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Brindisi, schiaffi a due infermieri al Pronto Soccorso: è la quinta aggressione al Perrino

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L’ultimo caso al Pronto Soccorso: colpita anche una guardia giurata. L’OPI Brindisi chiede all’Asl misure immediate e verificabili dopo una sequenza di aggressioni che ha interessato cinque reparti.

Brindisi, due infermieri aggrediti al Perrino: cinque episodi in poche settimane

BRINDISI, 21 settembre 2026 – Due infermieri minacciati e presi a schiaffi da un paziente al Pronto Soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi. Nel tentativo di intervenire è stata colpita anche una guardia giurata. È l’ultimo episodio di una sequenza che, secondo l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi, conta cinque aggressioni in poche settimane all’interno dell’ospedale.

L’aggressione è avvenuta nella mattinata di domenica 20 settembre. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo le circostanze dell’accaduto e del caso è stata informata la Procura di Brindisi. Per i due infermieri sono state indicate prognosi di pochi giorni.

Cinque reparti coinvolti in poche settimane

Il dato che rende il caso particolarmente rilevante va oltre quanto accaduto domenica.

Secondo l’OPI Brindisi, quello del Pronto Soccorso rappresenta infatti il quinto episodio in poche settimane. In precedenza erano state segnalate aggressioni nei reparti di Psichiatria, Ortopedia, Pneumologia e Centro Ustioni. La precedente aggressione, al Centro Ustioni, era stata denunciata il 7 settembre e aveva già portato l’Ordine a chiedere interventi sulla sicurezza.

Una successione che sposta l’attenzione dalla gestione del singolo episodio alla capacità dell’ospedale di prevenire situazioni analoghe.

L’OPI chiede alla Direzione strategica dell’Asl Brindisi di intervenire con misure «efficaci e verificabili»: rafforzamento della vigilanza nelle aree considerate maggiormente esposte, procedure rapide di intervento e un sistema strutturato di prevenzione e tutela del personale.

De Biasi: «Non possiamo limitarci a contare le aggressioni»

«Non è più possibile considerare insulti, minacce e aggressioni fisiche come una componente della professione sanitaria», sostiene la presidente dell’OPI Brindisi, Paola De Biasi.

La richiesta dell’Ordine è che la risposta non arrivi soltanto dopo gli episodi di violenza, ma che si intervenga prima, attraverso strumenti di prevenzione.

Nelle dichiarazioni rese dopo l’ultima aggressione, De Biasi ha inoltre collegato la pressione sul Perrino alle criticità dei servizi territoriali, sostenendo che percorsi e strutture esterne all’ospedale non riescano ancora a intercettare una parte sufficiente dei bisogni assistenziali. È la posizione dell’OPI, che indica nel conseguente afflusso verso il Perrino un ulteriore elemento di pressione sul Pronto Soccorso.

Ora la questione è quali misure saranno adottate

Il punto, dopo cinque episodi ravvicinati, diventa quindi verificare quali provvedimenti concreti saranno adottati dall’Asl Brindisi, con quali tempi e in quali reparti.

L’OPI ha già indicato le priorità: vigilanza, rapidità d’intervento e prevenzione. L’Ordine ha inoltre confermato la disponibilità a fornire agli iscritti vittime di aggressioni supporto, tutela e assistenza anche sul piano legale.

La sequenza registrata nelle ultime settimane lascia ora una domanda precisa: alle richieste degli infermieri seguirà un piano operativo per la sicurezza e sarà possibile verificarne tempi e risultati?

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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