Tartarughe marine, 229 nuove Caretta caretta sulle coste tra Ostuni e Brindisi

Dieci gli eventi seguiti lungo la costa tra Ostuni, Brindisi e Casalabate. Oltre 70 volontari impegnati fino a settembre. Il bilancio finale chiarisce anche il dato dei sei nidi segnalati in estate.

Si chiude con 229 piccole Caretta caretta nate e arrivate al mare la stagione 2026 seguita dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto. Cinque nidi hanno completato con successo il ciclo riproduttivo, mentre oltre 70 tra residenti, volontari e turisti hanno partecipato al monitoraggio lungo diversi tratti della costa pugliese. Riserva di Torre Guaceto
Il bilancio diffuso il 24 settembre permette anche di ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto durante l’estate: gli eventi complessivamente monitorati sono stati dieci, suddivisi in cinque nidi con nascite, quattro tentativi di nidificazione non completati e una deposizione con uova non fecondate. Riserva di Torre Guaceto
Dai sei nidi segnalati ad agosto ai cinque arrivati alla schiusa
C’è un dato che merita di essere chiarito. Il 10 agosto il Consorzio aveva comunicato il monitoraggio di sei nidi, uno in più rispetto ai cinque del 2025. Il consuntivo finale specifica ora che cinque hanno prodotto nuove tartarughe, mentre una delle deposizioni conteneva uova non fecondate. Non si tratta quindi necessariamente di dati in contrasto, ma di due fotografie scattate in momenti diversi della stagione. Riserva di Torre Guaceto
Le attività hanno interessato un’area molto più ampia della sola riserva: Torre Guaceto, il litorale di Ostuni con il Parco delle Dune Costiere e Rosa Marina, Apani e Giancola nel territorio di Brindisi e Casalabate.
Il primo nido era stato individuato il 30 giugno, l’ultimo il 15 agosto. Nella fase più delicata, quella delle schiuse, il presidio intensivo è proseguito senza interruzioni dal 13 agosto al 21 settembre. Riserva di Torre Guaceto
Il pericolo delle luci sulla costa
Il numero delle nascite racconta però soltanto una parte della stagione. Durante alcune schiuse è stato necessario intervenire anche sull’illuminazione presente lungo il litorale.
Secondo il Consorzio, le luci di lampioni e stabilimenti avrebbero potuto attirare i piccoli nella direzione opposta rispetto al mare. L’ente ha quindi chiesto lo spegnimento delle fonti luminose interessate, mentre i volontari hanno presidiato il percorso verso l’acqua. Riserva di Torre Guaceto
Non è un rischio teorico: anche ISPRA indica l’illuminazione artificiale delle spiagge tra i fattori in grado di disorientare i neonati di tartaruga marina. Il WWF ha richiamato lo stesso problema nel bilancio nazionale della stagione 2026, insieme alla pulizia meccanica delle spiagge. ISPRA
Proprio su questo fronte il Consorzio ha ringraziato i Comuni di Ostuni e Brindisi per le ordinanze di interdizione dei siti interessati. A Brindisi, inoltre, la pulizia meccanica è stata sospesa nelle aree coinvolte e sostituita da quella manuale.
Più di 70 persone per sorvegliare i nidi
La seconda cifra del bilancio è quella dei volontari: oltre 70 persone hanno partecipato alle attività. Tra loro cittadini del territorio, turisti e volontari WWF.
Il Consorzio cita anche casi particolari: Pasquale, 75 anni, presente ai presidi, e Marco, appena 9 anni, rimasto durante alcuni turni notturni in attesa della schiusa. Una famiglia arrivata dalla Repubblica Ceca avrebbe invece modificato il programma delle proprie vacanze per continuare a partecipare ai monitoraggi.
«La nascita e l’arrivo al mare di questi piccoli è un successo di comunità», ha dichiarato il presidente del Consorzio Stefano Convertini, ringraziando volontari, personale impegnato nelle operazioni, WWF e amministrazioni locali. Riserva di Torre Guaceto
Il dato delle 229 tartarughe arrivate al mare chiude così una stagione iniziata già a maggio con la formazione dei cittadini per il riconoscimento delle tracce sulla sabbia. Un’attività sulla quale PugliaPress aveva già richiamato l’attenzione all’inizio della stagione: a quattro mesi di distanza, il bilancio mostra concretamente quanto il controllo tempestivo delle spiagge possa incidere sulla tutela dei nidi.














