Pedopornografia online, 20enne di Barletta tra i 17 arrestati: la rete contava oltre mille utenti

L’operazione “Fly Trap” della Polizia Postale ha colpito un’organizzazione transnazionale attiva su Telegram. Un agente sotto copertura è riuscito a entrare ai vertici della rete. Sequestrati 282,9 gigabyte di materiale illecito.
C’è anche un 20enne di Barletta tra le persone coinvolte nell’operazione “Fly Trap”. La vasta indagine contro la pedopornografia online porta la firma del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale. La Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma coordina l’inchiesta.
Il dato territoriale emerge dalle ricostruzioni dell’operazione. Il giovane barlettano figura tra le 17 persone raggiunte dai provvedimenti nell’ambito dell’inchiesta. Complessivamente, l’operazione ha portato a 16 arresti tra Italia e Svizzera e a un fermo. Dieci persone sono finite in arresto in flagranza.
Gli investigatori hanno scoperto una comunità online privata che aveva superato i mille partecipanti. La rete utilizzava gruppi Telegram per condividere materiale pedopornografico.
Il 20enne di Barletta e la rete internazionale
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, tra gli amministratori individuati dagli investigatori ci sarebbe anche il giovane di Barletta. Gli altri amministratori risiedevano nelle province di Napoli, Verona, Messina e Genova. Un altro si trovava in Svizzera.
È il particolare che porta direttamente in Puglia un’indagine di dimensione internazionale.
L’organizzazione operava attraverso comunità private su Telegram. Per accedere e rimanere nei gruppi gli utenti potevano pagare in criptovaluta oppure fornire nuovo materiale illecito.
Secondo la ricostruzione investigativa, gli amministratori utilizzavano anche canali riservati per comunicare tra loro. In questo modo cercavano di ridurre il rischio di essere individuati dalle forze dell’ordine.
Un agente infiltrato fino ai vertici
L’inchiesta è partita nel 2024. La statunitense Homeland Security Investigations aveva segnalato agli investigatori italiani la presenza su Telegram di un gruppo privato denominato “New Saga”.
Uno degli aspetti centrali dell’operazione riguarda il lavoro sotto copertura della Polizia Postale. Un agente ha conquistato progressivamente la fiducia degli amministratori. Dopo circa un anno è riuscito a diventare co-amministratore e a osservare dall’interno il funzionamento della rete.
Quando Telegram chiudeva un gruppo, gli appartenenti alla rete ne avrebbero creato un altro con un nome diverso. Per le comunicazioni più riservate gli amministratori disponevano anche di uno spazio chiamato “La Sala dei Re”.
Oltre 34mila immagini e 22mila video
I numeri dell’indagine mostrano la dimensione del fenomeno. Gli investigatori hanno acquisito circa 282,9 gigabyte di materiale illecito, comprendenti oltre 34mila immagini e 22mila video.
Le forze dell’ordine hanno inoltre sottratto ai circuiti di scambio circa 200 dispositivi informatici.
Particolarmente grave è l’età delle vittime rappresentate nei contenuti. Secondo quanto emerso durante la presentazione dell’indagine, alcuni bambini avevano appena quattro anni.
Il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi ha paragonato l’organizzazione della rete a quella di una società multinazionale, per la struttura e la distribuzione dei ruoli.
Per il territorio pugliese resta un punto centrale da chiarire: quale ruolo gli investigatori attribuiscono esattamente al 20enne di Barletta? Restano inoltre da definire nel dettaglio le condotte che gli vengono contestate e la sua posizione nell’organigramma ricostruito dalla Procura.

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