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Siccità e caro gasolio colpiscono le campagne pugliesi: irrigare costa il 50,6% in più

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Coldiretti Puglia denuncia l’aumento dei costi sostenuti dalle aziende agricole per salvare le colture dal caldo e dalla mancanza d’acqua. Il gasolio agricolo, secondo i dati forniti dall’organizzazione, è passato da 0,85 a 1,28 euro al litro.

Coldiretti Puglia lancia l’allarme sui costi che caldo e siccità stanno imponendo alle aziende agricole della regione. Alla mancanza d’acqua e alle alte temperature si aggiunge infatti l’aumento del prezzo del gasolio agricolo, necessario anche per far funzionare le motopompe utilizzate per prelevare acqua dai pozzi e irrigare le colture.

Secondo i dati diffusi dall’organizzazione agricola, il gasolio agricolo in Puglia è passato dagli 0,85 euro al litro del periodo precedente alla guerra agli attuali 1,28 euro, con una differenza di 43 centesimi e un aumento del 50,6%.

Fino a 2.150 euro in più a settimana

Il problema diventa ancora più pesante per le aziende che in queste settimane hanno bisogno di molta acqua.

Coldiretti Puglia spiega che alcune imprese agricole con un maggiore fabbisogno irriguo possono arrivare a utilizzare oltre 5.000 litri di gasolio alla settimana per garantire l’irrigazione di soccorso.

Con un aumento di 43 centesimi al litro, su 5.000 litri la maggiore spesa è di 2.150 euro a settimana. Nell’arco di quattro settimane significa circa 8.600 euro di costi aggiuntivi.

Una spesa che arriva proprio quando gli agricoltori devono aumentare gli interventi nei campi per cercare di proteggere le produzioni dalle alte temperature e dalla siccità.

Dall’olio all’uva, le produzioni sotto pressione

La situazione riguarda una parte importante dell’agricoltura pugliese.

Le difficoltà interessano olivicoltura, vitivinicoltura, grano duro, uva da tavola, ortofrutta, pascoli e allevamenti.

Quando l’acqua disponibile non basta, gli agricoltori sono costretti a utilizzare con maggiore frequenza i pozzi aziendali. Questo significa tenere in funzione più a lungo le motopompe e, di conseguenza, consumare più carburante.

Il risultato è un doppio problema: da una parte bisogna trovare l’acqua necessaria a salvare le colture, dall’altra aumentano i soldi necessari per portarla nei campi.

Il caro carburante pesa anche sui materiali agricoli

Il costo del gasolio non è l’unico elemento indicato da Coldiretti.

L’aumento delle quotazioni del petrolio può riflettersi anche sulle materie plastiche utilizzate nelle aziende e quindi sui prezzi di tubi per l’irrigazione, teli per la pacciamatura, reti di protezione e raccolta e altri materiali necessari al lavoro nei campi.

Per le imprese agricole, quindi, l’aumento dei costi può interessare diverse fasi della produzione.

Il problema dell’acqua in Puglia

Sul fondo rimane la questione più importante: la disponibilità di acqua.

Coldiretti Puglia richiama la necessità di aumentare la capacità di raccogliere e conservare l’acqua piovana, soprattutto in presenza di periodi di siccità sempre più lunghi.

Secondo i dati riportati dall’organizzazione, in Italia viene trattenuto appena l’11% dell’acqua piovana.

In Puglia pesa anche la dispersione lungo le reti. Coldiretti indica una perdita di circa il 42% dell’acqua immessa, prima che la risorsa possa raggiungere cittadini e attività produttive.

Numeri che rendono centrale il tema delle infrastrutture idriche, soprattutto per una regione nella quale l’agricoltura ha bisogno di grandi quantità d’acqua durante i mesi più caldi.

Coldiretti chiede di accelerare sul Piano Invasi

Per affrontare il problema, Coldiretti Puglia chiede di accelerare la realizzazione del Piano Invasi, puntando sulla costruzione di nuovi bacini e sul recupero di quelli già esistenti.

L’obiettivo è semplice: raccogliere più acqua nei periodi piovosi per poterla utilizzare quando le precipitazioni diminuiscono e aumenta il bisogno delle campagne.

Secondo Coldiretti, una maggiore capacità di accumulo potrebbe aiutare non soltanto l’agricoltura, ma anche gli usi civili, contribuendo allo stesso tempo alla gestione del rischio di alluvioni e alla produzione di energia idroelettrica.

Servono inoltre interventi per ridurre le perdite delle reti, rendere più efficiente l’irrigazione e sostenere gli investimenti delle aziende agricole.

La disponibilità di acqua diventa così una questione economica oltre che ambientale. Dalla capacità di garantire risorse sufficienti ai campi dipende la tenuta di produzioni che rappresentano una parte importante dell’agricoltura pugliese: olio extravergine di oliva, vino, grano duro, uva da tavola, ortaggi, frutta e produzioni zootecniche.

Per le aziende, la sfida è riuscire a difendere i raccolti senza vedere crescere ancora una voce di costo che, tra siccità e maggiore necessità di irrigazione, sta diventando sempre più pesante.

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