BRT Taranto, proteste per alberi abbattuti e parcheggi: disagi e polemiche sui cantieri
Cantieri, alberi abbattuti, parcheggi eliminati e traffico nel caos. Cresce la protesta dei cittadini contro i lavori del BRT, mentre il Comune difende il progetto.

Tra alberi abbattuti, parcheggi scomparsi e strade chiuse cresce la protesta. Il Comune difende il progetto parlando di mobilità sostenibile e compensazioni ambientali.
A Taranto cresce il malcontento per i lavori del Bus Rapid Transit (BRT), il sistema di trasporto pubblico che dovrebbe rivoluzionare la mobilità cittadina in vista anche dei Giochi del Mediterraneo del 2026. Se da Palazzo di Città si parla di un’opera strategica destinata a ridurre traffico ed emissioni, molti residenti raccontano una realtà completamente diversa fatta di cantieri, alberi abbattuti, parcheggi eliminati e pesanti disagi quotidiani.
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Le segnalazioni arrivate alla nostra redazione descrivono una città sempre più difficile da vivere. In numerosi quartieri, i lavori stanno modificando profondamente la viabilità, mentre la realizzazione delle nuove fermate suscita perplessità tra automobilisti e residenti.
«Hanno tolto alberi e parcheggi»
Tra le contestazioni più ricorrenti c’è quella relativa all’abbattimento di alberature adulte, considerate preziose soprattutto durante i mesi estivi.
Molti cittadini lamentano la perdita di ombra nelle vie interessate dai lavori e la scomparsa di centinaia di posti auto, con inevitabili difficoltà per residenti, commercianti e persone anziane.
Secondo diverse testimonianze, alcune pensiline sarebbero state collocate al centro della carreggiata, restringendo ulteriormente strade già caratterizzate da una sezione limitata.
Dubbi sulla sicurezza e sulla viabilità
Le critiche non riguardano soltanto l’impatto ambientale.
Diversi cittadini si chiedono come autobus lunghi fino a 18 metri possano garantire realmente tempi di percorrenza ridotti in una città già oggi congestionata dal traffico.
Tra le preoccupazioni emergono anche quelle legate alla sicurezza stradale, con il timore che le nuove strutture possano aumentare il rischio di incidenti, soprattutto nei punti più stretti della rete urbana.
Il Comune: «Due alberi per ogni albero abbattuto» Già, ma dove?
L’amministrazione comunale respinge però le accuse.
Nei giorni scorsi ha precisato che gli abbattimenti rientrano nelle opere previste dal progetto BRT e che per ogni albero rimosso verranno piantati due nuovi esemplari, oltre alla delocalizzazione di circa sessanta alberi e alla realizzazione di ulteriori interventi di compensazione ambientale.
Parallelamente, anche alcuni consiglieri comunali hanno chiesto maggiore trasparenza sui numeri degli abbattimenti, sulle motivazioni tecniche e sul cronoprogramma delle ripiantumazioni. Ma nessuno sa dov’è questi alberi saranno piantati e quanti anni ci vorranno per renderli simili a quelli abbattuti.
Una città divisa
dL’articolo va costruito come una notizia, non come uno sfogo. Il testo che hai ricevuto è un’ottima base per raccogliere il malcontento di una parte della cittadinanza, ma va integrato con i fatti e con la posizione del Comune. In queste settimane, infatti, il progetto BRT sta alimentando un acceso dibattito: da un lato le proteste per gli abbattimenti di alberi, la riduzione dei parcheggi e i disagi dei cantieri; dall’altro l’amministrazione sostiene che gli interventi siano necessari per realizzare una mobilità più sostenibile e assicura un piano di compensazione ambientale con due nuovi alberi per ogni esemplare abbattuto, oltre alla delocalizzazione di altri alberi e alla realizzazione di piste ciclabili.
Cittadini di Taranto infuriati: «Il BRT sta trasformando la città in un cantiere permanente»
Tra alberi abbattuti, parcheggi scomparsi e strade chiuse cresce la protesta. Il Comune difende il progetto parlando di mobilità sostenibile e compensazioni ambientali.
A Taranto cresce il malcontento per i lavori del Bus Rapid Transit (BRT), il sistema di trasporto pubblico che dovrebbe rivoluzionare la mobilità cittadina in vista anche dei Giochi del Mediterraneo del 2026.
Se da Palazzo di Città si parla di un’opera strategica destinata a ridurre traffico ed emissioni, molti residenti raccontano una realtà completamente diversa fatta di cantieri, alberi abbattuti, parcheggi eliminati e pesanti disagi quotidiani.
Le segnalazioni arrivate alla nostra redazione descrivono una città sempre più difficile da vivere. In numerosi quartieri, i lavori stanno modificando profondamente la viabilità, mentre la realizzazione delle nuove fermate suscita perplessità tra automobilisti e residenti.
«Hanno tolto alberi e parcheggi»
Tra le contestazioni più ricorrenti c’è quella relativa all’abbattimento di alberature adulte, considerate preziose soprattutto durante i mesi estivi.
Molti cittadini lamentano la perdita di ombra nelle vie interessate dai lavori e la scomparsa di centinaia di posti auto, con inevitabili difficoltà per residenti, commercianti e persone anziane.
Secondo diverse testimonianze, alcune pensiline sarebbero state collocate al centro della carreggiata, restringendo ulteriormente strade già caratterizzate da una sezione limitata.
Dubbi sulla sicurezza e sulla viabilità
Le critiche non riguardano soltanto l’impatto ambientale.
Diversi cittadini si chiedono come autobus lunghi fino a 18 metri possano garantire realmente tempi di percorrenza ridotti in una città già oggi congestionata dal traffico.
Tra le preoccupazioni emergono anche quelle legate alla sicurezza stradale, con il timore che le nuove strutture possano aumentare il rischio di incidenti, soprattutto nei punti più stretti della rete urbana.
Il Comune: «Due alberi per ogni albero abbattuto»

L’amministrazione comunale respinge però le accuse.
Nei giorni scorsi ha precisato che gli abbattimenti rientrano nelle opere previste dal progetto BRT e che per ogni albero rimosso verranno piantati due nuovi esemplari, oltre alla delocalizzazione di circa sessanta alberi e alla realizzazione di ulteriori interventi di compensazione ambientale.
Parallelamente, anche alcuni consiglieri comunali hanno chiesto maggiore trasparenza sui numeri degli abbattimenti, sulle motivazioni tecniche e sul cronoprogramma delle ripiantumazioni.
Una città divisa
Il progetto del Bus Rapid Transit continua quindi a dividere Taranto.
Da una parte chi considera l’opera indispensabile per modernizzare il trasporto pubblico e preparare la città alle sfide future.
Dall’altra cresce il numero di cittadini che denuncia un prezzo troppo alto in termini di verde urbano, parcheggi e qualità della vita.
Il dibattito è ormai aperto e, con l’avanzare dei cantieri, è destinato a intensificarsi. Per molti tarantini il vero banco di prova sarà capire se, al termine dei lavori, i benefici promessi riusciranno davvero a compensare i sacrifici che la città sta affrontando oggi.























