Prezzi in aumento ma compensi insufficienti: l’allarme degli agricoltori pugliesi

L’organizzazione agricola denuncia lo squilibrio tra quanto viene riconosciuto ai produttori e il prezzo pagato dai consumatori. Energia, carburanti, trasporti e cambiamenti climatici continuano a comprimere i margini delle aziende.
Coldiretti Puglia chiede un prezzo più giusto per i prodotti agricoli. Secondo l’organizzazione, gli agricoltori devono ricevere una somma che permetta almeno di coprire le spese sostenute per coltivare, raccogliere e trasportare i prodotti.
L’inflazione continua infatti a pesare sull’agricoltura in Puglia e sulle famiglie. I consumatori pagano di più frutta, verdura ed energia, ma spesso questo aumento non porta un vero guadagno a chi lavora nei campi.
A giugno 2026 l’inflazione in Italia ha raggiunto il 3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I prezzi dell’energia non regolamentata sono aumentati del 13,3%, mentre quelli dell’energia regolamentata sono cresciuti del 9,2%.
Questi aumenti fanno salire le spese delle aziende agricole, che devono pagare di più per il carburante, l’elettricità, i trasporti e il funzionamento dei macchinari.
Agricoltura in Puglia, aumentano i costi
Secondo Coldiretti Puglia, gli ortaggi hanno registrato un aumento dei prezzi del 3,9% rispetto all’anno precedente. La frutta è aumentata invece dell’1,7%.
Le famiglie spendono quindi di più per fare la spesa. Allo stesso tempo, però, molti agricoltori ricevono ancora prezzi troppo bassi per i loro prodotti.
Coldiretti Puglia chiede che agli agricoltori venga riconosciuto un prezzo capace di coprire almeno i costi di produzione.
Questo significa che il compenso ricevuto deve tenere conto delle spese necessarie per coltivare, raccogliere, conservare e consegnare i prodotti.
Energia e carburanti pesano sulle aziende agricole
Il caro energia colpisce ogni fase del lavoro nei campi.
Il carburante serve per usare trattori e macchinari. L’elettricità è necessaria per l’irrigazione, la conservazione e la lavorazione dei prodotti.
Anche il trasporto costa di più. Per frutta e verdura, la logistica può rappresentare fino a un terzo del prezzo finale.
Gran parte dei prodotti viaggia su strada. Per questo motivo, quando aumenta il prezzo del carburante, aumentano anche le spese per portare la merce dai campi ai mercati e ai negozi.
Troppa differenza tra il campo e la tavola
Uno dei problemi principali dell’agricoltura in Puglia è la grande differenza tra il prezzo ricevuto dall’agricoltore e quello pagato dal consumatore.
Un prodotto può essere pagato poco al produttore e venduto a un prezzo molto più alto nei negozi.
Tra il campo e il punto vendita ci sono diversi passaggi: trasporto, lavorazione, confezionamento e vendita.
Secondo Coldiretti Puglia, in questi passaggi possono esserci costi troppo alti, problemi e anche speculazioni.
Per questo servono più controlli e maggiore chiarezza sulla formazione dei prezzi.
Più controlli sui prodotti importati
Coldiretti Puglia chiede anche maggiore attenzione per i prodotti importati dai Paesi che non fanno parte dell’Unione europea.
Secondo l’organizzazione, i prodotti stranieri devono rispettare le stesse regole imposte agli agricoltori italiani.
Devono essere garantite la sicurezza, la tracciabilità e la qualità degli alimenti.
È importante anche indicare in modo chiaro il Paese di provenienza, così i consumatori possono sapere cosa stanno acquistando.
Gli agricoltori pugliesi chiedono quindi una concorrenza più corretta e regole uguali per tutti.
Gli agricoltori ricevono i pagamenti in ritardo
Un altro problema riguarda i tempi di pagamento.
In molti casi, soprattutto nel settore della frutta e della verdura, gli agricoltori ricevono il denaro diversi mesi dopo aver consegnato i prodotti.
Nel frattempo devono continuare a pagare carburante, lavoratori, acqua, energia e materiali.
A volte vengono anche scaricati sugli agricoltori costi aggiuntivi o problemi nati durante il trasporto e la vendita.
Questa situazione riduce ancora di più il guadagno delle aziende agricole.
Caldo e siccità danneggiano l’agricoltura in Puglia
Alle difficoltà economiche si aggiungono i problemi causati dal clima.
Il caldo intenso, la siccità e gli eventi meteorologici violenti hanno danneggiato diverse colture pugliesi.
Quando piove poco, gli agricoltori devono usare più acqua per irrigare i campi. Questo fa aumentare le spese.
Il caldo eccessivo può anche ridurre la quantità e la qualità dei prodotti raccolti.
Le aziende si trovano quindi a spendere di più e a produrre meno. Se il prezzo riconosciuto agli agricoltori resta basso, diventa difficile continuare l’attività.
La vendita diretta aiuta agricoltori e famiglie
Secondo Coldiretti Puglia, una possibile risposta è la vendita diretta.
Nei mercati di Campagna Amica e nelle aziende agricole, i cittadini possono acquistare i prodotti direttamente dai produttori.
In questo modo ci sono meno passaggi tra il campo e il consumatore.
Gli agricoltori possono ricevere un compenso più giusto, mentre le famiglie possono acquistare prodotti freschi, stagionali e di origine italiana.
La vendita diretta permette anche di conoscere il luogo di produzione e le persone che lavorano nei campi.
Coldiretti Puglia chiede investimenti
Coldiretti Puglia chiede più investimenti nella logistica, negli impianti per l’irrigazione e nelle nuove tecnologie.
Servono anche accordi chiari tra agricoltori, aziende e distribuzione.
Questi accordi devono stabilire prezzi più giusti, tempi di pagamento sicuri e regole trasparenti.
Difendere l’agricoltura in Puglia significa proteggere il lavoro degli agricoltori, la qualità dei prodotti italiani e il potere di acquisto delle famiglie.
Un prezzo equo non deve far aumentare ancora di più la spesa dei consumatori. Deve invece distribuire meglio il valore del prodotto tra tutte le persone che lavorano nella filiera.

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