Xylella, 79mila ulivi senza controlli: scoperto un vivaio abusivo a Massafra

Operazione della Guardia di Finanza di Martina Franca nella zona cuscinetto. Trovati anche 100mila semi senza tracciabilità. Il materiale vegetale rischiava di finire sul mercato e raggiungere territori ancora indenni dal batterio.
MASSAFRA, 4 novembre 2026 – Settantanovemila piante di ulivo e centomila semi pronti per essere piantati. Tutto senza la documentazione necessaria a garantirne la provenienza. È quanto hanno scoperto i finanzieri della Compagnia di Martina Franca in un terreno agricolo nelle campagne di Massafra, dove era stata avviata un’attività vivaistica abusiva proprio nella zona cuscinetto istituita per contenere la diffusione della Xylella.
Una scoperta che riporta l’attenzione su un problema tutt’altro che risolto in Puglia: la circolazione di piante di ulivo senza i controlli fitosanitari previsti, in un territorio che ha già pagato conseguenze pesantissime per la diffusione del batterio.
Il terreno individuato dalle Fiamme Gialle era nascosto dalla fitta vegetazione. Qui, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso un’attività di intelligence economico-finanziaria, si svolgeva una vera e propria attività commerciale di coltivazione e vendita di ulivi, al di fuori delle disposizioni che regolano il settore vivaistico.
Non si trattava di poche piante destinate a un utilizzo privato. I numeri restituiscono la dimensione dell’attività scoperta: 79mila ulivi già presenti nel terreno e altri 100mila semi pronti per essere messi a dimora.
Il materiale rinvenuto era privo del passaporto fitosanitario, il documento che consente di risalire all’origine e alla provenienza delle piante e di verificarne la tracciabilità. Un requisito particolarmente importante nelle aree sottoposte alle misure di contenimento della Xylella.
Il rischio per gli uliveti ancora indenni
È proprio la posizione del vivaio a rendere particolarmente delicata l’operazione. Il terreno si trovava nella zona cuscinetto, un’area nella quale la movimentazione delle piante è soggetta a specifiche misure di controllo per limitare il rischio di diffusione del batterio.
Secondo la Guardia di Finanza, l’intervento ha impedito che un ingente quantitativo di ulivi non sottoposti alla sorveglianza fitosanitaria della Regione Puglia potesse essere immesso sul mercato e raggiungere anche territori rimasti indenni dalla Xylella.
Questo non significa che le piante sequestrate fossero infette. Il comunicato delle Fiamme Gialle non riferisce di analisi che abbiano accertato la presenza del batterio. Il problema, allo stato delle informazioni disponibili, è la mancanza di tracciabilità e dei controlli previsti dalla normativa.

Una distinzione importante, perché il rischio fitosanitario non va confuso con un contagio già accertato.
L’operazione mette in evidenza anche un altro aspetto: mentre il settore olivicolo pugliese continua a fare i conti con le conseguenze della Xylella, possono esistere attività commerciali che sfuggono ai controlli proprio nelle aree dove la sorveglianza dovrebbe essere particolarmente rigorosa.
Resta ora da chiarire da quanto tempo fosse attivo il vivaio, a chi fossero destinate le piante e se una parte della produzione fosse già stata commercializzata. Sono interrogativi ai quali il comunicato della Guardia di Finanza non fornisce ancora risposta.
Il sequestro ha intanto fermato l’attività individuata nelle campagne di Massafra. Per gli operatori che rispettano le regole e per i territori che cercano di proteggere gli uliveti ancora sani, il controllo sulla provenienza delle piante resta una delle questioni decisive nella difesa dell’olivicoltura pugliese.

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