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Pesci tropicali, insetti killer e virus: la Puglia affronta una nuova emergenza biologica

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Coldiretti Puglia denuncia l’aumento di specie aliene, insetti invasivi e patogeni favoriti dal caldo, dalla globalizzazione e dalla circolazione di merci e materiale vegetale. Dai mari alle campagne, cresce la pressione su agricoltura, pesca e biodiversità.

Coldiretti Puglia ha lanciato l’allarme sulle specie invasive che stanno mettendo sotto pressione mare e campagne della regione. Pesci tropicali, insetti alieni, uccelli dannosi e virus fitosanitari stanno alterando gli equilibri naturali e colpendo agricoltura, pesca e biodiversità.

Il fenomeno riguarda tutta la Puglia ed è favorito dall’aumento delle temperature, dalla globalizzazione e dalla crescente circolazione di merci e materiale vegetale. Secondo Coldiretti Puglia, il territorio regionale si conferma una frontiera biologica del Mediterraneo.

Specie invasive Puglia: perché l’allarme cresce

Le specie invasive in Puglia rappresentano oggi una delle principali minacce per il settore agricolo, per gli ecosistemi marini e per il reddito delle imprese. Dai mari alle campagne, organismi non autoctoni stanno ridisegnando equilibri produttivi e ambientali consolidati.

Nei mari pugliesi, accanto al granchio blu, Callinectes sapidus, che continua a creare gravi difficoltà agli allevamenti di vongole e cozze, si registra la presenza sempre più stabile di specie come il pesce scorpione, Pterois miles, il pesce coniglio, Siganus spp., e il pesce palla maculato, Lagocephalus sceleratus.

Si tratta di organismi provenienti da ecosistemi tropicali e subtropicali che stanno colonizzando il Mediterraneo. La loro diffusione modifica gli equilibri marini, incide sulla pesca e aumenta la preoccupazione degli operatori del settore.

Specie invasive Puglia tra frutteti, ulivi e colture

La pressione cresce anche nelle campagne. Il parrocchetto monaco, originario del Sud America, è ormai stabilmente diffuso e provoca danni a frutteti e coltivazioni di mandorlo.

Lo storno, specie eurasiatica divenuta stanziale in diverse aree della Puglia, colpisce in particolare la piana olivetata tra Bari e Brindisi e la fascia pedegarganica del Foggiano. Gli stormi consumano olive, compromettono le operazioni di raccolta e danneggiano anche colture orticole.

Tra gli insetti più temuti c’è la Drosophila suzukii, conosciuta come “moscerino killer”. Questo parassita attacca ciliegie e piccoli frutti, con danni spesso visibili solo dopo la raccolta e forti ripercussioni sulla qualità del prodotto.

Nel comparto forestale e frutticolo resta alta l’attenzione sul cinipide del castagno, Dryocosmus kuriphilus. L’insetto, originario dell’Asia, provoca la formazione di galle sui germogli, compromette lo sviluppo delle piante e riduce in modo significativo la produzione di castagne.

La diffusione delle specie invasive in Puglia è favorita dall’aumento delle temperature e dalla crescente movimentazione internazionale di merci, piante e materiale vegetale. Per Coldiretti, questo scenario rende più urgente rafforzare controlli e prevenzione.

Xylella, Tristeza degli agrumi e punteruolo rosso

Nel settore agrumicolo preoccupa la Tristeza degli agrumi, causata dal Citrus Tristeza Virus. Il virus impone protocolli fitosanitari rigorosi per le piante destinate al mercato comunitario, ma Coldiretti segnala criticità nei controlli sulle importazioni.

La ferita più grave resta quella provocata dalla Xylella fastidiosa. Secondo Coldiretti Puglia, il batterio è stato introdotto attraverso piante provenienti dall’America Latina e ha già colpito oltre 21 milioni di piante, interessando circa 8.000 chilometri quadrati di territorio, pari a circa il 40% della regione.

Anche il punteruolo rosso, Rhynchophorus ferrugineus, continua a rappresentare una minaccia per il patrimonio di palme ornamentali. Originario dell’Asia, è arrivato in Italia nel 2004 e ha prodotto danni pesanti in molte aree del Paese.

Specie invasive Puglia, Coldiretti chiede più controlli

Per Coldiretti Puglia il nodo centrale resta il sistema europeo di vigilanza, giudicato ancora troppo permissivo. L’organizzazione parla di “frontiere colabrodo” che favoriscono l’ingresso di materiale vegetale infetto, parassiti e organismi dannosi.

Il contrasto alle specie invasive in Puglia richiede controlli più rigorosi alle frontiere europee, verifiche più efficaci sulle importazioni e un rafforzamento della prevenzione fitosanitaria.

La conseguenza, denuncia Coldiretti, è una pressione crescente sulle produzioni italiane, mentre le merci nazionali ed europee destinate all’export devono affrontare controlli fitosanitari più complessi e lunghi.

La difesa dell’agricoltura, della pesca e della biodiversità passa quindi dalla capacità di intercettare in tempo insetti, patogeni, uccelli e specie invasive prima che diventino emergenze strutturali per il territorio pugliese.

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