Mattarella a Taranto, quello sguardo fa discutere: cosa è successo?
Lo sguardo del Capo dello Stato verso il presidente della Provincia scatena le interpretazioni sul web.

Due scatti, due gesti e una domanda che corre sul web.
Perché Sergio Mattarella appare così contrariato? E cosa era accaduto pochi istanti prima? La fotografia cattura il Presidente della Repubblica con lo sguardo serio, le mani aperte e il volto rivolto verso Gianfranco Palmisano, presidente della Provincia di Taranto e sindaco di Martina Franca. Palmisano sorride. Accanto a loro c’è il sindaco di Taranto Piero Bitetti.
Bastano pochi secondi fermati dall’obiettivo e la scena istituzionale cambia completamente registro.
Mattarella sembra rivolgersi direttamente a Palmisano. L’espressione è severa, il gesto delle mani accompagna evidentemente qualcosa che sta dicendo. Ma che cosa?
È la domanda che sta accompagnando la fotografia nelle condivisioni sul web, dove le interpretazioni sono diventate le più disparate. C’è chi legge nell’espressione del Capo dello Stato un momento di contrarietà, chi si domanda cosa possa essere stato detto immediatamente prima, chi concentra l’attenzione sulla differenza evidente tra il volto serio di Mattarella e il sorriso del presidente della Provincia.
Il contenuto di quello scambio, almeno finora, non è emerso pubblicamente.
Ed è proprio questo a rendere la fotografia ancora più curiosa.
Cosa era successo poco prima?

A rendere la sequenza ancora più interessante c’è infatti un secondo scatto.
Poco prima Gianfranco Palmisano viene fotografato durante il saluto al presidente del Senato Ignazio La Russa. Sorrisi, stretta di mano e poi quel gesto: Palmisano porta la mano sul cuore.
Un’immagine completamente diversa da quella che, poco dopo, lo vede accanto a Mattarella.
Perché quella mano sul cuore? Un semplice gesto di cordialità? Una forma di rispetto dopo il saluto? Anche in questo caso è la fotografia a fermare un momento senza raccontare ciò che viene detto.
Poi arriva l’altro scatto.
Mattarella al centro, Palmisano davanti a lui. Il Presidente della Repubblica non sorride. Guarda nella sua direzione, apre entrambe le mani e assume un’espressione che appare decisamente contrariata.
Ed è inevitabile chiedersi se tra i due momenti ci sia qualcosa che le fotografie non raccontano.
Non ci sono parole registrate, almeno pubblicamente, che permettano di ricostruire quella breve conversazione. Non c’è una spiegazione dei protagonisti. Restano le immagini. E restano le domande.
La scena avviene nella giornata che ha portato a Taranto le massime cariche dello Stato per l’apertura dei XX Giochi del Mediterraneo. Mattarella aveva raggiunto il Castello Aragonese per il benvenuto alle delegazioni internazionali, prima della cerimonia allo stadio Iacovone. Con lui erano presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.
Gianfranco Palmisano ricopre contemporaneamente gli incarichi di presidente della Provincia di Taranto e sindaco di Martina Franca, come confermano gli stessi siti istituzionali dei due enti.
Poche ore dopo, allo Iacovone, per Mattarella sarebbe arrivata l’ovazione dello stadio al suo ingresso in tribuna, prima della proclamazione ufficiale di apertura dei Giochi.
Ma tra le immagini solenni di una giornata destinata alla storia di Taranto, ce n’è una che continua a provocare una domanda diversa da tutte le altre.
Perché Mattarella aveva quell’espressione?
Cosa stava dicendo al presidente della Provincia?
E cosa era accaduto nei secondi immediatamente precedenti?
Prima Palmisano con la mano sul cuore dopo il saluto a La Russa. Poi Mattarella, serissimo, davanti a lui.
Due fotografie raccontano soltanto due istanti.
Quello che è accaduto tra quegli istanti, invece, resta ancora da capire.
Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa














