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Puglia, 7.387 megawatt entro il 2030: ma la legge sulle rinnovabili non è pronta

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Il testo sulle aree idonee è stato completamente riscritto. Il 5 novembre nuova audizione in Regione, mentre resta aperto il confronto sulla tutela dei terreni agricoli.

Il disegno di legge numero 31, approvato dalla Giunta il 10 marzo, ha subito una profonda revisione. L’8 ottobre le Commissioni regionali IV e V hanno approvato un testo completamente riscritto, con l’astensione dell’opposizione. Il provvedimento deve però ancora ottenere il via libera del Consiglio regionale. consiglio.puglia.it+1

Il nodo dei terreni agricoli

La questione non riguarda soltanto i tempi della politica. La nuova versione della legge prevede che le superfici agricole individuate come idonee non superino lo 0,8% della superficie agricola utilizzata regionale. In queste aree il fotovoltaico è ammesso nella forma dell’agrivoltaico avanzato.

Legambiente chiede di verificare se questo limite sia compatibile con gli obiettivi energetici. L’associazione propone di utilizzare prioritariamente tetti, parcheggi, aree industriali, cave dismesse e superfici già compromesse, evitando nuovo consumo di suolo. consiglio.puglia.it+1

La Puglia deve raggiungere 7.387 megawatt entro il 2030

Il dato più significativo riguarda gli impegni energetici: alla Puglia è assegnato un incremento di 7.387 megawatt di potenza rinnovabile entro il 2030, rispetto alla capacità installata alla fine del 2020.

Un obiettivo che, secondo Legambiente, richiede non soltanto autorizzazioni, ma impianti realmente costruiti e collegati alla rete.

La presidente regionale Daniela Salzedo sollecita un calendario pubblico per l’approvazione della legge e regole capaci di garantire investimenti, occupazione e benefici alle comunità. Il Gazzettino di Brindisi

Il 5 novembre un’altra audizione

Giovedì 5 novembre è prevista una nuova audizione congiunta delle Commissioni IV e V per valutare ulteriori contributi, alla presenza degli assessori e dei dirigenti regionali competenti.

Resta una domanda concreta: quante delle superfici individuate dalla Regione saranno effettivamente utilizzabili per raggiungere gli obiettivi del 2030?

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