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A Locorotondo donna prende il sole aspettando l’apertura del passaggio a livello

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Code infinite e turisti davanti alle sbarre: sembra “L’ingorgo” di Alberto Sordi, ma il problema dura da mesi.

LOCOROTONDO – 2 settembre 2026. Mancano soltanto il venditore di acqua fresca e, avvicinandosi l’ora di pranzo, quello dei panini. I clienti non mancherebbero.

Davanti al passaggio a livello di Locorotondo la fila si allunga. Una signora di Milano, in costume da mare e proveniente da Alberobello, dopo una ventina di minuti decide di scendere dall’auto e prendere il sole.

«Avrei preferito prenderlo al mare, ma visto che siamo qui…». La scena ricorda L’ingorgo, il film di Luigi Comencini con Alberto Sordi: automobili ferme e una situazione che diventa quasi surreale. Con una differenza: qui non c’è una sceneggiatura.

Il problema ha anche un nome: cavalcavia di via Madonna della Catena, chiuso dal 7 novembre 2025 dopo che erano emersi problemi strutturali. La sua chiusura ha tolto un collegamento importante e aggravato il traffico sulla direttrice Alberobello-Locorotondo-Martina Franca. Quando le sbarre si abbassano, la coda cresce e Locorotondo rischia di trasformarsi in un imbuto.

Una soluzione, almeno provvisoria, esiste. Le verifiche commissionate dal Comune all’Università Politecnica delle Marche hanno indicato la possibilità di riaprire il cavalcavia con limitazioni: veicoli fino a 3,5 tonnellate e una sola corsia, dopo gli interventi necessari sulle parti deteriorate.

E qui una domanda viene spontanea. Per verificare un ponte di Locorotondo bisognava arrivare fino all’Università delle Marche? In Puglia, terra di università e Politecnico, non esistevano competenze in grado di svolgere lo stesso lavoro? Nulla da eccepire sulla qualità dell’ateneo marchigiano: sarebbe però interessante conoscere i criteri della scelta.

Nel frattempo Locorotondo, politicamente, non è proprio l’ultima ruota del carro. Donato Pentassuglia, nato qui, è assessore regionale e da anni uno dei riferimenti politici più importanti della città.

Nella stessa Valle d’Itria c’è Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina Franca e presidente della Provincia di Taranto, anche lui praticamente locorotondese fortemente legato agli equilibri politici del territorio.

E a Locorotondo non ci si fa mancare nulla: all’opposizione in Regione c’è anche Tommaso Scatigna, già sindaco della città e oggi consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

Ci sono poi Comune, Ferrovie del Sud Est e Regione Puglia, ciascuno con competenze e responsabilità differenti. La nuova amministrazione comunale è appena arrivata e sarebbe ingeneroso attribuirle una situazione ereditata. Ma il problema esiste da mesi e adesso servono soprattutto una data e una soluzione.Perché le perizie sono arrivate.

Il ponte, almeno parzialmente, potrebbe tornare utilizzabile.

Le figure istituzionali non mancano. A mancare, per ora, è la riapertura.

E così, mentre le perizie sono arrivate fino alle Marche, a Locorotondo c’è ancora chi aspetta davanti alle sbarre. Prendendo il sole con una temperatura di 40 gradi

Antonio Rubino

Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa 

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