
Il tetto fissato da Eni a 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel richiama gli automobilisti. A Ceglie Messapica terminate entrambe le scorte. Verifiche nelle altre province pugliesi.
Il primo giorno dei prezzi calmierati Eni ha prodotto anche in Puglia una corsa alle pompe. A Bari le file sono cominciate dalle prime ore del mattino; nel Brindisino si è arrivati invece al caso più significativo finora documentato: a Ceglie Messapica benzina e gasolio sono terminati nel giro di poche ore.
È il quadro che emerge dalle verifiche sulle diverse province pugliesi dopo l’entrata in vigore, lunedì 28 settembre, del tetto deciso da Eni sui carburanti commercializzati attraverso la rete Enilive.
Benzina a 1,99 euro, diesel a 2,19
La misura è partita il 28 settembre e, secondo quanto comunicato ufficialmente da Eni, prevede un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio.
Il tetto resterà inizialmente in vigore per 30 giorni e potrà essere esteso fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
La differenza rispetto ai prezzi medi praticati in questi giorni ha immediatamente attirato numerosi automobilisti.
Bari, automobilisti in fila dalle prime ore del mattino
A Bari le prime code sono state segnalate già poco dopo le 6 nella stazione Enilive di via Tatarella. Con il passare delle ore l’afflusso è aumentato e gli incolonnamenti hanno interessato anche altri impianti, compreso quello di viale Kennedy.
Secondo le cronache raccolte nella giornata di lunedì, i tempi di attesa sono arrivati in alcuni momenti vicino ai venti minuti, senza tuttavia determinare particolari criticità per la circolazione.
Un fenomeno legato soprattutto alla convenienza rispetto al mercato. Il 28 settembre la media regionale pugliese rilevata sulla rete self era infatti di circa 2,16 euro per la benzina e 2,37 euro per il gasolio.
Ceglie Messapica, benzina e diesel finiscono in poche ore
La situazione più significativa verificata in Puglia arriva però dalla provincia di Brindisi.
A Ceglie Messapica una stazione Eni ha esaurito sia la benzina sia il gasolio dopo il forte afflusso di automobilisti. Le scorte disponibili sono terminate nell’arco di poche ore e i gestori sono rimasti in attesa di un nuovo rifornimento.
È, al momento, il caso pugliese di esaurimento delle scorte che trova un riscontro giornalistico preciso.
La circostanza è importante perché mostra uno degli effetti immediati provocati dalla forte differenza di prezzo: una concentrazione della domanda sugli impianti che applicano il nuovo tetto.
Cosa risulta nelle altre province pugliesi
PugliaPress ha esteso la ricerca alle altre province della regione.
Per Taranto e provincia, compresa Martina Franca, Lecce, Foggia e la BAT risultano rilevazioni dei distributori e dei prezzi nella giornata del 28 settembre, ma al momento della verifica non sono emerse fonti attendibili che consentano di indicare altri specifici impianti Eni rimasti senza benzina o gasolio.
Questo non significa che non possano essersi verificate temporanee indisponibilità in singole stazioni, ma che non sarebbe corretto, allo stato delle informazioni disponibili, presentarle come accertate.
Il dato documentato resta dunque quello di Ceglie Messapica, mentre a Bari è confermato il forte afflusso alle pompe.
La situazione potrebbe cambiare rapidamente
Il vero banco di prova arriva ora con il secondo giorno dell’iniziativa.
Se l’afflusso resterà elevato, la capacità di rifornire rapidamente le stazioni diventerà determinante per evitare nuovi casi di esaurimento delle scorte.
La misura Eni non è infatti uno sconto limitato alla sola giornata del debutto: il tetto è previsto per 30 giorni. Proprio per questo occorrerà verificare se le code registrate nelle prime ore siano state soltanto l’effetto della partenza dell’iniziativa oppure se continueranno anche nei prossimi giorni.

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