Calcio

Pietroforte: il Taranto deve acquisire la mentalità giusta

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di Guglielmo De Feis

Alla veneranda età di 77 anni (li compirà sabato 26) è ancora iperattivo nel mondo del calcio come osservatore per il Barletta in serie C. L’esperienza di Simone Pietroforte, barese doc, del resto è nota a tutti da sempre sebbene non abbia mai lavorato in carriera per i rossoblù. E con la sua consueta schiettezza dice la sua:

“Non capisco le scelte della famiglia Ladisa, in due stagioni ha cambiato quattro allenatori e tre direttori sportivi. Bisogna scegliere le persone giuste al posto giusto, partire con una guida tecnica inesperta come Giuliatto lo trovo assurdo, serve un allenatore di esperienza in ogni categoria. Anche la conferma di Pagni non l’ho capita, poi viene esonerato e viene Montervino, nome che comunque non è certo l’ultimo venuto ma forse andava preso dall’inizio. Trovarsi con quasi 40 giocatori in organico poi lo trovo ridicolo, molti sono anche avanti con gli anni ed alla lunga il fattore anagrafico incide. E’ chiaro che Tiozzo sulla carta ha un organico fortissimo contro i pescherecci, usando un linguaggio di mare, degli altri, senza offendere nessuno. Ma sul campo sinora i risultati sono stati un pò altalenanti, bisogna fare un filotto di vittorie e capire le difficoltà di un campionato assolutamente difficile”.

Un’Eccellenza per lei alla portata del Taranto?

“Sicuramente deve acquisire la mentalità giusta per intercalarsi in questa categoria. Sul campo tutto è possibile ma con la rosa a disposizione può sicuramente recuperare posizioni in classifica, mi auguro che ci siano però sul lato organizzativo progettualità e strutturazione a dovere”.

Come giudica l’operato dei Ladisa?

“Noto troppe cose poco chiare, ma a mio parere sarà fondamentale che abbiano la gestione dello stadio. E’ il fattore primario per la loro permanenza in città visto che altrove hanno deciso di andare via per vari aspetti che magari non erano a loro convenienti come è accaduto a Monopoli, Molfetta e Locorotondo. Il loro business imprenditoriale ha dato moltissimo per i Giochi del Mediterraneo, ma diventa tassativo che trovino un accordo col Comune per la gestione della struttura. Li conosco bene da anni e so bene cosa dico”.

La scorsa stagione a Massafra ha inciso nel finale amaro?

“Relativamente. Non è quello il punto primario, perchè sul campo le partite si decidono qualunque esso sia, lo scorso anno ha assunto una mentalità inadatta alla categoria e la semifinale contro l’Apice superata all’ultimo secondo a fatica ha confermato la mia idea. Secondo me Pagni non era adatto come direttore sportivo e bisognava cambiarlo subito. Su un’eventuale riconferma di Danucci non so che dire, sono scelte delicate. Ho parlato con Tiozzo ed ho capito che voleva portare i giocatori dalla sua parte, cosa che con Giuliatto ho capito che non ci fosse affatto. Da direttore sportivo ho vinto campionati con Boccolini, Santin, Chiancone ed altri tecnici di una certa età anagrafica mixata ad esperienza”.

Lei a Martina Franca ha vinto due campionati con Prisciandaro capocannoniere.

“Quando hai un grosso goleador sicuramente si e Gioacchino in questo era uno implacabile. Il suo apporto era sempre determinante per ottenere risultati positivi. Ed in queste categorie la figura di una punta del suo calibro ha sempre un apporto autorevole in tal senso. La cessione di Loiodice sicuramente è discutibile ma con uno spogliatoio numericamente eccelso credo che ci siano le giuste alternative. Oltretutto con l’ambiente i rapporti si erano deteriorati ed il suo carattere ha anche inciso in tal senso, ragion per cui andare a Trani gli darà magari maggiori stimoli. Corvino e Losapio sicuramente sapranno incidere e dire la loro surrogandolo a dovere in avanti”.

La coppa Italia non va snobbata giusto?

“Il trionfo del Bisceglie dello scorso anno docet e quindi non credo che ci sia da aggiungere altro.

E’ un traguardo importante e non bisogna sottovalutarla assolutamente anche se in campionato si può tranquillamente risalire, sarà fondamentale che Tiozzo amalgami a dovere il gruppo”.

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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