CronacaPuglia

Da Foggia a Taranto, carceri sovraffollate e agenti insufficienti: l’emergenza in Puglia

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Negli 11 istituti penitenziari della regione ci sono 4.779 detenuti per 2.940 posti regolamentari. L’Osapp denuncia anche la carenza di agenti e chiede interventi urgenti.

La Puglia ha il più alto tasso di sovraffollamento carcerario d’Italia. Al 31 ottobre 2026, negli 11 istituti penitenziari della regione risultano presenti 4.779 detenuti a fronte di 2.940 posti regolamentari. Significa 1.839 persone oltre la capienza prevista, con un indice di affollamento del 162,6%. Sono i numeri ufficiali del Ministero della Giustizia, che confermano la gravità della situazione denunciata dal sindacato Osapp.

La questione riguarda l’intero territorio regionale, da Foggia a Taranto, passando per Bari, la BAT, Brindisi e Lecce. Non si tratta soltanto di trovare spazio per altri detenuti. Il sovraffollamento incide sull’organizzazione quotidiana delle strutture, sulle condizioni di vita delle persone recluse e sul lavoro della Polizia penitenziaria.

I numeri del Ministero e quelli dell’Osapp

Il 29 ottobre l’Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria ha denunciato la presenza di circa 5.300 detenuti a fronte di una capienza di 3.000 posti, parlando di oltre 2.300 persone in eccesso.

La rilevazione ministeriale del 31 ottobre restituisce però un dato differente: 4.779 presenze e 2.940 posti regolamentari. La differenza tra le due cifre non è marginale e richiede un chiarimento sulle modalità di conteggio utilizzate dal sindacato.

Il dato ufficiale conferma comunque il primato negativo della Puglia in termini percentuali. La media nazionale, alla stessa data, è del 129,3%, con 66.285 detenuti per 51.283 posti regolamentari. In Puglia la pressione sulle strutture è quindi sensibilmente superiore.

Foggia e Taranto, gli istituti sotto pressione

Tra le situazioni più difficili figura quella del carcere di Foggia. Secondo i dati diffusi dall’Osapp, riferiti alla fine di settembre, nella struttura erano presenti 681 detenuti a fronte di 364 posti regolamentari.

Nello stesso periodo, a Lucera si contavano 187 detenuti per 135 posti e a San Severo 91 per 61. Numeri che mostrano come il problema interessi anche istituti di dimensioni più contenute.

La situazione è pesante anche a Taranto. La rilevazione del 31 ottobre indica 854 detenuti per 500 posti regolamentari, con 354 persone in più rispetto alla capienza.

Il sovraffollamento non si distribuisce in maniera uniforme, ma coinvolge strutture con caratteristiche e disponibilità di spazi differenti. Per questo la sola media regionale non basta a descrivere le condizioni effettive di ciascun carcere.

Meno agenti rispetto agli organici previsti

All’eccesso di detenuti si aggiunge la carenza di personale denunciata dall’Osapp.

A Foggia, secondo il sindacato, risultano operativi 221 agenti rispetto ai 244 previsti dalla pianta organica, mentre nel nucleo traduzioni prestano servizio 38 unità contro le 56 previste.

Il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano, ha richiamato l’attenzione delle istituzioni anche sulle aggressioni al personale e sull’introduzione illegale di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti negli istituti. Si tratta di criticità segnalate dal sindacato, per le quali servono dati aggiornati e distinti per struttura.

Quando il numero dei detenuti supera ampiamente i posti disponibili, la gestione quotidiana diventa più complessa. Sorveglianza, trasferimenti, visite mediche, colloqui e attività trattamentali devono essere organizzati in strutture sottoposte a una pressione continua.

Il problema non nasce oggi

La situazione pugliese non è il risultato di un’emergenza improvvisa.

Già nel marzo 2026, un monitoraggio del Sole 24 Ore basato sui dati ministeriali registrava in Puglia 4.576 detenuti a fronte di 2.945 posti regolamentari. Foggia risultava allora tra gli istituti più affollati, con un tasso del 218%.

A settembre i detenuti erano saliti a 4.806, secondo le statistiche riportate dall’Ufficio statistico della Regione Puglia. Il dato di ottobre registra una lieve diminuzione, ma non modifica il quadro generale.

Il problema, dunque, persiste da mesi. Nonostante le variazioni nelle presenze, la distanza tra capienza e popolazione detenuta rimane elevata.

Cosa significa per detenuti e personale

Il sovraffollamento non è soltanto una percentuale. Riguarda la possibilità di garantire spazi adeguati, assistenza sanitaria, attività educative, percorsi di reinserimento e condizioni di lavoro sostenibili.

Un carcere deve custodire le persone sottoposte a provvedimenti giudiziari, ma anche garantire i diritti fondamentali e, secondo quanto stabilisce l’articolo 27 della Costituzione, favorire la rieducazione del condannato.

Quando le strutture ospitano molte più persone rispetto alla capienza prevista, raggiungere questi obiettivi diventa più difficile.

Il punto, però, non è attribuire automaticamente ogni criticità al numero dei detenuti. Per comprendere la reale situazione pugliese occorre conoscere anche quanti posti siano effettivamente utilizzabili, quante sezioni risultino eventualmente chiuse, quali siano gli organici disponibili e quali interventi siano programmati.

Le risposte ancora attese

L’Osapp ha avviato la campagna nazionale denominata Operazione Verità, facendo tappa anche negli istituti di Foggia, Lucera e San Severo, dopo l’avvio dell’iniziativa a Taranto.

La richiesta è rivolta al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al Governo, affinché vengano affrontati il sovraffollamento e le carenze di personale.

Resta da capire quali misure concrete siano previste per gli istituti pugliesi, con quali risorse e soprattutto con quali tempi.

Perché il dato più significativo non è soltanto il primato negativo della Puglia. È il fatto che una situazione documentata da tempo continui a pesare su detenuti, operatori e sull’intero sistema penitenziario regionale.

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