Ancora dispersa Simona Carpignano, la giovane trentenne tarantina di cui non si hanno notizie da lunedì 5 novembre. Il bilancio delle vittime in seguito al crollo delle due palazzine a rue d’Aubagne n.65  a Marsiglia (l’articolo completo al seguente link) sale a 5 – di cui tre uomini e due donne non ancora identificati – mentre incessantemente 120 poliziotti e più di 80 Vigili del fuoco continuano a scavare tra le macerie. Si continua a cercare le altre tre persone disperse, che mancano all’appello di chi alle 9.30 di lunedì mattina, si trovavano nei due edifici crollati. Ma la possibilità di ritrovare persone vive c’è ancora – come ha detto il ministro francese dell’Interno, Christophe Castaner: “Nella prima parte delle operazioni – ha detto – abbiamo scoperto qualche sacca di sopravvivenza che forse riaccende un po’ di speranza”.

I genitori di Simona e suo fratello vengono seguiti dal personale del Consolato e ricevono assistenza psicologica. Intanto, in queste ore, arrivano testimonianze di alcune persone che conoscono Simona e che raccontano alcuni dettagli che alimentano il dramma di questa tragedia: c’è Sylvain – il compagno di Fabian, 50enne disperso e residente nello stabile al civico 65 – racconta che tre giorni prima del crollo, la trentenne tarantina avrebbe detto di non sentirsi al sicuro in quell’edificio “Non smetteva di dire che avrebbe finito col crollare, noi cercavamo di rassicurarla, perché non ci credevamo.”

Una ragazza scampata alla tragedia perché al momento del crollo degli edifici si trovava a casa dei suoi genitori, ha raccontato di porte che non si chiudevano bene, di crepe nei muri. I due edifici erano in condizioni precarie ed in particolare uno dei due era stato dichiarato inagibile una decina di giorni fa.

Mentre le ore passano, si continua a sperare per le persone disperse e per le sorti della giovane tarantina.

 

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