Taranto 2026, oggi si aprono i Giochi. Mattarella e la Meloni nella stessa squadra per Taranto
Il rinnovato Iacovone è sold out per la notte inaugurale. Mattarella richiama lo Stato su lavoro, salute e futuro, Meloni annuncia tavoli su ex Ilva e sviluppo: la partita di Taranto va oltre lo sport.
Taranto si è messa il vestito buono. Oggi, 21 agosto, lo fa per accogliere il Mediterraneo, 3.803 atleti di 26 nazioni, le massime autorità dello Stato e una platea internazionale che porterà sulla città occhi, televisioni e giornalisti. Alle 20, nel rinnovato stadio Erasmo Iacovone, si apre ufficialmente la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. E questa volta il tutto esaurito non è una previsione: lo Iacovone è sold out.
Dopo anni di progetti, cantieri, ritardi, polemiche e corse contro il tempo, è arrivato il giorno. Il nuovo volto dello Iacovone farà il suo debutto internazionale con la cerimonia inaugurale, dopo gli ultimi interventi e il collaudo anche dei due grandi maxischermi. Più che una semplice apertura sportiva, sarà la fotografia di una città che per una sera mette da parte il rumore dei cantieri e accende i riflettori sul risultato.
Mattarella e Meloni nella stessa squadra per Taranto
In tribuna ci saranno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dichiarerà ufficialmente aperti i Giochi, e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a ministri e alte cariche istituzionali. Per una sera, almeno simbolicamente, Mattarella e Meloni giocheranno nella stessa squadra: quella di Taranto.
E il significato di questa presenza va ben oltre il cerimoniale.
Alla vigilia dei Giochi, Mattarella ha dedicato un messaggio particolarmente forte alla città. Ha ricordato le difficoltà che Taranto continua ad affrontare sul fronte dell’occupazione, della salute, dello sviluppo economico e della qualità della vita, definendo questa condizione «un problema e, insieme, un impegno nazionale».
Il Capo dello Stato ha anche sottolineato come la scelta di Taranto per un appuntamento internazionale dimostri il ruolo della città nella Repubblica, accompagnando tutto con un auspicio: che dai Giochi Taranto possa tornare ad «abbracciare il futuro».
Parole alle quali, nelle stesse ore, Giorgia Meloni ha affiancato impegni politici precisi. La premier ha annunciato che nei primi giorni di settembre tornerà a riunirsi il tavolo sull’ex Ilva, per esaminare le manifestazioni di interesse presentate per il futuro dell’impianto. Ma soprattutto ha annunciato un secondo confronto a Palazzo Chigi, dedicato esclusivamente a Taranto e alle possibilità di sviluppo dell’area attraverso nuovi investimenti imprenditoriali da affiancare alla grande industria siderurgica. Per il Governo, ha ribadito la Meloni, il mantenimento di una significativa capacità nazionale di produzione dell’acciaio resta un obiettivo strategico.
È qui che i Giochi smettono di essere soltanto sport.
Al Bano, Mietta e Serena Brancale nella notte dello Iacovone

Naturalmente questa sera ci sarà anche lo spettacolo. La cerimonia, trasmessa in diretta su Rai 2 dalle ore 20, racconterà Taranto attraverso il mare, la Magna Grecia, i delfini e il futuro, seguendo il filo conduttore del motto dei Giochi, “Embrace the Future”.
Sul palco saliranno Al Bano, Mietta e Serena Brancale. L’Inno nazionale sarà affidato a Simone Grande, vincitore di The Voice Kids. A guidare la delegazione italiana saranno invece Filippo Tortu e Irma Testa, portabandiera dell’Italia Team, che schiera 497 atleti.
È una grande festa, ma soprattutto una grande vetrina. Taranto e la Puglia accolgono 26 nazioni e 33 discipline sportive. Sono stati già venduti oltre centomila biglietti per le competizioni e risultano circa 600 rappresentanti dei media accreditati. Numeri che danno la misura di quanto Taranto 2026 possa incidere sull’immagine della città e sulla sua capacità di presentarsi fuori dai confini regionali e nazionali.
Taranto si gioca qualcosa di più di una medaglia
Taranto oggi può mostrare il suo mare, la sua storia, la Magna Grecia, il Castello Aragonese, il lungomare, la Città Vecchia, ma anche gli impianti realizzati o trasformati grazie ai Giochi.
Non significa dimenticare l’Ilva, l’ambiente, il lavoro, la sanità e le tante questioni ancora aperte. Sarebbe troppo facile e soprattutto non sarebbe vero. Significa invece utilizzare questa enorme occasione per dimostrare che Taranto non può essere raccontata soltanto attraverso le sue ferite.
E forse il messaggio più importante di questa giornata è proprio questo.
Mattarella parla di un impegno nazionale. Meloni mette sul tavolo ex Ilva, sviluppo e nuovi investimenti. Migliaia di atleti arrivano da tre continenti. Il rinnovato Iacovone apre le porte con il tutto esaurito e Taranto entra nelle televisioni e nei giornali di molti Paesi.
Per una volta politica e sport sembrano usare lo stesso linguaggio.
Mattarella e Meloni sono nella stessa squadra per Taranto. Ma la partita vera comincerà quando si spegneranno le luci dei Giochi: trasformare le promesse di questi giorni in lavoro, sviluppo, salute e futuro per la città.
Leggi il Puglia Press Mag dedicato ai Giochi del Mediterraneo
Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa














