Brindisi approva il nuovo regolamento sui dehors: più spazi e controlli contro gli abusi

Il Consiglio comunale ha approvato le modifiche alla disciplina per l’occupazione del suolo pubblico. Previste strutture chiuse con materiali trasparenti, aree autorizzate segnate a terra e verifiche sui pagamenti comunali.
Il Consiglio comunale di Brindisi ha approvato il 3 agosto 2026 il nuovo regolamento sui dehors, introducendo regole più flessibili per bar, ristoranti e attività commerciali, ma anche controlli più chiari contro le occupazioni abusive del suolo pubblico.
Le modifiche riguardano tutto il territorio comunale e permettono agli esercenti di realizzare anche dehors chiusi con vetrate o con altri materiali trasparenti. Si allargano inoltre le aree nelle quali potranno essere sistemate alcune tipologie di strutture esterne.
L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra le esigenze delle imprese, il decoro urbano, la sicurezza e la possibilità per residenti e visitatori di usare senza ostacoli gli spazi comuni.
Dehors chiusi e superfici segnate a terra
Tra le principali novità c’è la possibilità di installare strutture completamente chiuse, collegate all’attività commerciale o poste nelle immediate vicinanze.
Il regolamento stabilisce che queste strutture debbano essere facilmente rimovibili e autorizzate in forma temporanea. Il titolo non può superare la durata di un anno, salvo il successivo rinnovo previsto dalle norme comunali.
Le superfici concesse agli esercenti dovranno essere segnate a terra. Il tracciamento permetterà agli organi di controllo e agli stessi cittadini di riconoscere con maggiore facilità i confini dell’area autorizzata.
La misura punta a limitare tavoli, sedie, pedane o altri arredi sistemati oltre lo spazio concesso.
Il regolamento prevede anche l’uso di schermature per nascondere alla vista i contenitori carrellati dei rifiuti, con lo scopo di migliorare l’aspetto delle strade e delle piazze cittadine.
L’equilibrio tra attività commerciali e decoro urbano
L’assessore comunale Giuseppe De Maria, titolare delle deleghe al Commercio, al SUAP, all’Artigianato e al Turismo, ha spiegato che le modifiche rispondono alle richieste di crescita e sviluppo presentate dagli esercenti.
La maggiore libertà concessa alle attività dovrà però convivere con il rispetto del decoro urbano, della sicurezza pubblica e della vivibilità degli spazi comuni.
Il tema si inserisce anche nel confronto cittadino sulla vita serale, sul rumore e sulla necessità di trovare un punto di incontro tra le attività economiche e le esigenze dei residenti.
Sanzioni progressive al posto della revoca immediata
Cambiano anche le conseguenze previste per chi non rispetta le regole.
Per alcune violazioni legate alle superfici autorizzate non sarà applicata subito la revoca della licenza. Il nuovo sistema prevede sospensioni progressive, calibrate in base alla natura e alla ripetizione delle irregolarità.
Restano misure più severe per le occupazioni abusive o per quelle che superano i limiti indicati nel titolo autorizzativo.
Il regolamento già stabilisce che un dehors debba essere rimosso entro cinque giorni dalla scadenza dell’autorizzazione. In caso contrario, la struttura può essere rimossa a spese del titolare dell’attività.
Controlli su Tari e canoni comunali
Il rinnovo delle autorizzazioni sarà legato anche alla posizione economica dell’esercente nei confronti del Comune.
Oltre al pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico, sarà verificato il versamento della Tari relativa all’area interessata dal dehors. Le attività non in regola potranno quindi non ottenere il rinnovo dell’autorizzazione.
La nuova disciplina prova così a rendere più semplici le possibilità di utilizzo degli spazi esterni, senza ridurre i controlli.
Per bar e ristoranti si aprono nuove opportunità, soprattutto per la realizzazione di strutture utilizzabili anche nei mesi meno caldi. In cambio, gli esercenti dovranno rispettare con maggiore precisione le superfici concesse, le condizioni del titolo e gli obblighi tributari.
L’effetto concreto del regolamento dipenderà ora dall’applicazione delle norme, dai controlli sul territorio e dalla capacità di mantenere un equilibrio tra lavoro, socialità, decoro e diritti dei residenti.














