Oncologico di Bari, fascicolo in Procura e incarico del direttore sotto esame
Dopo la diffusione di video e servizi giornalistici su presunti pagamenti per fermare un’inchiesta, la magistratura ha aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato. La Regione esamina la documentazione e valuta eventuali conseguenze sull’incarico.
BARI, 4 novembre 2026 – La Procura di Bari ha aperto un fascicolo sulla vicenda che coinvolge il direttore generale dell’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II. Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato. Parallelamente, la Regione Puglia ha avviato un’istruttoria amministrativa per verificare quanto emerso da alcuni servizi giornalistici e stabilire se esistano eventuali responsabilità legate alla gestione dell’incarico.
La vicenda nasce da un’inchiesta pubblicata dalla testata online Quinto Potere, che ha diffuso filmati e ricostruzioni riguardanti presunti versamenti di denaro effettuati da soggetti privati. Secondo quanto denunciato dalla testata, quei pagamenti sarebbero stati collegati al tentativo di interrompere la pubblicazione di notizie sul direttore generale e sulla sua posizione alla guida dell’istituto.
Si tratta di circostanze ancora da accertare. Il dirigente ha contestato la ricostruzione, affidandosi ai propri legali e dichiarando di voler attendere gli accertamenti delle autorità competenti.
La Procura apre un fascicolo senza indagati
Gli atti sono stati iscritti nel registro modello 45, utilizzato per le segnalazioni che, allo stato, non costituiscono notizia di reato.
L’apertura del fascicolo consente alla Procura di valutare gli elementi disponibili, ma non significa che siano già state individuate condotte penalmente rilevanti. Non risultano, quindi, contestazioni penali formulate nei confronti del direttore generale.
La Regione acquisisce video e documenti
Sul piano amministrativo, la Presidenza della Regione Puglia ha chiesto al Dipartimento Salute di approfondire la vicenda, acquisendo i servizi giornalistici, i filmati e le relazioni necessarie a ricostruire quanto accaduto.
Il direttore generale ha già presentato la relazione richiesta, secondo quanto riportato dalla stampa, mentre l’istruttoria riguarda anche i rapporti con le società private coinvolte nei presunti versamenti.
L’obiettivo è verificare eventuali conflitti di interesse, il rispetto degli obblighi connessi all’incarico e la sussistenza dei requisiti previsti per la direzione di una struttura sanitaria pubblica.
L’incarico potrebbe essere messo in discussione
Se gli accertamenti dovessero evidenziare violazioni rilevanti, la Regione potrebbe avviare una procedura di contestazione degli addebiti, fino all’eventuale decadenza dall’incarico. Il direttore avrebbe comunque diritto a presentare le proprie difese prima di una decisione definitiva.
Al momento non risulta adottato alcun provvedimento di rimozione. La valutazione amministrativa resta distinta da quella della magistratura e può riguardare anche comportamenti che non costituiscono necessariamente un reato.
La questione interessa direttamente uno dei principali centri oncologici pugliesi, chiamato a garantire assistenza e ricerca in un settore particolarmente delicato della sanità regionale. Per questo gli accertamenti dovranno chiarire non soltanto le circostanze denunciate, ma anche l’eventuale esistenza di rapporti incompatibili con la funzione ricoperta.
I prossimi sviluppi dipenderanno dall’esame della documentazione e dalle valutazioni degli organi competenti. Fino ad allora, le contestazioni restano da verificare e nessuna responsabilità può essere considerata accertata.

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