Silvio Paolucci: “Non so stare senza calcio”

di Guglielmo De Feis
Il prossimo 22 ottobre compirà 66 anni ma è ancora iperattivo come direttore sportivo del Termoli in serie D nel girone F dopo una lunga parentesi alla Ternana come responsabile del settore giovanile prima del fallimento della società umbra nei mesi scorsi. Silvio Paolucci, per tutti Ciù Ciù, ha sempre un pezzo di cuore in riva ai Due Mari e dalla “sua” Pescara (dove vive da anni con la moglie Anna e la figlia, mentre i due maschi sono sposati entrambi nel capoluogo umbro) racconta la sua:
“Ho ancora degli amici da voi e quando capita un paio di giorni vengo sempre a Taranto. Un legame fortissimo quello che ho con la vostra città che non tramonterà mai, ma chiaramente per riportarla nel calcio che conta serviranno organizzazioni societarie ed economiche concrete. Qui in Molise abbiamo un progetto di valorizzazione dei giovani ed una tranquilla permanenza, è un girone ostico con squadre come Teramo, Ancona, L’Aquila e via discorrendo. Non so stare senza lavoro, mi piace stare nell’ambiente ma come allenatore ho deciso di smettere”.
Come mai la panchina no?
“Questo è un campo, quello dei tecnici, molto particolare. Basta che esci fuori dal giro tre-quattro mesi e ti trovi già emarginato dall’ambiente, poi ho vissuto questa parentesi in passato (Como, Chieti, Aprilia, Primavera della Ternana tra le altre) ed ho anche avuto sfortuna come risultati, quindi ho deciso di dedicarmi a ruoli da scrivania che ritengo molto più rilassanti e non certo logoranti a livello mentale. Ed inoltre va aggiunto un altro fatto significativo, da Coverciano escono annualmente cento allenatori abilitati, tuttavia le società sono sempre meno numericamente parlando ed il lavoro ovviamente è altrettanto difficile da reperire”.
Il suo ex compagno in rossoblù Franco Lerda, dopo due anni di inattività, è ripartito da Imperia sempre in D.
“Lo saluto con affetto innanzitutto. Poi ripeto, è il solito discorso, non è il nome che conta od il passato da calciatore, ma altri aspetti. Ti chiami Paolucci, ti chiami Lerda, ti chiami Tizio, Caio o Sempronio ma alla fine sappiamo tutti che per allenare servono sponsor giusti che non tutti hanno. Lerda è uscito da giovane dal vivaio del Torino, una signora società da sempre sia per la valorizzazione dei ragazzi che per i trionfi con la Primavera, è cresciuto con grandi cultori di calcio come Radice su tutti. Ma anche io che sono cresciuto con GB Fabbri e Mazzone ad Ascoli purtroppo non ho avuto in seguito la fortuna di stabilizzarmi in A da calciatore dopo la parentesi marchigiana a vent’anni”.
Il nuovo “Iacovone” inciderà per la vittoria finale del torneo di Eccellenza?
“Diamine, non ci sono dubbi. Tornare in uno stadio rifatto e che è una autentica bomboniera sarà il valore aggiunto per questa società maledettamente tormentata da anni. 2600 abbonati? Sono già un grosso zoccolo duro per la città che ci tiene moltissimo a questi colori da sempre. Il campionato è appena iniziato, tempo per recuperare ne sta”.
Già un cambio in panchina, una classica nella storia rossoblù.
“Non conosco Giuliatto e nemmeno Tiozzo. Non so quindi esprimermi in merito, di sicuro è una prassi un pò classica quella di cambiare allenatori ovunque al primo errore. Montervino come direttore sportivo? E’ del posto e conosce bene l’ambiente, vantaggio di non poca entità”.
Ci sarà un suo ritorno a Taranto?
“Non si può mai dire, ho sempre a cuore città e tifoseria. Lavoro da anni nelle aree tecniche societarie e come ho detto mi sono occupato di giovani a Terni dove ho anche allenato la Primavera ad inizio Millennio (aveva comprato casa in Umbria ma poi l’ha rivenduta tornando in Abruzzo). Ora sono qui a Termoli ad un’ora e mezza da casa (è originario di Tollo, provincia di Chieti ma a venti chilometri da Pescara, nota per il vino Montepulciano d’Abruzzo) ma nella vita tutto è possibile. Intanto vincete questa Eccellenza, è una bestemmia vedere Taranto in questa categoria”.

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.














