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Bollette, stangata in Puglia: fino a 894 euro in quattro mesi, famiglie sotto pressione

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Taranto è la provincia più cara, seguita da Lecce e Bari. Gli aumenti previsti superano il 34% in tutta la regione, mentre cresce la preoccupazione per i prossimi mesi.

Le bollette di luce e gas tornano a pesare sulle famiglie pugliesi. Tra settembre e dicembre 2026 la spesa potrebbe arrivare a 894 euro a Taranto, 881 euro a Lecce e 867 euro a Bari. A preoccupare non sono soltanto le cifre, ma soprattutto gli aumenti previsti rispetto allo scorso anno, che superano il 34% in tutte le province della regione.

Si tratta di stime elaborate sulla base dei consumi e dell’andamento dei prezzi dell’energia. Gli importi possono quindi cambiare da famiglia a famiglia, in base al contratto e ai consumi effettivi.

Bollette in Puglia, Taranto è la provincia più cara

Secondo le previsioni, Taranto è la provincia pugliese dove si spenderà di più per luce e gas negli ultimi quattro mesi dell’anno. La cifra stimata è di 894 euro, con un aumento del 35,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Subito dopo troviamo Lecce, con 881 euro e un rincaro del 35,3%, e Bari, dove la spesa potrebbe raggiungere 867 euro, il 35,1% in più.

La situazione non cambia molto nel resto della Puglia. A Brindisi la spesa prevista è di 832 euro, a Foggia di 823 euro e nella provincia di Barletta-Andria-Trani di 810 euro.

Anche dove le bollette risultano meno care, dunque, gli aumenti restano pesanti. Per molte famiglie significa dover mettere da parte più soldi per pagare luce e gas, rinunciando magari ad altre spese.

Perché luce e gas continuano ad aumentare

A far salire le bollette sono soprattutto i prezzi dell’energia e del gas, che risentono dell’andamento dei mercati. Con l’arrivo dei mesi più freddi, inoltre, aumentano i consumi per il riscaldamento.

Il problema riguarda in particolare chi ha un contratto a prezzo variabile, perché gli aumenti del mercato possono arrivare più rapidamente nelle fatture.

Anche i dati ufficiali confermano la pressione sui costi. ARERA, l’Autorità che regola il settore energetico, ha comunicato per ottobre un aumento del 37,3% della bolletta elettrica rispetto al trimestre precedente per il cliente tipo vulnerabile ancora servito in Maggior Tutela. Un rincaro che riguarda questa specifica categoria di utenti e non tutte le famiglie italiane.

In Puglia 741 milioni di euro in più per famiglie e imprese

A pagare il prezzo del caro energia non sono soltanto le famiglie. Anche negozi, ristoranti, aziende e piccole attività devono fare i conti con bollette più alte.

Secondo le stime della CGIA di Mestre, nel 2026 la spesa complessiva per luce e gas in Puglia potrebbe raggiungere 6,37 miliardi di euro, con 741 milioni in più rispetto al 2025.

Per le famiglie è previsto un aumento del 13,4%, mentre per le imprese il rincaro stimato è del 13%.

Sono costi che rischiano di pesare anche sui prezzi di prodotti e servizi. Quando un’attività spende di più per lavorare, infatti, può trovarsi costretta ad aumentare i prezzi per i clienti.

Bollette più care, chi può ricevere gli aiuti

Per le famiglie con redditi più bassi resta disponibile il bonus sociale per luce e gas, che permette di ottenere uno sconto direttamente in bolletta.

Nel 2026 possono accedere all’agevolazione, se rispettano tutti i requisiti, i nuclei con ISEE fino a 9.796 euro. La soglia sale a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico.

Il bonus viene riconosciuto automaticamente a chi ne ha diritto dopo la presentazione della dichiarazione necessaria per ottenere l’ISEE.

Prima di cambiare fornitore può essere utile anche controllare le condizioni del proprio contratto, verificare se il prezzo è fisso o variabile e confrontare le offerte disponibili.

Intanto, con l’inverno alle porte, il timore è che le spese per riscaldare casa possano mettere ancora più in difficoltà chi deve già fare i conti con affitto, mutuo, alimentari e altre spese quotidiane.

Le cifre previste per gli ultimi mesi del 2026 non sono uguali per tutti, ma mostrano un problema che interessa l’intera Puglia: le famiglie devono destinare una parte sempre maggiore del proprio bilancio alle spese essenziali.

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