Lecce, nasce la Mabasta App contro il bullismo: segnalazioni anonime e aiuto di psicologi e avvocati

Il progetto nato tra gli studenti leccesi diventa una piattaforma digitale nazionale. Coinvolte oltre 650 scuole che già adottano il modello, con supporto di psicologi e avvocati e premi per i comportamenti positivi.
LECCE, 26 settembre 2026 – Dalla BulliBox nelle scuole a una piattaforma accessibile anche dallo smartphone. Mabasta, il progetto antibullismo nato a Lecce nel 2016 per iniziativa di studenti adolescenti, compie un nuovo passo: arriva la Mabasta App, pensata non soltanto per raccogliere segnalazioni, ma per mettere in rete ragazzi, famiglie, istituti scolastici ed esperti.
Il dato che misura la dimensione raggiunta dall’esperienza è significativo: Mabasta dichiara di avere incontrato oltre 1.000 scuole e 90mila studenti in Italia. Sono invece più di 650 gli istituti che già utilizzano il Modello Mabasta e che rappresentano la base sulla quale costruire la nuova comunità digitale.
La distinzione è importante: mille sono le scuole raggiunte nel percorso dell’organizzazione, mentre oltre 650 sono quelle indicate come utilizzatrici del modello.
Cosa si può fare con la Mabasta App
Sul sito ufficiale la piattaforma presenta percorsi differenti per studenti, genitori, insegnanti, scuole e imprese. Per gli studenti è prevista la possibilità di segnalare in maniera anonima episodi di bullismo, mentre alle famiglie vengono messi a disposizione strumenti e indicazioni per riconoscere situazioni di disagio e affrontarle. Docenti e istituti possono invece accedere a materiali, formazione e buone pratiche.
L’app porta nel digitale anche gli strumenti sviluppati negli anni dal movimento: dal docente referente “MabaProf” ai “Bulliziotti”, studenti-sentinella, fino alla BulliBox e al desk digitale per le segnalazioni.
Ma la novità non si ferma alle richieste di aiuto.
Sono previsti anche i “Punti Empatia”, assegnati per comportamenti positivi e azioni di aiuto verso gli altri, e gli “Status Badge” per le cosiddette Classi Debullizzate. La piattaforma punta inoltre a coinvolgere attività commerciali e imprese, che potranno riconoscere vantaggi agli studenti attraverso il sistema Mabasta Card.
Psicologi e avvocati nella rete
Uno degli aspetti più concreti riguarda il collegamento con professionisti in grado di intervenire quando una semplice segnalazione non basta.
Tra i partner annunciati figurano LEGALIT Società tra Avvocati, PSI.F.IA, cooperativa di psicoterapeuti, e Start Smart per la componente tecnologica. Il progetto prevede percorsi di orientamento e sostegno non soltanto per chi subisce episodi di bullismo, ma anche interventi rivolti agli autori delle prevaricazioni.
«Vogliamo che le scuole non siano più realtà isolate», ha spiegato il fondatore e team leader Mirko Cazzato, indicando nella collaborazione tra gli istituti uno degli obiettivi della nuova fase.
Oggi il progetto dichiara 110 volontari tra i 14 e i 18 anni, distribuiti negli hub di Lecce, Torino e Treviso, con una governance under 30.
La sfida adesso sarà verificare cosa accadrà nell’utilizzo quotidiano: quante scuole entreranno effettivamente nella rete digitale, quante segnalazioni verranno gestite attraverso la piattaforma e soprattutto quale impatto misurabile avrà lo strumento nell’emersione e nella gestione dei casi.
Per un progetto nato dieci anni fa tra i banchi di una scuola di Lecce, è questo il passaggio più interessante: trasformare un’esperienza partita dal territorio pugliese in una rete antibullismo utilizzabile su scala nazionale.

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