
La Puglia ha registrato 6.982 rientri di giovani italiani dall’estero tra il 2021 e il 2025, con una crescita del 42,5% rispetto ai cinque anni precedenti.
La Puglia ha registrato 6.982 rientri di giovani italiani dall’estero tra il 2021 e il 2025, il 42,5% in più rispetto al quinquennio precedente. Un dato che mostra come, accanto alle partenze, stia crescendo anche il numero di ragazzi che decide di tornare.
È quanto emerge dal Focus “Il rientro dei giovani dall’estero: numeri e tendenze” della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, realizzato anche sulla base dei dati Istat.
In Puglia quasi 40 rientri ogni 100 partenze
Nel quinquennio preso in esame dalla ricerca, dalla Puglia sono espatriati 17.507 giovani tra i 18 e i 39 anni. I rientri sono stati 6.982, pari a 39,9 ogni 100 espatri.
Bari registra il numero più alto di ritorni, con 2.203 giovani, seguita da Lecce con 1.808, Foggia con 916, Brindisi con 756, Taranto con 729 e Barletta-Andria-Trani con 570.
Lecce presenta però il rapporto più elevato tra ritorni e partenze: 48,2 rientri ogni 100 espatri.
Rispetto al quinquennio 2016-2020, la crescita maggiore dei rientri si registra a Foggia, con il +63,9%, seguita da Taranto con il +56,4%. Aumentano anche Barletta-Andria-Trani (+43,2%), Brindisi (+40%), Bari (+38%) e Lecce (+34,8%).
Perché i giovani tornano in Italia
Il fenomeno pugliese fa parte di una tendenza più ampia. In Italia, tra il 2021 e il 2025, sono rientrati dall’estero 129.362 giovani, contro i 97.353 del quinquennio precedente. I rientri sono quindi aumentati del 32,9%.
Non è sempre il lavoro a determinare la scelta. Secondo l’indagine, il 67,7% dei giovani rientrati indica motivi personali o familiari. Seguono la nostalgia dell’Italia, indicata dal 32,4%, mentre incentivi fiscali e qualità della vita sono entrambi al 23,5%.
Il 37,1% ha trovato lavoro soltanto dopo essere tornato in Italia. E il 71,4% dichiara di essere più soddisfatto della propria situazione personale dopo il rientro.
Il quadro resta però più complesso sul fronte professionale. Il 53,5% considera la propria situazione lavorativa in Italia uguale o migliore rispetto a quella vissuta all’estero, mentre il 46,4% la giudica peggiore.
Il ritorno, quindi, non cancella i problemi legati a lavoro e salari. Mostra però che per molti giovani la scelta del luogo in cui vivere dipende anche dalla famiglia, dagli affetti e dalla qualità della vita.
Una tendenza che interessa direttamente anche la Puglia, dove in cinque anni i rientri sono cresciuti di oltre il 40%.














