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Cerignola, blitz dei Carabinieri all’alba: sette arresti, spuntano le “marmotte”

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Sette persone sono state raggiunte questa mattina, 30 settembre, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Cerignola. Le contestazioni sono pesanti: droga, estorsione aggravata e fabbricazione e detenzione di ordigni esplosivi artigianali, le cosiddette “marmotte”.

L’operazione è scattata all’alba nel Foggiano ed è coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia. Secondo le prime informazioni disponibili, i sette indagati sono accusati, a vario titolo, anche di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

Le “marmotte” al centro dell’inchiesta

Uno degli aspetti più rilevanti dell’indagine riguarda la contestata fabbricazione e detenzione delle cosiddette “marmotte”, ordigni esplosivi artigianali associati agli assalti agli sportelli automatici.

Su questo punto, però, è necessario distinguere ciò che è stato comunicato finora da quello che dovrà emergere dagli atti dell’indagine: al momento le informazioni pubbliche disponibili riferiscono della contestazione relativa agli ordigni, ma non consentono ancora di attribuire ai sette indagati specifici assalti a bancomat.

È un passaggio importante, soprattutto considerando l’allarme provocato negli ultimi mesi dagli attacchi esplosivi agli ATM in diverse zone della Puglia.

Droga, estorsione ed esplosivi: attesi i dettagli

Il provvedimento cautelare riguarda complessivamente sette persone. Le accuse indicate nelle prime comunicazioni comprendono detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di droga, estorsione aggravata, fabbricazione e detenzione di ordigni esplosivi artigianali.

Gli elementi che hanno portato alle misure cautelari, il ruolo attribuito a ciascun indagato e soprattutto l’eventuale collegamento delle “marmotte” con episodi specifici saranno chiariti nelle prossime ore.

Carabinieri e Procura di Foggia hanno infatti annunciato per la mattinata la diffusione dei dettagli dell’operazione.

Le contestazioni sono formulate nell’ambito della fase cautelare del procedimento: la responsabilità penale degli indagati dovrà essere accertata nel processo e vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Redazione Pugliapress

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