Fasano, il teatro racconta la trappola del gioco d’azzardo: uno spettacolo gratuito per tutta la città

Il progetto Dependence Day coinvolge gli studenti del Salvemini e apre le porte del Teatro Sociale alla cittadinanza. Due spettacoli per affrontare la ludopatia e la dipendenza dalle nuove tecnologie. Poi le attività proseguiranno a Brindisi.
FASANO – Il gioco d’azzardo può trasformarsi in una dipendenza capace di compromettere la vita di una persona e gli equilibri della sua famiglia. Raccontare questa realtà attraverso il teatro, soprattutto ai più giovani, è l’obiettivo di “Dependence Day – Il Teatro contro ogni forma di dipendenza”, il progetto che arriva a Fasano con due spettacoli dedicati alla ludopatia e all’uso compulsivo delle nuove tecnologie.
Il primo appuntamento è per oggi, giovedì 5 novembre, al Teatro Sociale di Fasano, dove andrà in scena Rien ne va plus. Dopo la rappresentazione riservata agli studenti, lo spettacolo sarà proposto nuovamente alle 20:45, con ingresso gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.
L’iniziativa, ideata da Marco Bellocchio e sostenuta dall’ASL di Brindisi attraverso il Dipartimento Dipendenze Patologiche, arriva nel Brindisino dopo le precedenti esperienze a Martina Franca, Grottaglie e Manduria.
Dalle aule al palcoscenico, gli studenti imparano a riconoscere le dipendenze
Il percorso è già cominciato nelle classi dell’IISS Gaetano Salvemini di Fasano, dove gli studenti hanno partecipato a laboratori dedicati alla prevenzione delle dipendenze.
Il teatro rappresenta la fase successiva di questo lavoro. Non soltanto assistere a uno spettacolo, ma riconoscere attraverso le storie dei protagonisti quei comportamenti che possono diventare pericolosi, spesso senza che chi li vive ne abbia piena consapevolezza.
Il 5 novembre sarà la volta di Rien ne va plus, mentre martedì 17 novembre andrà in scena La Sindrome di Peter Pad, dedicato alla dipendenza dalle nuove tecnologie.
Al termine delle rappresentazioni mattutine, gli studenti potranno confrontarsi con attori e operatori del progetto, con la partecipazione della dottoressa Simona Capraro, impegnata nelle attività del servizio per il Gioco d’Azzardo Patologico dell’ASL di Brindisi.
La dirigente scolastica Marella Convertino sottolinea il valore di un’iniziativa che porta alla luce comportamenti ed emozioni spesso difficili da riconoscere. La collaborazione tra scuola, istituzioni e associazioni diventa così uno strumento per affrontare un problema che riguarda anche le nuove generazioni.
Rien ne va plus, la storia di una donna prigioniera del gioco
Al centro dello spettacolo c’è Martina, una donna che scivola progressivamente nella dipendenza dal gioco d’azzardo.
Rien ne va plus, scritto e interpretato da Marina Romondia, prende ispirazione da Il giocatore di Fëdor Dostoevskij e da esperienze personali dell’autrice. La regia è di Nicoletta Robello Bracciforte.
La vicenda racconta una dipendenza che non si esaurisce nella perdita di denaro, ma coinvolge emozioni, relazioni e capacità di scegliere. È proprio questa dimensione umana a rendere il teatro uno strumento di sensibilizzazione: dietro il gioco non ci sono soltanto numeri e scommesse, ma persone e famiglie.
La replica serale delle 20:45 al Teatro Sociale di Fasano è gratuita. Per partecipare è richiesta la prenotazione al numero 328 4190252.
Ludopatia, l’ASL di Brindisi ricorda che chiedere aiuto è gratuito
Uno degli aspetti più importanti del progetto riguarda la possibilità di far conoscere i servizi sanitari già disponibili sul territorio.
Il dottor Salvatore De Fazio, dirigente del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASL di Brindisi, spiega che l’iniziativa rientra nel progetto regionale GAP per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.
All’interno del Dipartimento opera un’équipe di professionisti dedicata alla presa in carico delle persone con disturbi legati alle dipendenze, attraverso un percorso multidisciplinare rivolto alle diverse fasce d’età.
Il servizio è gratuito e non richiede alcuna prescrizione medica. Un’informazione concreta che il progetto intende far arrivare non soltanto agli studenti, ma anche alle famiglie e a chi potrebbe avere bisogno di sostegno.
La prevenzione, infatti, non può fermarsi alla sensibilizzazione nelle scuole. Deve accompagnarsi alla conoscenza dei rischi e alla possibilità di rivolgersi ai servizi competenti.
Anche l’assessora alla Cultura e alle Politiche Sociali del Comune di Fasano, Cinzia Caroli, richiama l’attenzione sulle conseguenze sociali delle dipendenze, sottolineando la necessità di sostenere iniziative capaci di coinvolgere i ragazzi prima che determinati comportamenti diventino patologici.
Dopo Fasano, il progetto prosegue a Brindisi
L’esperienza non si concluderà con gli spettacoli al Teatro Sociale. Il percorso proseguirà a Brindisi, coinvolgendo gli studenti del Liceo Ettore Palumbo.
La rassegna è prodotta dall’associazione culturale about:blank, con il coordinamento di Marco Bellocchio, che ne cura la direzione artistica insieme a Riccardo Festa. Le attività sono finanziate nell’ambito del Progetto Gioco d’Azzardo Patologico, Fondi GAP 2021, Obiettivo 1, dell’ASL di Brindisi.
Dopo le tappe nel Tarantino, Dependence Day amplia così il proprio percorso nel territorio brindisino, portando il tema delle dipendenze fuori dagli ambulatori e dentro le scuole e i luoghi della cultura.
L’appuntamento aperto alla cittadinanza rappresenta anche un’occasione per le famiglie: conoscere i rischi del gioco d’azzardo, riconoscere i segnali di una possibile dipendenza e sapere che esistono servizi ai quali chiedere aiuto.

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