Agricoltura in crisi a Foggia, prezzi giù fino al 50%: «Possibili proteste»

Gasolio, irrigazione e fertilizzanti pesano sui bilanci delle aziende. CIA Capitanata denuncia ribassi fino al 50% per alcune produzioni e annuncia possibili mobilitazioni. Sui dati, però, emerge un punto da chiarire.
FOGGIA, 30 settembre 2026 – Costi di produzione in aumento e prezzi riconosciuti agli agricoltori in forte calo. CIA Agricoltori Italiani di Capitanata chiede lo stato di crisi e non esclude mobilitazioni.
Secondo i dati presentati dall’organizzazione, rispetto al 2021 il prezzo del grano sarebbe sceso del 48%. Le uve da vino più comuni segnerebbero un calo del 20%, mentre per l’uva da tavola la riduzione oscillerebbe tra il 25 e il 50%. Per l’olio extravergine pugliese CIA indica una flessione compresa tra il 25 e il 50%.
Costi più alti per le aziende
Sul fronte delle spese, CIA segnala rincari tra il 40 e il 100% per concimi e fertilizzanti. Il costo dell’approvvigionamento idrico per l’irrigazione sarebbe aumentato del 43%.
L’organizzazione indica inoltre un prezzo del gasolio agricolo passato da 0,48-0,70 euro al litro nel 2021 a 1,70 euro. Su questo dato, però, serve una precisazione: l’aumento del 143% è compatibile con una base di circa 0,70 euro, non con l’intera forbice indicata.
«Dal campo allo scaffale fino al 300%»
Il presidente Rino Mercuri denuncia anche la distanza tra il prezzo riconosciuto al produttore e quello finale.
«Tra il campo e lo scaffale dei supermercati il prezzo può aumentare fino al 300%», sostiene.
CIA chiede prezzi più legati ai costi di produzione e un maggiore utilizzo di prodotti italiani nelle mense e nelle strutture pubbliche.
La richiesta alle istituzioni
Il direttore Nicola Cantatore richiama anche il decreto legislativo 198/2021 contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola.
CIA Capitanata chiede inoltre maggiore reciprocità con i Paesi extra UE e controlli più efficaci sulle importazioni.
La richiesta finale è rivolta a Governo, Regione ed enti locali: dichiarare lo stato di crisi e avviare un piano di sostegno al settore.
L’organizzazione non esclude iniziative di protesta nelle prossime settimane.













