EconomiaEnogastronomiaeuropaEvidenza FoggiaValle d'Itria

La Puglia conquista l’Europa con il capocollo di Martina Franca e le olive della Daunia

Pubblicità

Il Capocollo di Martina Franca diventa IGP e l’Oliva Alta Daunia ottiene la DOP. Due riconoscimenti che tutelano i prodotti e il lavoro delle aziende pugliesi.

La Puglia conquista due nuovi riconoscimenti dall’Unione europea. Il Capocollo di Martina Franca ha ottenuto il marchio IGP, mentre l’Oliva Alta Daunia ha ricevuto il marchio DOP.

Le due decisioni sono state pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 15 e il 22 ottobre 2026.

È una buona notizia per i produttori pugliesi. I due marchi servono a proteggere i nomi dei prodotti, la loro origine e i metodi di lavorazione.

Il Capocollo di Martina Franca diventa IGP

Il Capocollo di Martina Franca è uno dei prodotti più conosciuti della Valle d’Itria.

Si prepara con carne di maiale e segue una lavorazione tradizionale. Il suo sapore particolare deriva anche dall’affumicatura e dall’uso del vino cotto.

Il riconoscimento europeo arriva dopo un percorso durato circa sei anni.

È il primo prodotto di salumeria pugliese a ottenere il marchio IGP.

Per utilizzare questo marchio, i produttori devono rispettare precise regole di produzione. L’obiettivo è proteggere il prodotto originale e difenderlo dalle imitazioni. Rappresentanza in Italia+1

Anche le olive della provincia di Foggia ottengono la DOP

Il secondo riconoscimento riguarda l’Oliva Alta Daunia, prodotta nella provincia di Foggia.

Si tratta di un’oliva da tavola della varietà Peranzana, conosciuta per la polpa morbida e il sapore particolare.

La zona di produzione comprende cinque comuni: San Paolo di Civitate, Apricena, Torremaggiore, San Severo e Lucera.

Le olive vengono conservate in acqua e sale attraverso un processo naturale di fermentazione, senza coloranti artificiali.

Con il nuovo marchio DOP, la produzione deve rispettare regole precise e controlli sulla provenienza e sulla lavorazione. Regione Puglia+1

Cosa cambia per i produttori e i consumatori

I due riconoscimenti possono aiutare le aziende pugliesi a far conoscere meglio i loro prodotti anche fuori dall’Italia.

Per i consumatori rappresentano una maggiore garanzia sull’origine e sulle caratteristiche dei prodotti certificati.

I marchi, però, non significano automaticamente prezzi più alti o maggiori vendite. Molto dipenderà dalla capacità delle aziende di utilizzare questi riconoscimenti per raggiungere nuovi mercati.

C’è anche una differenza tra le due certificazioni. La DOP richiede che tutte le fasi previste della produzione avvengano nella zona indicata. Per l’IGP è sufficiente che almeno una delle fasi produttive avvenga nel territorio stabilito, secondo il disciplinare.

Una particolarità nel riconoscimento del capocollo

Nel documento europeo sul Capocollo di Martina Franca compare anche una disposizione particolare.

Due aziende, Comalbest e Industria Alimentare Apulia, hanno ottenuto un periodo transitorio di cinque anni durante il quale potranno continuare a utilizzare il nome del prodotto, pur non avendo sede nella zona prevista dal disciplinare.

La possibilità è stabilita direttamente dal regolamento europeo e non cancella il riconoscimento IGP.

È un aspetto importante perché dimostra che la tutela di un prodotto tradizionale richiede anche regole per chi utilizzava già quel nome prima della registrazione. Alimentibevande.it

Per la Puglia, questi riconoscimenti rappresentano un’opportunità. Ora la sfida sarà trasformare i marchi europei in vantaggi concreti per le aziende, senza perdere il legame con i territori e con le lavorazioni tradizionali.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio