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Puglia, un cittadino su dieci rinuncia a visite ed esami medici

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Le liste d’attesa migliorano leggermente, ma molti pazienti continuano ad avere difficoltà a curarsi. I dati della Fondazione Gimbe.

In Puglia più di un cittadino su dieci rinuncia a una visita medica o a un esame di cui ha bisogno. Nel 2025 è successo al 10,4% della popolazione, mentre la media italiana è del 9,6%.

Il dato arriva dalla Fondazione Gimbe, che il 27 ottobre ha presentato un’analisi sulla situazione della sanità e sulle liste d’attesa.

Il problema riguarda tante persone che devono prenotare una visita specialistica, fare un controllo o sottoporsi a un esame.

Le liste d’attesa migliorano, ma non basta

Una notizia positiva arriva dai primi nove mesi del 2026.

Rispetto allo stesso periodo del 2025, in Puglia è aumentata la percentuale delle prestazioni effettuate entro i tempi previsti.

Per le prime visite si è passati dal 53,5% al 55,3%. Per gli esami diagnostici dal 59,8% al 63,4%.

Questo significa che qualcosa sta migliorando, ma significa anche che molte prestazioni continuano a essere effettuate oltre i tempi stabiliti.

In Puglia molte visite vengono programmate entro 120 giorni

C’è un altro dato che merita attenzione.

In Puglia il 53,6% delle prime visite viene inserito nella classe di priorità P, quella che prevede un’attesa massima di 120 giorni.

La media nazionale è del 34,9%.

Questo non significa che tutti i pazienti aspettino quattro mesi. Significa che in Puglia viene utilizzata questa categoria di prenotazione molto più spesso rispetto al resto d’Italia.

La differenza è importante perché non tutte le visite possono aspettare lo stesso tempo. La priorità deve dipendere dalle condizioni di salute del paziente.

Il problema riguarda tutta la Puglia

Le difficoltà di accesso alle cure interessano i cittadini delle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto.

I dati regionali, però, non permettono di stabilire quali province abbiano le liste d’attesa più lunghe.

Per capire meglio la situazione servirebbero numeri aggiornati per ogni ASL, ospedale e tipo di prestazione.

Il miglioramento registrato nel 2026 è un primo segnale positivo. Ma il problema resta: in Puglia la percentuale di persone che rinunciano alle cure è ancora superiore alla media italiana.

La domanda adesso è se i miglioramenti delle liste d’attesa riusciranno a ridurre anche il numero dei cittadini che rinunciano a visite ed esami.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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