Cronacanotizie internazionalinotizie locali

Era ricercato dal 2025: arrestato a Durazzo il presunto promotore del traffico tra Puglia e Albania

Pubblicità

La DIA di Bari e il BKH della S.P.A.K. di Tirana hanno arrestato a Durazzo un cittadino albanese latitante dal maggio 2025. L’uomo è ritenuto, secondo l’ipotesi investigativa, figura centrale dell’Operazione URA sul traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e altri reati.

Operazione URA, arrestato a Durazzo il latitante ricercato dalla DIA di Bari

La DIA di Bari e le autorità albanesi hanno arrestato a Durazzo un cittadino albanese latitante dal maggio 2025 nell’ambito dell’Operazione URA. Gli investigatori lo ritengono, secondo l’ipotesi accusatoria, uno dei principali promotori di un’organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti tra Puglia, Albania e Olanda.

L’arresto è avvenuto il 2 luglio 2026 nel quartiere di Shkozet, a Durazzo, durante un’operazione congiunta del Centro Operativo DIA di Bari e dell’Ufficio Investigativo Nazionale (BKH) della S.P.A.K. di Tirana.

L’attività investigativa rientra nella Squadra Investigativa Comune istituita tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata dell’Albania.

L’uomo era ricercato dall’Operazione URA del 2025

Gli investigatori cercavano il latitante dal 21 maggio 2025, giorno in cui Italia, Albania e Belgio avevano dato esecuzione all’Operazione URA.

In quella data la Direzione Investigativa Antimafia di Bari, insieme alle autorità albanesi, con il supporto di Interpol, dell’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza di Tirana e della Polizia albanese, aveva eseguito numerose misure cautelari.

L’operazione si era svolta sotto il coordinamento di Eurojust, con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Le indagini avevano portato all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Bari e dal Tribunale Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana.

Complessivamente il provvedimento aveva riguardato 52 persone, indagate, a vario titolo, per associazione finalizzata al traffico internazionale di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, riciclaggio e altri reati.

Nella stessa operazione le autorità avevano sequestrato beni mobili e immobili tra Italia e Albania per un valore di diversi milioni di euro.

Le indagini hanno portato alla cattura a Durazzo

Dopo l’operazione del maggio 2025 alcuni indagati erano riusciti a sottrarsi all’arresto.

La DIA di Bari e gli investigatori albanesi hanno quindi intensificato le ricerche tra il Sud Italia, il Nord Italia e l’Albania.

Le attività investigative hanno consentito di localizzare il ricercato nel quartiere di Shkozet, indicato dagli investigatori come una delle aree di influenza del gruppo criminale Troplini-Doci.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ancora tutta da verificare nel processo, il latitante avrebbe coordinato un’organizzazione attiva tra Puglia, Albania e Olanda.

Pistola pronta all’uso e documenti falsi

Al momento dell’arresto gli investigatori hanno notificato al ricercato anche la Red Notice di Interpol, inserita attraverso il Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

Durante la perquisizione gli agenti hanno sequestrato una pistola automatica con un colpo in canna, due caricatori, denaro contante in valuta albanese e diversi documenti falsi.

Tra il materiale trovato figuravano anche una carta d’identità italiana e una patente italiana contraffatte.

Secondo gli investigatori, questi elementi dimostrerebbero la capacità di movimento del ricercato e i suoi collegamenti con l’Italia.

Avviata la procedura di estradizione

Al termine delle operazioni le autorità hanno trasferito il cittadino albanese nella Casa circondariale di Durazzo.

Le autorità italiane e albanesi hanno già avviato le procedure di estradizione attraverso i canali diplomatici.

Il procedimento penale prosegue davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari.

Come previsto dall’ordinamento italiano, le accuse formulate dagli investigatori dovranno essere verificate nel corso del processo. L’indagato deve pertanto considerarsi non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio