Locorotondo regina degli eventi in Puglia: come un piccolo paese è diventato grande

La piccola cittadina pugliese è tra le più conosciute non sono in Italia
Il Locus nasce nel 2005 e in ventidue edizioni cresce insieme al paese. Una squadra stabile, una linea artistica mai scontata e la capacità di richiamare pubblico da ogni parte hanno trasformato Locorotondo in uno dei punti di riferimento degli eventi pugliesi.
Resta interessante capire quanto costa realmente questo modello e quanto pesa il sostegno pubblico.
Locorotondo ha 13.792 residenti, ma da ventidue anni riesce a sostenere uno dei festival musicali più riconoscibili della Puglia. Il Locus è cresciuto insieme al paese, portando nella Valle d’Itria artisti internazionali, migliaia di visitatori e una programmazione capace di andare ben oltre il tradizionale concerto estivo.
La storia comincia nel 2005. Il Comune di Locorotondo affida a Bass Culture, società nata pochi anni prima, il compito di realizzare un appuntamento musicale rivolto soprattutto ai giovani e capace di valorizzare il territorio.

Alla prima edizione ci sono un reading di Stefano Benni e un concerto gratuito dei Negramaro, proprio negli anni della loro esplosione nazionale. Vincenzo Bellini ha ricordato recentemente che allora a Locorotondo non c’era neppure un albergo.
Da quella prima esperienza nasce però una struttura che non cambia ogni estate. Bass Culture costruisce una squadra con competenze precise: Vincenzo Bellini nell’amministrazione, Gianni Buttiglione alla direzione artistica, Paolo Corrado Salato alla produzione e Mimmo Pizzutilo alla comunicazione. Quattro soci, ruoli distinti e una rete di collaboratori e fornitori cresciuta con il festival.
Ed è proprio la scelta degli artisti uno dei punti di forza del Locus.
Il festival parte dal jazz e dalla black music, ma non rimane prigioniero di un genere. Negli anni arrivano Franco Battiato, David Byrne, Gil Scott-Heron, Lauryn Hill, Robert Glasper, Gregory Porter, Vinicio Capossela, Kings of Convenience e numerosi altri protagonisti italiani e internazionali.
In diversi casi il Locus programma artisti quando ancora non hanno raggiunto la notorietà che conquisteranno successivamente, da Aloe Blacc a Jacob Collier, Laura Mvula e Robert Glasper.
Non è una scelta casuale. Gli organizzatori hanno spiegato negli anni che gli artisti vengono valutati anche per la qualità del live e che la costruzione del cartellone impegna la struttura durante tutto l’anno. Il criterio è mantenere insieme ricerca musicale e capacità di coinvolgere il pubblico.
Il primo salto arriva presto. Alla terza edizione Franco Battiato porta circa 1.500 persone alla Cantina Sociale. Nel 2009 arriva David Byrne. Il Locus comincia così a superare la dimensione locale e Locorotondo diventa una tappa riconoscibile anche per produzioni internazionali.
Nel frattempo cresce anche il modo di utilizzare il paese. Il centro storico non è più l’unico spazio: entrano nella programmazione masserie, campagne e nuovi luoghi, fino a Masseria Ferragnano, diventata negli anni il cuore dei grandi concerti agostani.
Successivamente il Locus esce anche dai confini di Locorotondo e raggiunge Bari, Ostuni, Alberobello, Minervino Murge, Egnazia e altre località pugliesi. Ma Locorotondo rimane il centro della manifestazione. Nel programma 2026 la Regione lo definisce ancora il «fulcro agostano» del festival.
Ed è proprio qui che il caso Locorotondo diventa interessante.
Un comune di meno di 14 mila abitanti deve assorbire, nei giorni più importanti, un movimento di persone enormemente superiore a quello ordinario. Spazi, parcheggi, viabilità, ristorazione, strutture ricettive e attività commerciali vengono messi alla prova.
Eppure il pubblico continua ad arrivare da tutta la Puglia e da fuori regione, perché ormai si parte per andare al Locus e, insieme al Locus, si incontra Locorotondo.
È una differenza fondamentale rispetto all’evento costruito intorno al nome famoso di una sola sera. Il Locus ha creato nel tempo un pubblico proprio. E Locorotondo ha legato una parte della sua immagine estiva a quel pubblico.
Anche l’edizione 2026 conferma questa capacità di attrazione. I numeri diffusi dagli organizzatori raccontano ancora una volta un’affluenza molto alta durante le giornate locorotondesi, ma il dato più interessante non è contare quante persone abbiano attraversato i cancelli: è capire perché dopo ventidue anni continuino a scegliere di venire qui.
C’è infine il capitolo dei costi.
Un documento ufficiale della Regione Puglia indica per il Locus Festival 2026 nel suo complesso, quindi non per le sole giornate di Locorotondo, un costo dichiarato di 2.430.709,58 euro. Nello stesso documento è indicato in 169.555,39 euro l’importo massimo dei servizi di comunicazione e degli spazi pubblicitari acquistabili da Pugliapromozione.
Le due cifre non vanno confuse: la prima rappresenta il costo complessivo dell’evento presentato da Bass Culture; la seconda riguarda specificamente servizi promozionali acquistati dall’Agenzia regionale.
Resta invece da ricostruire con precisione quale sia, per il 2026, l’impegno economico diretto del Comune di Locorotondo e come si componga l’intero equilibrio tra risorse pubbliche, biglietteria e sponsor privati.
È un dato importante perché permetterebbe di misurare non soltanto il successo del Locus, ma anche quanto costa al territorio e quale ritorno riesce a produrre.
Il risultato raggiunto, però, è già leggibile nella storia.
Nel 2005 Locorotondo affidò a una giovane società l’organizzazione di un festival. Ventidue anni dopo quel festival porta artisti internazionali in tutta la Puglia, mentre il suo nome continua a essere legato al paese nel quale è nato.
È così che un piccolo paese è diventato grande: non attraverso l’evento di una sera, ma costruendo per oltre vent’anni un appuntamento che ha dato alle persone un motivo per tornare

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.














