comunale entrata in vigore il 1° giugno 2026 ha introdotto anche una sanzione di 1.000 euro per specifiche violazioni relative all’abbandono o al deposito di rifiuti accanto ai contenitori stradali.

La stessa disciplina prevede, nei casi contemplati dalla normativa, il fermo del veicolo per un mese quando viene utilizzato per commettere l’illecito. la Repubblica+2

Non tutte le irregolarità comportano quindi automaticamente la stessa multa. Per conoscere l’importo effettivamente contestato nei tre casi di novembre occorre verificare i verbali e le disposizioni applicate.

La distinzione è importante: conferire fuori orario, sbagliare contenitore e abbandonare rifiuti in strada non sono necessariamente violazioni equivalenti.

Anziani, turisti e cassonetti che non funzionano: i problemi ancora aperti

Il nuovo sistema impone ai residenti un cambiamento concreto delle abitudini.

Per aprire i cassonetti occorre utilizzare una tessera o un’app. Ma non tutti hanno dimestichezza con gli strumenti digitali e non tutti hanno completato la procedura di registrazione.

Nei primi giorni sono state segnalate anche anomalie tecniche: alcuni contenitori risultavano ancora apribili senza identificazione. AMIU ha disposto verifiche e segnalato alla ditta incaricata della manutenzione le postazioni da sistemare.

Per assistere i cittadini sono stati impiegati 15 facilitatori distribuiti su due turni.

Un problema particolare riguarda gli appartamenti destinati agli affitti brevi. Chi soggiorna a Bari per pochi giorni potrebbe non disporre delle credenziali necessarie per conferire correttamente i rifiuti. Occorre quindi chiarire quali procedure debbano seguire i proprietari delle strutture ricettive e i loro ospiti. la Repubblica

C’è poi la questione degli orari. Nel periodo invernale, dal 1° novembre al 31 marzo, la fascia prevista è dalle 12.30 alle 22.30. Nel periodo estivo, dal 1° aprile al 31 ottobre, dalle 18.30 alle 22.30, secondo le disposizioni illustrate in occasione dell’avvio del sistema. Corriere.it

La questione della privacy: chi controlla i dati dei conferimenti?

Un altro aspetto merita un approfondimento specifico.

L’applicazione utilizzata per i cassonetti, eGate Digi, è collegata a un’azienda tedesca, emz-Hanauer. Le informazioni pubblicate sulla gestione del servizio hanno sollevato interrogativi sul trattamento dei dati personali, compresi quelli relativi agli accessi e alla localizzazione.

Il tema è stato affrontato anche da Pierangelo Indolfi, docente del Politecnico di Bari, che ha richiamato l’importanza della trasparenza sui dati raccolti e sui tempi di conservazione. Corriere.it

Questo non dimostra che vi siano violazioni della normativa sulla privacy. Significa però che i cittadini devono poter conoscere con chiarezza quali informazioni vengono registrate, chi può consultarle e per quali finalità.

La digitalizzazione del servizio pubblico non può prescindere dalla tutela dei dati personali.

Cassonetti intelligenti: la vera prova sarà una città più pulita

L’amministrazione comunale sostiene che controlli e sanzioni siano necessari per contrastare comportamenti che danneggiano il decoro urbano.

È una posizione comprensibile di fronte ai sacchetti abbandonati sui marciapiedi e ai rifiuti ingombranti lasciati accanto ai contenitori. Già a giugno, a Madonnella, un cittadino era stato sanzionato con 1.000 euro per l’abbandono di un divano, individuato attraverso le immagini della videosorveglianza. Corriere.it

Ma la riuscita del progetto non potrà essere misurata soltanto attraverso il numero delle multe.

Serviranno dati sulla raccolta differenziata, sul funzionamento dei contenitori, sui costi di manutenzione, sui rifiuti abbandonati e sull’effettivo miglioramento della pulizia delle strade.

Perché il rischio è quello di avere cassonetti tecnologicamente avanzati senza risolvere un problema che i cittadini conoscono bene: trovare una strada pulita davanti alla propria abitazione.

La sfida per Bari non è dimostrare che i cassonetti siano intelligenti. È dimostrare che il nuovo sistema funzioni davvero, sia accessibile a tutti e produca risultati verificabili.

E su questo, più che sulle prime sanzioni, si misurerà il successo dell’investimento pubblico.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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