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Mesagne, nuovo colpo alla Sacra Corona Unita: sequestrati beni per 600mila euro

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I Carabinieri hanno sequestrato attività commerciali, abitazioni, auto e conti correnti riconducibili a Tobia Parisi. Tra i beni anche un locale di Mesagne che, secondo gli investigatori, veniva utilizzato per gestire scommesse clandestine.

BRINDISI, 28 ottobre 2026 – Nuovo colpo ai patrimoni della criminalità organizzata nel Brindisino. I Carabinieri hanno eseguito un sequestro di beni per un valore stimato di almeno 600mila euro nei confronti di Tobia Parisi, indicato dagli investigatori come uno degli esponenti di spicco della Sacra Corona Unita a Mesagne.

Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Lecce, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia, e riguarda anche beni intestati a familiari e persone vicine a Parisi.

L’uomo era già stato arrestato il 15 dicembre 2025 durante una vasta operazione antimafia contro il clan Pasimeni-Vitale-Vicientino, attivo nel territorio di Mesagne.

Sequestrati bar, case, auto e conti correnti

Tra i beni sequestrati c’è il Free Time Lounge Bar di Mesagne, insieme al fabbricato di circa mille metri quadrati che ospita l’attività.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il locale sarebbe stato utilizzato dal gruppo criminale come punto di incontro e come base per la gestione delle scommesse clandestine.

Il sequestro riguarda anche la ditta Carlucci Car di Carovigno, con i veicoli presenti nell’attività. Secondo gli inquirenti, l’impresa sarebbe stata gestita di fatto da Parisi, anche se formalmente intestata ad altri.

Sono stati sequestrati inoltre un appartamento a Brindisi, intestato alla convivente, e una villetta con terreno nelle campagne di Torre Santa Susanna.

Quest’ultima, secondo le indagini, sarebbe stata utilizzata in passato come nascondiglio durante la latitanza di Daniele Vicientino, indicato come uno dei capi del gruppo criminale.

Il provvedimento comprende anche automobili, conti correnti bancari, depositi e carte prepagate.

Le indagini sui soldi e sui beni della famiglia

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Brindisi, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, hanno esaminato la situazione economica di Parisi e della sua famiglia.

Gli accertamenti hanno riguardato un periodo di oltre 25 anni.

Secondo gli investigatori, il valore dei beni e il tenore di vita della famiglia non sarebbero stati compatibili con i redditi dichiarati.

Le indagini avrebbero inoltre accertato che l’attività di bracciante agricolo formalmente svolta da Parisi era fittizia e sarebbe stata utilizzata per ottenere l’accesso alla libertà vigilata.

Per gli inquirenti, i beni sequestrati sarebbero riconducibili ai guadagni ottenuti attraverso attività illecite.

Il collegamento con l’operazione antimafia del 2025

Il sequestro arriva dopo l’operazione del 15 dicembre 2025, quando i Carabinieri avevano eseguito diversi arresti nell’ambito delle indagini sulla criminalità organizzata a Mesagne.

L’inchiesta aveva riguardato presunte attività di traffico di droga, estorsioni, usura e gestione illegale delle scommesse.

Secondo gli investigatori, Parisi avrebbe avuto un ruolo importante all’interno del gruppo, come uomo di fiducia di Daniele Vicientino.

Con questo nuovo provvedimento, l’attenzione degli inquirenti si concentra anche sui beni e sulle attività economiche che sarebbero stati utilizzati per investire il denaro proveniente dai reati.

Il sequestro non è una confisca definitiva. Sarà il procedimento davanti al Tribunale a stabilire se i beni dovranno essere confiscati.

Redazione Pugliapress

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