
Mobilitazione della UIL Scuola il 6 novembre. Oltre 13mila posti di sostegno in deroga e migliaia di docenti precari. Il sindacato chiede interventi strutturali per garantire continuità agli studenti.
BARI, 6 novembre 2026 – La scuola pugliese ha bisogno di più insegnanti di sostegno, ma continua a coprire migliaia di cattedre con incarichi temporanei. È questa la contraddizione al centro della mobilitazione promossa oggi dalla UIL Scuola Puglia, mentre il Governo prepara nuovi tagli agli organici con la Legge di Bilancio 2027.
Il sindacato ha organizzato assemblee nelle scuole della regione, dalle 11.30 alle 14, per chiedere la stabilizzazione del personale precario e una revisione delle politiche nazionali sull’istruzione.
A preoccupare non è soltanto il futuro occupazionale degli insegnanti. C’è anche la continuità didattica degli alunni con disabilità, che rischiano di cambiare docente da un anno all’altro nonostante la necessità di un percorso educativo stabile.
Sostegno scolastico, in Puglia 13mila posti in deroga
I dati diffusi dalla UIL Scuola Puglia mostrano quanto sia diventato strutturale il ricorso agli incarichi temporanei.
Nel giro di appena due mesi, i posti di sostegno in deroga sono passati da 11.371 a 13.059, con un aumento di 1.688 unità. L’organico di diritto, cioè la dotazione stabile prevista per le scuole, resta invece fermo a 10.503 posti.
Questo significa che il numero dei posti aggiuntivi autorizzati per rispondere alle esigenze degli studenti supera ormai quello dei posti stabilmente previsti nell’organico.
Il problema non riguarda soltanto i contratti degli insegnanti. Quando una cattedra viene coperta annualmente attraverso le supplenze, diventa più difficile garantire che lo stesso docente accompagni l’alunno nel percorso scolastico.
Il segretario generale della UIL Scuola Puglia, Gianni Verga, denuncia un sistema che continua a trattare come temporanee esigenze educative che si ripresentano ogni anno. Per questo il sindacato chiede un piano straordinario e progressivo per trasformare i posti in deroga ricorrenti in posti stabili.
Manovra 2027, quasi 7mila posti a rischio in Italia
Alla situazione pugliese si aggiungono le previsioni contenute nel disegno di legge di Bilancio 2027.
Secondo l’analisi della UIL nazionale, dall’anno scolastico 2027/2028 è prevista una riduzione di 4.925 posti di docente e 2.049 posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).
Complessivamente si tratta di 6.974 posti, che si aggiungerebbero alle riduzioni già disposte negli anni scolastici precedenti: 5.660 docenti dal 2025/2026 e 2.174 ATA dal 2026/2027.
Se tutte le misure saranno confermate, la riduzione complessiva nazionale raggiungerà 14.808 posti nell’arco di tre anni scolastici.
Sono numeri che riguardano l’intero Paese e non possono essere attribuiti automaticamente alla Puglia. Per conoscere l’effettivo impatto regionale servirà verificare la distribuzione degli organici e le successive decisioni ministeriali.
Il rischio per le scuole pugliesi e le aree interne
Il calo delle nascite sta modificando la popolazione scolastica italiana, con conseguenze particolarmente delicate nel Mezzogiorno. Ma meno iscritti non significano necessariamente meno necessità educative.
Per molte scuole pugliesi, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne, la disponibilità di personale può incidere sulla formazione delle classi, sull’organizzazione dei servizi e sulla possibilità di seguire gli studenti che hanno maggiori difficoltà.
Secondo la UIL, la diminuzione degli alunni dovrebbe essere utilizzata per ridurre il numero di studenti per classe, rafforzare il tempo scuola e migliorare l’inclusione, anziché tradursi automaticamente in una contrazione degli organici.
La questione assume un peso particolare per il sostegno. L’aumento dei posti in deroga segnala infatti un fabbisogno che non trova ancora una risposta sufficientemente stabile nell’organizzazione scolastica.
La richiesta della UIL e le decisioni attese
Alla mobilitazione regionale partecipano i rappresentanti territoriali del sindacato, insieme al segretario nazionale Paolo Pizzo e al segretario generale regionale Gianni Verga.
La UIL chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito di consolidare progressivamente nell’organico di diritto i posti di sostegno in deroga che rispondono a esigenze ricorrenti, prevedendo concrete possibilità di stabilizzazione per il personale.
Sul piano nazionale, il sindacato sollecita Governo e Parlamento a cancellare le ulteriori riduzioni previste dalla Manovra 2027.
Resta da capire quanti posti potrebbero essere effettivamente sottratti alle scuole pugliesi e come saranno distribuiti tra le diverse province.
È su questo punto che si misureranno le conseguenze delle prossime decisioni: non soltanto sul numero degli insegnanti disponibili, ma sulla capacità delle scuole di garantire agli studenti, in particolare a quelli con disabilità, un percorso educativo continuo.
La mobilitazione del 6 novembre porta dunque al centro del confronto una domanda concreta: se il bisogno di sostegno continua a crescere, perché una parte così consistente delle cattedre necessarie rimane precaria?

PugliaPress
Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000
redazione@pugliapress.it
direttore@pugliapress.it














