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Torre Vado, ripuliti 200 metri di costa: dal mare emergono anche pneumatici e reti

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Volontari di Greenpeace e cittadini hanno ripulito un tratto della costa salentina. Sott’acqua recuperati anche pneumatici, reti, bottiglie e calzature.

TORRE VADO (LE), 21 settembre 2026 – Oltre 70 chili di rifiuti recuperati tra terra e mare, lungo un tratto di appena 200 metri del lungomare di Torre Vado, nel Salento. È il bilancio dell’iniziativa organizzata da Greenpeace Italia in occasione del World Cleanup Day.

Secondo i dati comunicati dall’organizzazione ambientalista, durante l’intervento di sabato 19 settembre volontarie e volontari provenienti da diverse città pugliesi, affiancati spontaneamente da alcune persone del posto, hanno raccolto sul lungomare circa 20 chili di plastica, oltre a sacchi contenenti vetro, carta e rifiuti indifferenziati.

Il dato che colpisce è soprattutto la dimensione dell’area interessata: circa 200 metri di costa.

Dai tappi ai pneumatici: cosa è stato trovato

Bottiglie, tappi, imballaggi, cannucce, residui di reti, pezzi di polistirolo, bicchieri e altri prodotti usa e getta sono alcuni dei materiali indicati da Greenpeace tra quelli recuperati sulla terraferma.

Ma l’operazione non si è fermata alla superficie.

Contemporaneamente, altri volontari di Greenpeace, insieme al Diving Service di Torre Vado, hanno effettuato una pulizia dei fondali davanti al lungomare.

Dal mare sarebbero stati recuperati oltre 50 chili di rifiuti, tra cui reti, calzature, bottiglie e pneumatici.

Sommando i quantitativi indicati dall’organizzazione, l’intervento ha quindi portato alla rimozione di oltre 70 chili di materiali tra la costa e il fondale.

Greenpeace: «Il riciclo da solo non basta»

L’iniziativa locale è stata utilizzata dall’associazione anche per rilanciare il tema della riduzione della produzione di plastica.

«La plastica che abbiamo raccolto oggi è solo una piccola porzione di quella dispersa ogni giorno nell’ambiente», sostengono i volontari di Greenpeace, che chiedono interventi sulla produzione di plastica vergine, sul monouso e sulla vendita di prodotti sfusi.

Greenpeace collega inoltre la mobilitazione alla richiesta di un accordo internazionale vincolante contro l’inquinamento da plastica.

Un problema che riguarda direttamente il Mediterraneo

Il problema dell’ingestione di plastica da parte della fauna marina è documentato anche dalla letteratura scientifica, sebbene le percentuali cambino sensibilmente in base alle specie, alle aree e ai metodi utilizzati.

Uno studio su 567 tartarughe Caretta caretta del Mediterraneo centrale ha rilevato, per esempio, valori di presenza dei rifiuti fino all’80% in determinati gruppi di tartarughe pelagiche, sottolineando però anche la necessità di cautela nel confrontare campioni e metodologie differenti.

Uno studio più recente sui cetacei spiaggiati lungo le coste italiane e nell’Adriatico tra il 2009 e il 2023 ha invece riscontrato nei capodogli la frequenza più elevata di ingestione di plastica tra i cetacei esaminati, pari al 50%.

Dal World Cleanup Day resta una fotografia molto locale

Il World Cleanup Day è riconosciuto dalle Nazioni Unite e si celebra ufficialmente il 20 settembre di ogni anno. Nel 2026 la giornata internazionale è caduta domenica 20 settembre; iniziative collegate possono però svolgersi anche nei giorni precedenti o successivi.

A Torre Vado la pulizia si è tenuta il giorno precedente.

Al di là della mobilitazione internazionale, resta un dato concreto per il territorio salentino: oltre 70 chili di rifiuti rimossi in poche ore da un tratto molto limitato di costa e dai fondali immediatamente antistanti.

Ed è proprio la concentrazione dei materiali recuperati in uno spazio di appena 200 metri l’elemento che rende il risultato dell’intervento particolarmente significativo.

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