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Le pompe bianche rischiano di chiudere: pagano il carburante quasi quanto gli automobilisti

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Per anni sono state il punto di riferimento per chi voleva risparmiare sul pieno. Oggi molti distributori indipendenti sono diventati più cari delle grandi compagnie. Ma dietro quei prezzi c’è una situazione che pochi automobilisti conoscono. E in Puglia è già scoppiata la protesta.

BARI, 28 ottobre 2026 – Le pompe bianche, quelle dove per anni si andava a fare benzina perché costava meno, oggi in molti casi sono più care dei distributori delle grandi compagnie. La prima cosa che viene da pensare è che i gestori vogliano guadagnare di più.

Ma la realtà denunciata dagli operatori è ben diversa. Alcuni distributori indipendenti si ritrovano ad acquistare carburante all’ingrosso dalle grandi compagnie a prezzi vicini, e talvolta persino superiori, a quelli che gli automobilisti pagano nei distributori degli stessi marchi.

In pratica, chi compra carburante per rivenderlo può arrivare a pagarlo quasi quanto chi lo acquista per fare il pieno alla propria automobile.

E allora come può guadagnare? Come può pagare i dipendenti, sostenere le spese e continuare a lavorare?

È questa la situazione che sta mettendo in difficoltà numerose pompe bianche, anche in Puglia.

Le grandi compagnie abbassano i prezzi, ma cosa succede ai piccoli distributori?

Tutto nasce dalla richiesta del Governo alle compagnie petrolifere di contenere i prezzi di benzina e gasolio, aumentati a causa delle tensioni internazionali.

Eni, attraverso la rete Enilive, ha introdotto il 28 settembre un tetto massimo ai prezzi. Al 23 ottobre il limite era di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 euro per il gasolio.

Anche IP, Q8 e Tamoil hanno adottato iniziative volontarie per contenere i prezzi, con modalità differenti. Eni e Q8 hanno annunciato di proseguire fino al 31 dicembre, pur riservandosi di modificare le condizioni secondo l’andamento del mercato.

Il Governo ha accolto favorevolmente queste iniziative. Secondo il Ministero delle Imprese, già il 3 ottobre oltre diecimila distributori praticavano prezzi inferiori alle soglie di riferimento indicate.

Per gli automobilisti è certamente un vantaggio.

Ma c’è un problema che riguarda chi lavora fuori dalle reti delle grandi compagnie.

Le pompe bianche acquistano carburante all’ingrosso, spesso proprio dalle società petrolifere con le quali poi devono competere.

Se quelle società riducono i prezzi al pubblico nei propri impianti, ma non applicano riduzioni equivalenti nelle vendite all’ingrosso, il distributore indipendente si trova in difficoltà.

Può acquistare il carburante a un prezzo troppo elevato per riuscire a rivenderlo alle stesse condizioni dei concorrenti.

E deve comunque pagare trasporto, personale, energia elettrica, manutenzione e tutte le altre spese.

Prima facevano risparmiare. Ora rischiano di perdere i clienti

È proprio questa la contraddizione.

Le pompe bianche hanno costruito buona parte del loro successo offrendo carburante a prezzi inferiori rispetto ai grandi marchi.

Oggi, in diversi casi, accade il contrario.

I deputati pugliesi del Partito Democratico Claudio Stefanazzi, Marco Lacarra e Francesca Viggiano denunciano una differenza media di 8,6 centesimi al litro a svantaggio dei distributori indipendenti.

È un dato riportato dai parlamentari, non una rilevazione autonoma della nostra redazione.

L’automobilista vede il prezzo più alto e sceglie un altro distributore. È una decisione comprensibile.

Quello che non può sapere, guardando soltanto il cartello, è quanto il benzinaio abbia pagato quel carburante.

Così il gestore che sembra voler guadagnare di più potrebbe essere proprio quello che sta cercando di evitare la chiusura.

Naturalmente non tutte le pompe bianche si trovano nelle stesse condizioni. Ma sarebbe sbagliato accusare automaticamente di speculazione chi espone un prezzo superiore a quello delle grandi compagnie.

A Foggia un benzinaio è arrivato allo sciopero della fame

La protesta ha già avuto un protagonista in Puglia.

Michele Finizio, titolare del distributore indipendente Freeway sulla statale 16, tra San Severo e Foggia, ha iniziato uno sciopero della fame per denunciare le difficoltà economiche della sua attività.

Un’impresa che dà lavoro a dodici persone.

Finizio ha sospeso la protesta il 23 ottobre, dopo un incontro con la segretaria del PD Elly Schlein. Ma la sua richiesta rimane: estendere i benefici del contenimento dei prezzi anche alla distribuzione indipendente.

La vicenda è arrivata in Parlamento attraverso le iniziative dei deputati pugliesi del PD.

Il problema, però, non riguarda soltanto i benzinai. Coinvolge anche autotrasportatori, agricoltori, pescatori e altre imprese che acquistano carburante all’ingrosso, pur essendo state introdotte alcune agevolazioni per specifiche categorie.

Lo stesso Governo, in una risposta parlamentare del 21 ottobre, ha riconosciuto le difficoltà degli operatori indipendenti ad applicare riduzioni equivalenti a quelle delle grandi compagnie quando non ricevono analoghi sconti all’ingrosso.

Ha inoltre annunciato un monitoraggio specifico di questo mercato.

Se chiudono le pompe bianche, cosa succede agli automobilisti?

Assopetroli-Assoenergia ha convocato un’assemblea straordinaria per il 5 novembre. L’associazione denuncia il rischio di chiusura per alcune imprese e chiede interventi urgenti.

La Puglia è tra le regioni dove il malcontento è maggiore. Sono state prospettate anche proteste radicali, ma non sono stati deliberati blocchi nazionali dall’associazione.

La richiesta è semplice: fare in modo che il contenimento dei prezzi raggiunga anche chi acquista carburante per rivenderlo, senza compromettere la sopravvivenza delle imprese indipendenti.

Perché il rischio non riguarda soltanto i loro titolari e dipendenti.

Se una parte delle pompe bianche dovesse chiudere, diminuirebbe anche la concorrenza. E con meno distributori sul mercato potrebbero esserci, in futuro, meno possibilità di scegliere dove risparmiare.

Non è una conseguenza inevitabile, ma è un rischio che merita attenzione.

Il contenimento dei prezzi deve aiutare gli automobilisti. Su questo non ci sono dubbi.

Ma c’è una domanda alla quale Governo e compagnie petrolifere devono dare una risposta: come possono sopravvivere i distributori indipendenti se, in alcuni casi, devono acquistare il carburante quasi allo stesso prezzo al quale i loro concorrenti lo vendono al pubblico?

Perché le pompe bianche, quelle che per anni ci hanno consentito di risparmiare, oggi rischiano di diventare le prime vittime di un sistema nato proprio per contenere i prezzi.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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