Olio pugliese, quasi 39mila tonnellate ancora nei magazzini: cosa può succedere con la nuova raccolta
Alla vigilia della nuova raccolta le scorte dichiarate sono oltre cinque volte quelle di un anno fa. Coldiretti chiede verifiche sulle giacenze, credito ai frantoi e garanzie sul ritiro delle olive.
PALO DEL COLLE, 1 ottobre 2026 – Nei magazzini pugliesi risultano 38.694,76 tonnellate di olio extravergine di oliva di origine italiana, contro le 7.029,76 tonnellate rilevate il 30 settembre 2025. Significa oltre cinque volte tanto, con un incremento del 450,4% proprio mentre gli olivicoltori si preparano alla nuova raccolta.
È il numero che pesa sull’avvio della campagna olearia e che Coldiretti Puglia ha portato al centro dell’Assemblea generale della filiera olivicola e olearia organizzata con PugliaOlive a Palo del Colle.
Il dato, comunicato dall’organizzazione agricola, merita però una lettura precisa: una giacenza elevata non dimostra di per sé frodi, speculazioni o irregolarità. Indica la quantità di prodotto ancora stoccata e rende decisivo capire come quelle scorte influenzeranno il mercato quando nei frantoi arriveranno le olive della nuova campagna.
Ed è proprio qui che si apre la questione più concreta per migliaia di aziende pugliesi: a quale prezzo saranno ritirate le olive e ci sarà spazio commerciale per il nuovo olio?
Da 80mila a 38,7mila tonnellate: cosa raccontano le scorte
C’è un altro dato che aiuta a leggere il fenomeno. Ad aprile PugliaPress aveva documentato, sulla base delle informazioni diffuse allora da Coldiretti richiamando il report “Frantoio Italia” dell’Icqrf, che al 28 febbraio 2026 nei magazzini pugliesi risultavano circa 80mila tonnellate di extravergine italiano.
Le 38,7mila tonnellate indicate al 23 settembre sono quindi molto meno rispetto al picco di fine febbraio, segno che una parte consistente del prodotto è uscita dai depositi nel corso dei mesi. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, tuttavia, resta eccezionale: a fine settembre 2025 le giacenze indicate erano poco più di 7mila tonnellate.
È questo il punto che rende il dato particolarmente importante alla vigilia della raccolta: le scorte si sono ridotte rispetto all’inverno, ma il nuovo olio sta per arrivare con nei magazzini una quantità di extravergine italiano molto superiore a quella presente dodici mesi fa.
Il timore: la pressione possa arrivare fino al prezzo delle olive
Coldiretti teme che le difficoltà commerciali nella parte finale della filiera possano tradursi in pressioni sui prezzi riconosciuti agli agricoltori o persino in minacce di mancato ritiro delle olive.
Si tratta, allo stato, della posizione dell’organizzazione agricola e non della prova che tali comportamenti siano generalizzati.
«Il dato delle giacenze di extravergine italiano in Puglia, cresciute di oltre il 450% in un anno, non può essere ignorato», afferma il presidente regionale di Coldiretti Alfonso Cavallo, chiedendo che la situazione non diventi un motivo per scaricare sui produttori le difficoltà del mercato.
L’organizzazione sollecita per questo controlli nei siti di stoccaggio, nei frantoi, nelle industrie e lungo la distribuzione, oltre alla verifica dell’origine del prodotto presente sul mercato.
Il tema dei controlli non nasce oggi. A luglio il Masaf aveva annunciato un rafforzamento dell’attività antifrode nella filiera dell’olio, con più campionamenti e analisi anche molecolari e isotopiche.
Oltre 70 milioni di credito alla filiera pugliese
La seconda partita riguarda la liquidità.
Secondo i dati ABI riportati da Coldiretti e presentati al tavolo del Mimit, negli ultimi venti mesi sarebbero state effettuate 538 operazioni bancarie per 146 milioni di euro a favore della filiera olivicolo-olearia italiana. Oltre 70 milioni riguarderebbero la Puglia.
Il 60% delle operazioni avrebbe un importo inferiore a 100mila euro, mentre circa il 30% sarebbe compreso tra 40mila e 100mila euro.
Coldiretti chiede ora alla Regione Puglia di promuovere un incontro con ABI e gli istituti di credito maggiormente esposti verso il comparto, oltre a un tavolo con la grande distribuzione.
Il problema è immediato: i frantoi devono disporre della liquidità necessaria per acquistare le olive, trasformarle e sostenere lo stoccaggio prima ancora di vendere l’olio.
Tre numeri da seguire durante la nuova campagna
Il quadro nazionale prevede intanto nuove risorse. Il Piano Olivicolo Italiano 2026-2030 è stato formalmente adottato e il Masaf indica 300 milioni di euro nel ColtivaItalia destinati al comparto, ripartiti in 50 milioni nel 2027, 200 milioni nel 2028 e 50 milioni nel 2029.
Ma per capire cosa accadrà realmente in Puglia nelle prossime settimane serviranno soprattutto tre dati: quanto diminuiranno le 38,7mila tonnellate ancora stoccate, quale prezzo verrà riconosciuto alle olive e quali quantità saranno effettivamente ritirate dai frantoi.
È su questi numeri, più che sugli allarmi, che potrà essere misurato l’impatto delle giacenze sulla nuova campagna.
Perché il dato delle scorte racconta una situazione anomala rispetto a un anno fa. Non dice ancora chi ne pagherà il prezzo.

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