AttualitàEventi e culturaFoggia e provincia

San Giovanni Rotondo, il Premio San Pio chiude due giorni dedicati alla pace

Pubblicità

Il Poliedro della Pace riunisce esperti, studenti e istituzioni per discutere di Europa, diritti e conflitti. Sabato la cerimonia nell’Auditorium Maria Pyle.

SAN GIOVANNI ROTONDO, 6 novembre 2026 – La pace non soltanto come principio da difendere, ma come impegno da costruire attraverso l’educazione, il confronto e la responsabilità delle istituzioni. È questo il filo conduttore della terza edizione del Poliedro della Pace, in programma oggi e domani a San Giovanni Rotondo, con una serie di incontri dedicati alle grandi questioni che attraversano l’Europa e gli equilibri internazionali.

L’iniziativa, intitolata Europa: radici e prospettive, si svolge al Centro di Spiritualità Padre Pio e coinvolge esperti, docenti, studenti e rappresentanti delle istituzioni. Al centro del dibattito ci sono le guerre, la sicurezza, la giustizia, il rapporto tra le religioni e la tutela dell’ambiente, temi affrontati da prospettive diverse ma legati dalla necessità di trovare strumenti di dialogo.

Il convegno è promosso dall’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, dal Comune e dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia. Una collaborazione che punta a portare la riflessione oltre gli incontri pubblici, coinvolgendo direttamente il mondo della formazione.

Dalle guerre all’educazione, il ruolo delle nuove generazioni

Uno degli aspetti più significativi della manifestazione riguarda proprio gli studenti. Le due giornate prevedono laboratori sulla gestione dei conflitti, delle emozioni, sull’inclusione e sull’educazione ambientale. Attività pensate per affrontare questioni che riguardano anche la vita quotidiana dei ragazzi, dalle difficoltà nelle relazioni al rispetto delle differenze.

Il percorso offre inoltre opportunità di formazione riconosciuta per gli insegnanti, crediti professionali per gli avvocati e 1,5 crediti formativi universitari secondo le modalità previste dagli organizzatori.

È qui che il convegno assume un significato che va oltre la manifestazione culturale. Parlare di pace in una città conosciuta nel mondo per la figura di Padre Pio significa anche interrogarsi su come trasmettere alle nuove generazioni valori che rischiano di restare soltanto dichiarazioni di principio.

Sabato il Premio San Pio per la Pace e l’Umanità

La manifestazione si concluderà sabato 7 novembre, alle 19, nell’Auditorium Maria Pyle della Chiesa di San Pio, con la consegna del Premio San Pio per la Pace e l’Umanità 2026 alla giornalista e conduttrice televisiva Maria Teresa Ruta.

Il riconoscimento le viene attribuito per il contributo alla diffusione dei valori della solidarietà e della pace attraverso la cultura, l’educazione e la comunicazione.

A condurre la cerimonia sarà il giornalista Attilio Romita. La serata vedrà alternarsi musica, teatro e poesia, con le esibizioni del pianista Simone Ciliberti e della cantante Angelica Di Cosmo, insieme al gruppo folk Li Zampitt.

Previsto anche un monologo tratto da Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin, interpretato dall’attore Luigi Ciavarella con l’accompagnamento musicale del maestro Vincenzo Fini. Il poeta Basilio Fiorentino proporrà invece la lirica Pulsano.

La partecipazione alla premiazione sarà libera e gratuita. L’evento verrà registrato per una successiva trasmissione su Padre Pio TV.

San Giovanni Rotondo, dalla spiritualità al confronto sull’Europa

Il programma comprende anche il concerto spiritual dei Gen Rosso, previsto per questa sera, 6 novembre, alle 19.45 nella parrocchia San Giuseppe Artigiano. L’ingresso è gratuito, ma è necessario un pass, richiesto dagli organizzatori per regolare l’accesso.

La sindaca Floriana Natale ha invitato famiglie, giovani e associazioni a partecipare, sottolineando l’importanza di tradurre i valori della solidarietà in comportamenti e relazioni quotidiane.

Per San Giovanni Rotondo l’appuntamento rappresenta anche un’occasione per rafforzare il proprio ruolo di luogo di incontro, affiancando alla tradizionale dimensione religiosa una riflessione sui problemi del presente.

Resta soprattutto una questione che riguarda il futuro dell’iniziativa: riuscire a dare continuità al lavoro avviato con le scuole, affinché il confronto sulla pace non si esaurisca con la conclusione del convegno. È su questo terreno, più ancora che sulla partecipazione alle singole manifestazioni, che potrà essere misurato il valore del percorso intrapreso.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio