Ex Ilva, 15 milioni nella manovra 2027 per quasi 1.500 lavoratori

Sono 358,6 milioni le risorse previste per gli ammortizzatori sociali. Per il gruppo Ilva confermata nella proposta la proroga del sostegno al reddito.
TARANTO, 2 novembre 2026 – La manovra economica per il 2027 prevede 15 milioni di euro per sostenere i lavoratori del gruppo ex Ilva. La misura riguarda 1.497 dipendenti e rientra nei 358,6 milioni destinati dal Governo agli ammortizzatori sociali.
Le risorse serviranno a proseguire il sostegno al reddito attraverso la cassa integrazione straordinaria e a favorire la formazione professionale dei lavoratori, anche in relazione alle attività di bonifica.
Secondo la relazione tecnica che accompagna la manovra, i dipendenti interessati sono 1.440 di Ilva, 49 di Sanac e 8 di Taranto Energia.
Ex Ilva, cosa prevedono i 15 milioni
Per i lavoratori coinvolti, la misura punta a garantire una continuità economica anche nel prossimo anno, mentre resta aperta la questione del futuro industriale del gruppo.
La relazione tecnica indica un costo di circa 9.500 euro annui per lavoratore per l’integrazione del sostegno al reddito. Da qui la previsione di una spesa complessiva di 15 milioni di euro. Borsa Italiana+1
Non si tratta, quindi, di nuovi finanziamenti destinati direttamente alla produzione dell’acciaieria, ma di risorse per la tutela dei dipendenti.
Altri 343,6 milioni per le aziende in crisi
La manovra interviene anche su altre situazioni di difficoltà occupazionale.
Sono previsti 100 milioni di euro per prorogare la cassa integrazione straordinaria nelle aree di crisi industriale complessa e altri 100 milioni per le imprese che hanno cessato o stanno cessando l’attività.
Ulteriori 63,3 milioni sono destinati alle imprese strategiche con almeno mille dipendenti e programmi di riorganizzazione ancora da completare.
Il provvedimento comprende anche 30 milioni per la mobilità in deroga, 20 milioni per i lavoratori dei call center e altre risorse per specifiche situazioni aziendali.
Per Taranto resta aperta la questione occupazionale
Per Taranto, i 15 milioni rappresentano una misura di sostegno ai lavoratori, ma non risolvono le difficoltà legate al futuro dell’ex Ilva.
La cassa integrazione permette di tutelare il reddito durante la crisi, senza però garantire da sola il ritorno alla piena attività lavorativa.
Resta quindi da capire quali saranno le prospettive occupazionali e produttive e quale ruolo potrà avere la formazione prevista per i dipendenti.
La manovra è ancora all’esame del Parlamento. Gli stanziamenti potranno essere modificati prima dell’approvazione definitiva della legge di Bilancio.
Per i lavoratori interessati, il prossimo passaggio sarà conoscere le condizioni effettive di applicazione delle misure nel 2027.














