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Taranto, crisi delle cozze: fino al 95% del seme perso e il 2027 è già a rischio

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Dopo sei mesi Comune e una parte degli operatori tornano a confrontarsi. Ma la crisi corre più veloce: persa gran parte del seme e la prossima produzione è a rischio. Intanto il progetto strategico per la filiera dispone oggi di 55,2 milioni.

TARANTO, 6 ottobre 2026 – Riparte il tavolo sulla mitilicoltura a Taranto, ma nel Mar Piccolo la crisi continua.

Secondo le stime degli operatori, la moria del novellame avrebbe raggiunto livelli tra il 90 e il 95 per cento. Il danno riguarda il seme da cui dipenderà la produzione delle prossime stagioni.

Con l’assessore comunale alle Attività produttive Gianni Cosa sono tornati sul tavolo i principali problemi del comparto. Tra questi, concessioni demaniali, Primo Seno del Mar Piccolo, piano delle coste, caro gasolio e infrastrutture.

Il rischio per il 2027

L’allarme sulla mortalità del seme era già emerso nei mesi scorsi. Le alte temperature dell’acqua e la scarsa ossigenazione sono tra i fattori indicati dagli operatori.

La perdita del novellame rischia ora di ridurre fortemente la produzione della prossima stagione.

Per questo il problema non riguarda soltanto i danni già subiti. La vera emergenza è il futuro della filiera.

Sea Hub, oltre 55 milioni disponibili

PugliaPress ha verificato anche gli atti ufficiali sul progetto Sea Hub.

La dotazione complessiva è di 55.203.555,90 euro. Di questi, 42 milioni sono destinati al Comune di Taranto. Serviranno per infrastrutture legate anche a pesca e mitilicoltura.

Altri 13,2 milioni riguardano interventi nell’area nord del Secondo Seno del Mar Piccolo.

La Regione aveva fissato al 30 settembre il termine per la proposta progettuale. Il Commissario straordinario ha inoltre approvato il 29 settembre la documentazione necessaria alla candidatura.

Resta però da chiarire un punto decisivo: quando partiranno concretamente gli interventi?

Il nodo dei tempi

La ricerca scientifica ha già fornito indicazioni utili sulla decontaminazione dei mitili trasferiti dal Primo Seno al Mar Grande.

Ma oggi il problema principale è un altro. Se manca il novellame, manca la base della produzione futura.

Il nuovo confronto dovrà quindi produrre risposte precise. Servono tempi, responsabilità e misure immediate per sostenere le imprese.

Restano aperte anche le questioni sulle concessioni, sul piano delle coste e sull’utilizzo del Primo Seno.

Per i mitilicoltori il tempo, però, è ormai una variabile decisiva.

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