Elicottero caduto in Bosnia, morta Laura Procacci di Andria: aveva solo 24 anni

La giovane sergente della Croce Rossa era alla sua prima missione internazionale. Aveva dedicato la sua vita al volontariato e allo studio della Medicina. Il dolore della sindaca Giovanna Bruno.
ANDRIA, 30 ottobre 2026 – Aveva solo 24 anni Laura Procacci, la giovane originaria di Andria morta giovedì 29 ottobre nello schianto di un elicottero militare italiano in Bosnia-Erzegovina. Era sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana e si trovava alla sua prima missione internazionale. Nell’incidente hanno perso la vita quattro italiani e altre undici persone sono rimaste ferite. Corriere.it+2
La notizia ha colpito profondamente Andria, dove Laura era conosciuta per il suo impegno nel volontariato e per il percorso che aveva scelto di seguire. Una ragazza giovane, con tanti progetti, che aveva deciso di dedicare parte della sua vita ad aiutare gli altri.
Chi era Laura Procacci, la giovane sergente di Andria
Laura era originaria di Montegrosso, frazione di Andria. Prima di entrare nel Corpo Militare della Croce Rossa aveva prestato servizio come volontaria nella Misericordia di Canosa di Puglia, dal 2019 al 2022.
Successivamente si era trasferita a Roma per studiare Medicina e proseguire il suo percorso nella Croce Rossa.
Il 28 marzo 2026 aveva prestato giuramento, diventando la prima donna sottufficiale a compiere questo atto nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
Per il suo impegno aveva ricevuto anche il premio Ebe ad Andria. Un riconoscimento che racconta quanto il suo lavoro fosse già apprezzato, nonostante la giovane età.
Come è avvenuto l’incidente in Bosnia
L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, nella zona di Brčko, in Bosnia-Erzegovina.
L’elicottero militare CH-47 Chinook era impegnato in un’attività legata alla missione internazionale Eufor Althea, che contribuisce alla sicurezza e alla stabilità del Paese.
A bordo si trovavano 15 persone. Quattro hanno perso la vita: Laura Procacci, il tenente della Croce Rossa Franco Adriano Zecchillo e i sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi.
Gli altri undici occupanti sono rimasti feriti e sono stati assistiti negli ospedali di Brčko e Tuzla. Secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa, nessuno risultava in pericolo di vita.
Le cause della caduta dell’elicottero non sono ancora state accertate. Saranno le indagini a chiarire che cosa sia successo durante il volo.
Il dolore della sindaca Giovanna Bruno
La sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha affidato ai social un messaggio di cordoglio per la morte della giovane.
Ha ricordato Laura come una ragazza positiva, legata ai valori del volontariato e sempre pronta a mettersi al servizio degli altri.
La prima cittadina ha espresso incredulità per una perdita così grave e ha manifestato la vicinanza dell’intera città alla famiglia.
Nel suo messaggio ha ricordato anche la tragedia ferroviaria del 12 luglio 2016, quando nello scontro tra due treni sulla linea Andria-Corato morirono 23 persone. Un dolore che, a dieci anni di distanza, resta vivo nella memoria della comunità.
Il ricordo della Misericordia di Canosa
Il cordoglio è arrivato anche dalla Misericordia di Canosa di Puglia, dove Laura aveva svolto tre anni di volontariato.
Il governatore Domenico Lamanna ha espresso il proprio dolore per la sua scomparsa.
Proprio da quell’esperienza era iniziato un percorso che aveva portato la giovane prima a Roma e poi a partecipare a una missione internazionale.
Una storia che unisce Andria, Canosa di Puglia e Roma e che racconta la scelta di una ragazza di dedicarsi alla cura e all’assistenza delle persone.
Le indagini e il cordoglio delle istituzioni
La morte dei quattro italiani ha provocato dolore anche a livello nazionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto hanno espresso vicinanza alle famiglie.
Crosetto ha annunciato una visita in Bosnia per il 30 ottobre, insieme al capo di Stato maggiore della Difesa, per incontrare i feriti e il personale impegnato nella missione.
Intanto resta da chiarire la causa dell’incidente. È questa la principale domanda alla quale dovranno rispondere gli accertamenti.
Per Andria rimane il dolore per Laura, una ragazza di 24 anni che aveva scelto di aiutare gli altri e che ha perso la vita mentre svolgeva il suo servizio.

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