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Pesca in Puglia, prestiti a tasso zero fino a 60mila euro: domande entro il 30 ottobre

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La Cambiale Azzurra mette a disposizione 10 milioni di euro per aiutare pescatori e imprese dell’acquacoltura. Il caro gasolio continua a pesare sulle marinerie pugliesi.

BARI, 26 ottobre 2026 – Mancano pochi giorni alla scadenza per richiedere i finanziamenti della Cambiale Azzurra, la misura che offre prestiti a tasso zero alle imprese della pesca e dell’acquacoltura. Le domande possono essere presentate fino al 30 ottobre, ma c’è un aspetto importante: le richieste vengono esaminate in ordine di arrivo e i fondi potrebbero esaurirsi prima della scadenza.

A ricordarlo è Coldiretti Pesca Puglia, che richiama l’attenzione sulle difficoltà economiche delle imprese del settore, alle prese soprattutto con l’aumento del costo del carburante e delle spese di gestione.

Quanto possono ottenere le imprese della pesca

La Cambiale Azzurra dispone di un fondo complessivo di 10 milioni di euro. I finanziamenti vanno da 3mila a 20mila euro, senza interessi, e devono essere restituiti nell’arco di cinque anni, con due anni di preammortamento.

Per le imprese e le cooperative che possiedono più imbarcazioni, il sostegno può arrivare a 20mila euro per ciascuna barca, fino a un massimo complessivo di 60mila euro.

Si tratta quindi di prestiti da restituire e non di contributi a fondo perduto. Una differenza importante per chi deve valutare se richiedere il finanziamento.

Il caro gasolio mette in difficoltà i pescatori pugliesi

Il problema principale resta il costo delle uscite in mare. Secondo Coldiretti Pesca Puglia, negli ultimi mesi il gasolio ha raggiunto circa 1,65 euro al litro, rendendo sempre più difficile sostenere le spese quotidiane.

Per capire quanto possa incidere, basti considerare che, a quel prezzo, 500 litri di carburante costano 825 euro. È un esempio di spesa, non il consumo medio di un’imbarcazione, ma aiuta a comprendere il peso del carburante sui bilanci delle imprese.

«Avere strumenti di credito a condizioni sostenibili significa dare ossigeno alle imprese e consentire loro di continuare a uscire in mare», spiega Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia.

Il rischio segnalato dall’associazione è che alcune aziende siano costrette a ridurre le uscite perché le spese diventano troppo alte rispetto ai guadagni.

In Puglia oltre 2mila imbarcazioni e 1.300 imprese

La pesca e l’acquacoltura rappresentano un’attività importante per l’economia regionale. Secondo i dati diffusi da Coldiretti Pesca Puglia, il comparto vale circa 225 milioni di euro e conta oltre 2mila imbarcazioni e circa 1.300 imprese.

Da Manfredonia a Molfetta, dal Sud Barese fino alle coste del Salento e dello Ionio, la pesca dà lavoro a numerose famiglie e sostiene anche mercati, attività commerciali e ristorazione.

Le produzioni comprendono gamberi, scampi, merluzzi e molluschi, mentre negli allevamenti ittici si producono anche spigole, orate e ombrine.

Cosa succede dopo il 30 ottobre

Per le imprese interessate il tempo a disposizione è limitato. Il 30 ottobre è il termine indicato per presentare le richieste, ma la disponibilità effettiva dei finanziamenti dipende dalle risorse ancora presenti nel fondo.

Coldiretti richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di interventi più duraturi. I prestiti possono aiutare le aziende ad affrontare le spese immediate, ma non risolvono da soli il problema dell’aumento dei costi.

Il punto riguarda anche i consumatori. Se per i pescatori diventa meno conveniente uscire in mare, secondo l’associazione potrebbe diminuire la disponibilità di pesce locale, con un maggiore ricorso al prodotto importato.

La Cambiale Azzurra rappresenta dunque un aiuto per la liquidità delle imprese, mentre resta aperta la questione più importante: permettere alla pesca pugliese di continuare a lavorare con costi sostenibili.

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