Barriere architettoniche, 148 Comuni pugliesi hanno un piano. Ma quanti interventi sono stati realizzati?

La Regione finanzia l’aggiornamento dei PEBA: contributi fino a 10mila euro e domande entro il 16 novembre. Annunciato un secondo bando per circa 40 Comuni ancora senza piano.
BARI, 4 novembre 2026 – La Regione Puglia mette a disposizione 150mila euro per aiutare i Comuni ad aggiornare i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Le amministrazioni interessate hanno tempo fino al 16 novembre per presentare domanda. Ma il provvedimento riporta al centro una questione che riguarda direttamente la vita quotidiana dei cittadini: quanti ostacoli sono stati effettivamente eliminati dalle nostre città?
Marciapiedi impraticabili, attraversamenti senza scivoli, edifici pubblici difficili da raggiungere e percorsi pedonali interrotti rappresentano problemi concreti per le persone con disabilità, gli anziani e le famiglie con passeggini.
Il nuovo finanziamento regionale riguarda la pianificazione degli interventi, non la loro esecuzione materiale. Una distinzione importante per comprendere cosa potranno ottenere i Comuni e quali risultati potranno aspettarsi i cittadini.
Barriere architettoniche, chi può ottenere i finanziamenti
L’avviso, approvato con determinazione dirigenziale n. 312 del 2 ottobre 2026 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale regionale del 22 ottobre, prevede complessivamente 150mila euro per il triennio 2026-2028, suddivisi in tre annualità da 50mila euro.
I contributi massimi sono di 5mila euro per i Comuni fino a 30mila abitanti e di 10mila euro per quelli con popolazione superiore.
Possono partecipare soltanto le amministrazioni che abbiano già adottato o approvato il PEBA da almeno due anni, secondo i requisiti temporali stabiliti dall’avviso.
Le risorse serviranno ad ampliare la mappatura delle barriere, aggiornare lo stato degli interventi, individuare nuove criticità e rivedere le priorità.
Non si tratta quindi di un finanziamento destinato direttamente alla costruzione di rampe, alla sistemazione dei marciapiedi o all’adeguamento degli edifici. Regione Puglia+2
In Puglia 148 Comuni hanno adottato il PEBA
Secondo i dati diffusi dalla Regione, sono 148 i Comuni pugliesi che hanno già adottato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche.
L’assessorato regionale ha inoltre annunciato un secondo avviso, con una dotazione di 250mila euro, destinato a circa 40 Comuni che ancora non dispongono del piano.
È un passaggio significativo, ma i numeri pongono anche un problema di trasparenza.
Sapere che un Comune ha adottato il PEBA non significa conoscere quanti interventi siano stati completati, quante barriere rimangano e quali risorse siano state effettivamente investite.
Per valutare i risultati servono informazioni ulteriori: lo stato di attuazione dei piani, gli interventi programmati e quelli realizzati, i tempi previsti per eliminare gli ostacoli ancora presenti. Regione Puglia
Il nodo delle risorse comunali: previsto un capitolo di bilancio
Un elemento particolarmente rilevante riguarda gli obblighi finanziari delle amministrazioni.
Per accedere al contributo regionale, i Comuni devono attestare il rispetto della legge regionale 36/2023, con l’indicazione del capitolo di bilancio destinato all’abbattimento delle barriere architettoniche.
La Regione richiama anche l’obbligo di destinare a questa finalità una quota non inferiore al 15% dei proventi individuati dalla normativa.
Questo requisito apre un ulteriore fronte di verifica: non soltanto l’esistenza del piano, ma anche la presenza delle risorse comunali necessarie per tradurlo progressivamente in opere. Regione Puglia+1
Domande entro il 16 novembre: conta anche l’ordine di arrivo
Le amministrazioni interessate devono presentare la domanda entro le ore 12 del 16 novembre 2026, esclusivamente tramite PEC all’indirizzo sezione.politicheabitative@pec.rupar.puglia.it.
La procedura è a sportello: le richieste saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di ricezione e protocollazione, nel rispetto dei requisiti previsti.
L’assessora regionale all’Urbanistica e alla Casa, Marina Leuzzi, ha sottolineato la necessità di coinvolgere cittadini, persone con disabilità e associazioni nella costruzione e nell’aggiornamento dei piani.
Un principio che può diventare decisivo: chi affronta quotidianamente una barriera è spesso in grado di individuare problemi che una semplice ricognizione tecnica potrebbe non cogliere. Regione Puglia+1
La vera sfida: dai documenti ai marciapiedi accessibili
Il nuovo bando offre ai Comuni l’opportunità di aggiornare strumenti di pianificazione che, con il passare degli anni, possono non rispecchiare più le condizioni reali delle città.
Ma un PEBA aggiornato non elimina automaticamente una barriera.
Per i cittadini il risultato si misura nella possibilità di raggiungere una scuola, entrare in un ufficio pubblico, attraversare una strada o percorrere un marciapiede in autonomia e sicurezza.
La questione, dunque, non riguarda soltanto quanti Comuni accederanno ai finanziamenti regionali.
Riguarda soprattutto ciò che le amministrazioni faranno dopo: quali interventi considereranno prioritari, quanto denaro destineranno alle opere e in quali tempi renderanno accessibili gli spazi pubblici.
Perché il diritto all’accessibilità non si realizza con l’approvazione di un piano, ma quando gli ostacoli vengono concretamente rimossi.

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