Calcio

BORTOLO MUTTI, COMPLEANNO E RICORDI DI UNA VITA NEL CALCIO

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di Guglielmo De Feis

Oggi il calcio per lui è solo una passione e nient’altro. Fuori dal giro da anni inclusa anche una parentesi da commentatore Rai a 90° Minuto sulla serie B, Bortolo Mutti si gode la famiglia ed i nipoti nella sua Trescore Balneario a due passi da Bergamo, suo luogo natio, nella sua splendida cascina di campagna.
“La voglia di allenare ce l’ho ancora, non lo nego, ma probabilmente è giunto il momento di dire basta e dedicarmi ai miei cari. Il tempo passa per tutti, ho fatto la mia parte e ne sono orgoglioso, purtroppo questo mondo non lo riconosco più da anni. Vedere poi due mie ex compagini come Taranto e Messina (una promozione in A ed un settimo posto in massima serie) relegate in una categoria innominabile come questa è una pugnalata enorme al cuore!
Qui parliamo di due piazze che hanno passionalità, calore, entusiasmo e stadi bellissimi oltretutto. Ma come sempre quando si hanno situazioni societarie poco chiare ecco la risultante”.

Pochi giorni addietro ci ha lasciati Franco Baresi.
“L’ho affrontato diverse volte da avversario e non potrò mai dimenticare quella doppietta che feci allo Iacovone contro i rossoneri. Lui era in campo oltretutto e fu una grandissima soddisfazione vincere quella partita contro una delle compagini più vincenti del mondo. Peccato ancora oggi quella retrocessione per colpa della penalizzazione, una amarezza enorme. Purtroppo è un anno disgraziato per tanti ex come Marchesi, Bagnoli e Marchioro come allenatori in aggiunta a Protti ed il Grandissimo Franco, persone perbene di un tempo ormai scomparso”.

Nel 1973 venne suo fratello Tiziano, sette anni dopo toccò a lei vestire i colori rossoblù.
“Siamo molto diversi caratterialmente, lui oltretutto a Como ebbe anche il povero Bagnoli come allenatore anni dopo (10 presenze in A). Non amava già cinquant’anni fa questo ambiente e decise infatti di dedicarsi al commercio, attività che ha svolto per oltre cinque lustri nel settore edile qui a Trescore. Io invece amavo il campo e volevo allenare, ho fatto bene un pò ovunque con l’unico cruccio di non aver vinto nella mia città (un sesto posto in B ed una retrocessione dalla A). Siamo cresciuti io e Tiziano nel vivaio dell’Inter, lui vinse un Viareggio e fu portato da voi da Invernizzi che lo reputava un suo pupillo. Poi venne due anni di fila al mare proprio a Taranto e mi disse che mi sarei trovato benissimo. Concordo appieno, da voi è nata anche la mia seconda figlia (ne ha tre)”.

Bergamo negli ultimi anni ha scritto la storia del calcio oltre ad avere un grandissimo nome nello sci come Sofia Goggia.
“E’ una città che è da sempre parte integrante del pallone, lo sanno tutti che l’Atalanta è una delle icone più importanti in assoluto. Con l’aggiunta di un grandissimo vivaio da cui sono usciti due campioni del mondo quali Antonio Cabrini ed il povero Gaetano Scirea. Oltre ad altri grandissimi talenti arrivati anche in nazionale in seguito. Poi il trionfo in Europa League di due anni addietro resterà scolpito in eterno. Ma la zona orobica (il bergamasco) è da sempre fucina di grandissimi sportivi come Felice Gimondi nel ciclismo ad esempio oltre ovviamente alla grandissima Sofia Goggia che non necessita di presentazioni”.

Allora tanti auguri Mutti.
“Grazie di cuore a tutti voi e mi auguro che finalmente questa nuova società nata lo scorso anno riporti Taranto dove gli compete. Senza offendere naturalmente nessuno sia chiaro, ma giocare contro Ostuni e Trani è assurdo in uno stadio completamente nuovo di zecca che è da Champions League solo a vederlo come lo è il San Filippo (ora Franco Scoglio) a Messina. Od anche il Granillo di Reggio Calabria, altra città in cui ho allenato, che è un’altra bomboniera, vederlo relegato in serie D è una bestemmia! Stessa cosa dicasi di Bari e Salerno, altre piazze a me molto care, che hanno strutture meravigliose ed un tifo stupendo. Mi raccomando, tra un anno dovete tornare assolutamente in quarta serie e dite ai tifosi di stare tranquilli, perchè partire penalizzati pesa e giocare senza pubblico altrettanto. Capisco la loro rabbia ma mai eccedere”.

Auguroni Grande Bortolo, icona di serietà e semplicità di un tempo.

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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