Calcio

Auguri Brindani!

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di Guglielmo De Feis

74 anni ben portati, malgrado qualche problema di salute (fortunatamente non grave) che lo assiste da qualche tempo e tanto amore per i colori rossoblù, sebbene è originario di Mantova e viva da sempre fisso nel capoluogo virgiliano. Bruno Brindani, storico massaggiatore dal 1975 al 1982, oggi è un pensionato (piuttosto esiguo economicamente come dice sempre) che ha chiuso anche con la sua prima attività da anni.

“Avevo avviato qui in loco uno studio privato dal 1983 visto che, una volta lasciata Taranto decisi di rinunciare ad un’offerta dell’Ascoli in serie A e quindi mi sono dedicato da allora solo al lavoro di massaggiatore. Poi ho deciso di chiudere per vari motivi, anche personali. Non sono stati purtroppo anni facili questi ultimi e ne soffro molto, prima la separazione da mia moglie (tarantina doc) e poi in seguito le scomparse dei miei genitori (papà Aldo è stato uno storico massaggiatore del Mantova e scoprì un certo Erasmo Iacovone) e della mia compagna hanno inciso non poco a livello morale. Ma sono di tempra forte e vado avanti, ho i miei nipotini ed i figlioli che mi stanno vicino per fortuna”.

Rimpianti per non essere rimasto nel calcio?

“No perchè dopo la tragedia di Erasmo (cui fece seguito quella di D’Angelo) avevo deciso di staccarmi da questo ambiente per vari motivi. Non me ne sono mai pentito anche se purtroppo percepisco una pensione piuttosto esigua mensilmente, le libere professioni non sono più fruttifere come una volta e non solo nel mio campo. Seguo sempre però con affetto il Taranto, sette anni da voi resteranno sempre parte della mia vita”.

Molti suoi ex compagni di allora di quella squadra sono fuori dal giro da anni.

“Non mi meraviglio, questo è un mondo sballato e pieno di stranezze. Ero molto amico di Panizza ed anche lui era un pensionato fuori dal giro da tempo, pur avendo militato a lungo nel Mantova cresciuto da mio padre oltretutto che lo adorava. Io ho iniziato con papà come massaggiatore, ho imparato da lui i ferri del mestiere. A Taranto mi portò Eugenio Fantini (ex biancorosso virgiliano)”.

Tanti allenatori fino al compianto Lucio Vinci.

“Tutte brave persone con caratteri diversi ma con le quali non ho mai avuto problemi. Le ricordo con enorme affetto, anche se purtroppo, tranne Carrano, non sono più tra noi”.

Il dottor William Uzzi è stato un padre per lei?

“(si commuove) certo, una persona eccezionale come poche. Perchè parliamo prima di tutto, a livello umano, di un grandissimo signore degno di enorme stima prima di tutto umana. Aveva enorme fiducia in me ed era un punto di riferimento costante quotidiano. Lavorava gratis per il Taranto, lo faceva con amore per questi colori. Ha sacrificato professione e famiglia per questi colori, merita 10 e lode solo per questo anche se non è facile conciliare vita privata e lavoro insieme”.

Intanto si ripartirà ancora dall’Eccellenza in uno stadio nuovissimo.

“Dispiace moltissimo, la città merita altre categorie. Inutile fare giri di parole, serve gente giusta al posto giusto. Qui siamo ripartiti anni fa dai dilettanti, siamo risaliti in serie B (auguri di cuore agli amici mantovani) e ci stiamo consolidando nuovamente in questa categoria. Non riesco a spiegarmi perchè una città tre volte la mia stenti a risalire. Chiaro, la struttura è bellissima, la vedo sui social, ma servirà tempo per progettare e costruire progetti importanti”.

Mandi un messaggio ai tifosi rossoblù.

“State vicino alla società ed alla squadra. Abbiate fiducia nell’attuale dirigenza, con calma e lungimiranza si tornerà in alto. Basti vedere quante città importanti sono in serie D come Pistoia, Siena, Ancona, Teramo, Brindisi e via discorrendo. O La Spezia che era fino a tre anni fa in serie A ed ora è in terza serie, altra piazza passionale come la vostra. Vi abbraccio di cuore, mi sento sempre uno di voi e porto nel cuore ovviamente Erasmo ed Antonio D’Angelo, persone eccezionali che purtroppo il destino ci ha tolto troppo presto a causa della strada. Ancora oggi queste due tragedie mi segnano moralmente e ne soffro tantissimo a pensarci”.

Auguri Bruno, rossoblù vero dentro come pochi. 

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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