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In Puglia oltre 200mila persone vivono in aree a rischio idraulico: cosa si sta facendo

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La prevenzione degli allagamenti torna al centro degli investimenti regionali. Ma la vera sfida è trasformare le risorse disponibili in interventi tempestivi, soprattutto nei territori maggiormente esposti alle piogge intense.

La Puglia investe nella difesa del territorio per ridurre il rischio di esondazioni e allagamenti. Oltre 6,5 milioni di euro, secondo la cifra indicata, sarebbero destinati alla manutenzione e al pronto intervento idraulico nei Comuni maggiormente esposti. Un investimento che riguarda direttamente la sicurezza delle abitazioni, delle attività produttive, delle campagne e delle infrastrutture.

La cifra di 6,5 milioni non ha però trovato, nelle fonti istituzionali finora consultate, un provvedimento che confermi esattamente questa specifica destinazione. Sono invece documentati altri finanziamenti regionali per la prevenzione del rischio idraulico, che consentono di approfondire il quadro senza confondere misure differenti.

Dalla pulizia dei canali alla prevenzione degli allagamenti

Il problema non riguarda soltanto le grandi opere. In molti territori pugliesi la sicurezza dipende anche dalla capacità dei canali, dei torrenti e dei corsi d’acqua minori di smaltire le piogge abbondanti.

Vegetazione e sedimenti possono ostacolare il deflusso, soprattutto nei tratti in cui il reticolo idrografico attraversa centri abitati, aree agricole e infrastrutture. La manutenzione serve a ripristinare la funzionalità idraulica e a limitare la possibilità che l’acqua superi gli argini o invada le zone circostanti.

Nel luglio 2026 la Regione Puglia ha finanziato cinque interventi per complessivi 11,2 milioni di euro, concentrati nelle province di Foggia e Taranto. Le opere interessano il torrente Celone e i suoi affluenti, il Vallone La Porta, il Canale del Feudo, il Canale Foce, il torrente Calcare e il Canale Camene a Maruggio. Regione Puglia

Si tratta di interventi che puntano a migliorare il deflusso delle acque e a ridurre le conseguenze delle precipitazioni più intense.

In Puglia oltre 200mila persone vivono in aree a rischio idraulico

La dimensione del problema emerge dai dati richiamati dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale: oltre 200mila cittadini pugliesi vivono in aree esposte al rischio idraulico, mentre circa 70mila risiedono in zone caratterizzate da pericolosità da frana elevata o molto elevata.

Le criticità cambiano da territorio a territorio. Nel Foggiano pesano le condizioni dei torrenti e dei versanti del Subappennino Dauno. In altre zone della regione sono le lame, i canali e i sistemi naturali di raccolta delle acque a richiedere particolare attenzione.

La stessa Autorità di Bacino ha evidenziato la necessità di affrontare questi fenomeni attraverso una programmazione che superi i confini amministrativi dei singoli Comuni.

I finanziamenti non bastano se i lavori arrivano in ritardo

È questo uno degli aspetti più delicati della prevenzione. Disporre delle risorse economiche non significa automaticamente aver eliminato il pericolo.

Nel giugno 2026 la Corte dei conti ha richiamato l’attenzione sui ritardi nell’attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico. Dall’analisi nazionale di 5.463 interventi, per oltre 3,17 miliardi di euro, emergeva che i pagamenti effettuati superavano di poco il 41% delle risorse considerate.

Secondo la magistratura contabile, tra le principali difficoltà figurano la frammentazione delle competenze, le carenze progettuali e i problemi di monitoraggio.

Per affrontare questi ostacoli, l’8 ottobre 2026 Regione Puglia, Commissario di Governo e Autorità di Bacino hanno sottoscritto un accordo per accelerare progettazioni, autorizzazioni e cantieri.

L’intesa riguarda anche una nuova programmazione regionale da 64,08 milioni di euro per 13 interventi, di cui oltre 38 milioni destinati alla prevenzione del rischio idraulico e delle alluvioni.

Resta una questione concreta per i cittadini: conoscere quali corsi d’acqua saranno interessati dai lavori, quando partiranno gli interventi e quali risultati saranno verificabili prima delle prossime piogge intense.

La manutenzione ordinaria, affiancata alle opere strutturali, può contribuire a ridurre il rischio. Perché la sicurezza del territorio non si misura soltanto attraverso i finanziamenti annunciati, ma soprattutto attraverso gli interventi effettivamente realizzati.

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