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San Pio, minacce per impedire l’ingresso nelle case assegnate: due donne arrestate a Bari

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Secondo l’accusa avrebbero tentato di impedire l’ingresso nelle abitazioni chiedendo anche denaro per presunti lavori eseguiti durante l’occupazione abusiva. Contestata l’aggravante del metodo mafioso.

BARI, 30 settembre 2026 – Dovevano entrare negli alloggi che erano stati loro assegnati, dopo il sequestro degli immobili occupati abusivamente nel quartiere San Pio. Secondo l’accusa, però, ad attenderli avrebbero trovato minacce e richieste di denaro. Una pressione che la magistratura ritiene tanto grave da contestare anche l’aggravante del metodo mafioso.

Due donne sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sui fatti avvenuti durante le operazioni di insediamento dei nuovi assegnatari degli alloggi. Le ipotesi contestate comprendono tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento e furto aggravato. La vicenda è nella fase delle indagini e le responsabilità dovranno essere accertate nel procedimento.

Dalle occupazioni abusive alle richieste di denaro

L’indagine nasce nel contesto dei decreti di sequestro preventivo d’urgenza di abitazioni occupate abusivamente a San Pio e delle successive operazioni per consentire l’ingresso degli aventi diritto.

Nel giugno scorso, durante l’insediamento dei nuovi assegnatari, si erano registrate proteste da parte di alcune donne del quartiere.

È in quel passaggio che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbero verificate le condotte oggi contestate alle due indagate.

Le donne avrebbero rivolto minacce ai nuovi assegnatari con l’obiettivo di dissuaderli dall’entrare nelle abitazioni. Non solo: sarebbero state avanzate anche richieste economiche legate a presunti lavori di ristrutturazione effettuati negli immobili durante il precedente periodo di occupazione abusiva.

Un elemento particolarmente significativo perché sposta la vicenda dal semplice conflitto sull’occupazione degli appartamenti alla presunta pretesa di ottenere denaro da chi aveva titolo per entrarvi.

L’appartamento devastato in via della Fratellanza

C’è poi un episodio che gli investigatori considerano di natura ritorsiva.

In via della Fratellanza, i carabinieri hanno accertato il danneggiamento di un appartamento: l’abitazione sarebbe stata devastata da persone non identificate.

Su questo punto è necessaria una distinzione: allo stato delle informazioni disponibili, il danneggiamento viene inserito nel contesto investigativo della vicenda, ma non è possibile attribuire automaticamente alle due donne arrestate la materiale devastazione dell’alloggio compiuta da ignoti.

Il nodo degli alloggi popolari a San Pio

La vicenda riporta l’attenzione sulla gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica nel quartiere. Il Comune di Bari documenta anche nel 2026 interventi sul proprio patrimonio ERP di San Pio, compresi lavori negli alloggi comunali di via Catino.

Il punto centrale dell’inchiesta resta però quanto sarebbe accaduto nel momento più delicato: il passaggio degli appartamenti dagli occupanti abusivi ai nuovi assegnatari.

Se l’impianto accusatorio troverà conferma nelle successive fasi giudiziarie, le minacce e le richieste economiche avrebbero cercato di condizionare concretamente l’esercizio del diritto degli assegnatari a prendere possesso delle abitazioni.

È anche su questo aspetto che sarà importante conoscere gli ulteriori sviluppi dell’indagine e le valutazioni dell’autorità giudiziaria.

Redazione Pugliapress

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