Maltrattava gli alunni a Taranto, dopo la condanna arriva il sequestro dei beni

La donna era stata condannata in via definitiva nel 2025. Dopo i risarcimenti pagati alle famiglie, la Corte dei Conti ha avviato un procedimento per recuperare il danno subito dallo Stato.
TARANTO, 24 ottobre 2026 – Dopo la condanna per maltrattamenti ai danni di alcuni alunni, un’ex insegnante di una scuola di Taranto deve affrontare anche un procedimento davanti alla Corte dei Conti. Ieri, 23 ottobre, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro conservativo di beni immobili nei suoi confronti. Alla donna viene contestato un danno economico per lo Stato superiore a 249mila euro.
La vicenda risale agli anni precedenti e riguarda alcuni episodi di maltrattamenti avvenuti all’interno di un istituto scolastico del capoluogo ionico. Per quei fatti, il Tribunale di Taranto aveva condannato l’insegnante con una sentenza diventata definitiva nel settembre 2025.
La condanna aveva portato anche al risarcimento delle persone che si erano costituite parte civile nel processo. A pagare era stato il Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiamato a rispondere civilmente per quanto accaduto.
Perché sono stati sequestrati i beni dell’ex insegnante
Dopo il pagamento dei risarcimenti, la Procura regionale della Corte dei Conti per la Puglia ha avviato ulteriori accertamenti per verificare il danno subito dalla pubblica amministrazione.
Le indagini sono state affidate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto, che ha esaminato anche la situazione patrimoniale dell’ex docente.
Dagli approfondimenti è emerso, secondo quanto contestato dalla Procura contabile, un danno complessivo superiore a 249mila euro. La cifra comprende sia il danno economico sostenuto dallo Stato sia quello arrecato all’immagine del Ministero dell’Istruzione.
Sulla base degli elementi raccolti, il presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia ha disposto il sequestro conservativo degli immobili in favore del Ministero.
Si tratta di una misura che serve a tutelare la possibilità di recuperare le somme contestate, qualora venga riconosciuta la responsabilità della donna anche nel procedimento contabile.
La condanna è definitiva, ma il procedimento economico continua
La vicenda presenta due aspetti distinti. Il primo riguarda i maltrattamenti agli studenti, per i quali esiste già una condanna penale definitiva. Il secondo riguarda invece il danno economico che lo Stato ritiene di aver subito.
Su quest’ultimo punto il procedimento non è ancora concluso. Sarà la Corte dei Conti a stabilire le eventuali responsabilità dell’ex insegnante e le conseguenze economiche.
Il comunicato della Guardia di Finanza non specifica il numero degli immobili sequestrati, il loro valore né l’importo esatto dei risarcimenti già versati alle famiglie.
Resta però un aspetto importante: oltre alle conseguenze penali, i maltrattamenti avvenuti in una scuola possono avere effetti economici anche per la pubblica amministrazione. In questo caso, dopo aver risarcito le parti civili, il Ministero potrebbe ottenere il recupero delle somme riconosciute nel procedimento contabile.
La prossima fase giudiziaria servirà proprio a chiarire se e in quale misura l’ex docente dovrà rispondere del danno contestato.

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