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Un bambino pugliese su tre è in eccesso di peso: il dato rilancia l’allarme sulla prevenzione

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BARI, 21 settembre 2026 – In Puglia il 13,2% degli adulti è affetto da obesità e tra i bambini di 8-9 anni il 35,9% è in eccesso ponderale. Due dati che collocano il tema dell’alimentazione ben oltre le scelte individuali e chiamano in causa prevenzione, condizioni sociali e modelli alimentari.

I numeri, riportati dall’Obesity Monitor, sono stati al centro del confronto “Difendiamo le nostre filiere e la salute dei cittadini”, promosso da Coldiretti Puglia alla Fiera del Levante di Bari. Il dato regionale trova conferma anche nell’Ufficio statistico della Regione Puglia: nel 2025 l’obesità interessa il 13,2% dei maggiorenni, mentre per i bambini di 8-9 anni l’ultimo dato riportato, relativo al 2023, indica il 35,9% in eccesso ponderale.

Il confronto si è svolto nell’ambito dell’89ª Campionaria della Fiera del Levante, in programma a Bari dal 19 al 27 settembre.

Bambini, in Puglia il dato supera quello nazionale

È soprattutto il dato sull’infanzia a richiamare l’attenzione. In Puglia soltanto il 64,1% dei bambini tra 8 e 9 anni risulta normopeso o sottopeso, contro il 71,2% nazionale. Il restante 35,9% è in eccesso ponderale. A livello italiano la quota indicata dall’Obesity Monitor è del 29%.

Un confronto che restituisce una differenza di quasi sette punti percentuali tra Puglia e media nazionale e che rende il tema particolarmente rilevante sul piano della prevenzione.

Per gli adulti pugliesi il rapporto segnala inoltre un forte gradiente sociale: l’obesità risulta più diffusa nei gruppi socioeconomicamente vulnerabili. È un elemento importante perché suggerisce che il fenomeno non possa essere letto soltanto attraverso le abitudini alimentari individuali, ma debba essere considerato anche alla luce delle condizioni sociali ed economiche.

Coldiretti: «Salute e reddito degli agricoltori sono due facce della stessa filiera»

Da questi numeri Coldiretti Puglia ha sviluppato il proprio messaggio sulla necessità di garantire qualità, origine e tracciabilità degli alimenti.

«La salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori sono due facce della stessa filiera», ha dichiarato il presidente regionale Alfonso Cavallo, sostenendo la necessità di contrastare frodi, falsificazioni e concorrenza sleale e di rendere riconoscibile l’origine delle produzioni.

Il direttore Pietro Piccioni ha posto invece l’accento sulla trasparenza «dal campo alla tavola», chiedendo controlli e tracciabilità effettiva a tutela sia dei produttori sia dei consumatori.

Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Nicola Di Noia di Unaprol, Piermichele La Sala dell’Università di Foggia, Antonio Moschetta dell’Università di Bari e Salvatore Lenti, presidente FADOI Puglia. La presenza dei relatori e l’incontro del 21 settembre risultano anche dalle informazioni diffuse alla vigilia dell’appuntamento.

Olio, la richiesta di controlli più avanzati

Uno dei passaggi più concreti ha riguardato la filiera olivicola, particolarmente rilevante per la Puglia.

Il direttore generale di Unaprol Nicola Di Noia ha indicato la necessità di rafforzare i controlli dalle importazioni alla trasformazione e alla commercializzazione, facendo ricorso anche a strumenti come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica.

L’obiettivo dichiarato è impedire che oli di provenienza diversa possano essere presentati o percepiti come italiani, tutelando contemporaneamente consumatori e olivicoltori.

Il tema non nasce con l’appuntamento di oggi: già nel gennaio 2026 Coldiretti Puglia aveva organizzato alla Fiera del Levante un incontro specifico sulla tutela dell’olio extravergine Made in Italy, chiedendo più controlli contro frodi, sofisticazioni e irregolarità nella filiera.

Resta però importante distinguere i due piani emersi dal confronto: i dati sull’obesità descrivono un problema sanitario complesso e multifattoriale, mentre tracciabilità, origine e qualità delle produzioni costituiscono gli strumenti sui quali Coldiretti concentra la propria proposta. Il rapporto tra obesità e alimentazione non può quindi essere ridotto alla sola provenienza dei prodotti.

Il dato pugliese, soprattutto quello che riguarda i bambini, pone una questione più ampia: capire quali interventi su educazione alimentare, prevenzione, accessibilità del cibo sano e stili di vita possano contribuire concretamente a ridurre quel 35,9%.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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