Caldo estremo in Puglia, danni fino al 60% nei campi: sotto pressione anche latte e cozze tarantine

Le temperature elevate continuano a mettere in difficoltà agricoltura, allevamenti e acquacoltura. Coldiretti Puglia segnala perdite fino al 50-60% nelle aziende di angurie più colpite e maggiori spese per irrigazione, energia e protezione delle produzioni.
Il caldo estremo continua a mettere sotto pressione l’agricoltura pugliese anche a settembre, con danni che nelle aziende di angurie più colpite hanno raggiunto il 50-60%. A soffrire non sono soltanto i campi: le alte temperature incidono sugli allevamenti, riducono la produzione di latte e rendono più difficile anche la gestione delle cozze tarantine. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che richiama l’attenzione anche sull’aumento dei costi sostenuti dalle imprese.
Dai pomodori alle angurie, dalle stalle agli allevamenti di mitili, gli effetti di un’estate particolarmente difficile si stanno facendo sentire su diversi comparti dell’agroalimentare regionale.
Gli agricoltori sono stati costretti a modificare orari e modalità di lavoro. In molti casi le attività nei campi vengono concentrate all’alba, nelle ore più fresche o durante la notte, mentre cresce il ricorso all’irrigazione di soccorso e ai sistemi utilizzati per proteggere le colture.
Angurie e pomodori, i danni nei campi
Tra le situazioni più pesanti segnalate da Coldiretti Puglia c’è quella delle angurie. L’esposizione prolungata al sole può provocare vere e proprie scottature, spaccature e alterazioni della polpa.
Nelle aziende maggiormente interessate dal fenomeno, le perdite sono arrivate fino al 50-60%.
Problemi anche per i pomodori. L’irraggiamento diretto e le temperature molto alte hanno reso necessario, in alcune coltivazioni, il ricorso a coperture protettive. La maturazione più rapida dei prodotti complica inoltre la programmazione delle raccolte e obbliga le aziende ad accelerare le operazioni.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto la quantità del raccolto. Il clima può incidere sulla qualità del prodotto e sull’organizzazione stessa del lavoro agricolo.
Nelle stalle ventilatori e doccette contro lo stress degli animali
Le conseguenze si estendono alla zootecnia. Per limitare lo stress termico degli animali, nelle stalle vengono utilizzati ventilatori e doccette refrigeranti.
Secondo Coldiretti Puglia, con l’aumento delle temperature cresce il fabbisogno di acqua degli animali e può diminuire la produzione di latte.
Per gli allevatori significa dover sostenere ulteriori spese per mantenere condizioni adeguate nelle strutture e tutelare il benessere degli animali.
Il caldo mette sotto pressione anche le cozze tarantine
A Taranto le temperature elevate interessano anche una delle produzioni più conosciute del territorio: le cozze.
Il caldo sottopone gli allevamenti di mitili a un forte stress e rende più delicato il mantenimento delle condizioni ambientali necessarie alla crescita e alla qualità del prodotto.
Un altro segnale di come gli effetti delle temperature estreme non si fermino ai campi, ma possano raggiungere comparti molto diversi dell’economia agroalimentare pugliese.
Dal caldo ai nubifragi, un’estate difficile per l’agricoltura pugliese
A complicare ulteriormente la situazione è stata l’alternanza tra fenomeni meteorologici opposti. Alle ondate di calore si sono aggiunti temporali violenti, grandinate, nubifragi e forti raffiche di vento che hanno interessato diverse zone della regione.
A questo bilancio si sommano gli incendi.
Secondo i dati riportati da Coldiretti Puglia, dal 1° giugno al 22 agosto sono stati 7.879 gli ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli e terreni agricoli percorsi dal fuoco in Puglia, nell’ambito di 89 eventi rilevati.
Le fiamme hanno interessato anche superfici agricole e pascolive, aggravando le conseguenze di una stagione già segnata dalle condizioni meteorologiche avverse.
Irrigazione, energia e manodopera: crescono i costi delle aziende
C’è poi la questione economica.
Per difendere colture e allevamenti le imprese devono sostenere maggiori spese per irrigazione, energia, manodopera, logistica e interventi di protezione.
Un aumento dei costi che, tuttavia, non significa automaticamente un equivalente aumento dei prezzi pagati dai consumatori.
Coldiretti Puglia richiama proprio l’attenzione sulla distanza che può crearsi tra quanto viene riconosciuto agli agricoltori e il prezzo finale dei prodotti. L’obiettivo, secondo l’organizzazione, deve essere evitare che i maggiori costi comprimano ulteriormente i margini delle aziende e, allo stesso tempo, verificare che eventuali rincari nei diversi passaggi della filiera non ricadano ingiustificatamente sulle famiglie.
Coldiretti Puglia: «Serve una strategia strutturale»
Per affrontare condizioni climatiche sempre più difficili, Coldiretti Puglia chiede interventi che non siano limitati alle singole emergenze.
Tra le priorità indicate ci sono investimenti nelle infrastrutture irrigue, una maggiore capacità di accumulo dell’acqua, una gestione più efficiente della risorsa idrica e strumenti assicurativi e di sostegno più efficaci per le imprese colpite dagli eventi climatici avversi.
La questione riguarda ormai la capacità del sistema agricolo pugliese di adattarsi a stagioni caratterizzate da fenomeni sempre più difficili da gestire.
Per Coldiretti Puglia il costo di questa situazione non può essere sostenuto soltanto dagli agricoltori, già alle prese con spese di produzione crescenti, né essere trasferito indiscriminatamente sui consumatori.
La risposta, sostiene l’organizzazione, passa da una filiera più equa e trasparente, capace di garantire reddito alle aziende agricole e, nello stesso tempo, qualità e sostenibilità dei prezzi per le famiglie.














