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Brindisi, uccise il padre ma era incapace di intendere e volere: assolto, disposta la Rems per 10 anni

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La Corte d’Assise ha dichiarato il 42enne non imputabile per l’omicidio avvenuto nel novembre 2025. Determinante la perizia psichiatrica: disposta una misura di sicurezza della durata di dieci anni in una Rems.

BRINDISI – È stato assolto perché totalmente incapace di intendere e di volere il 42enne accusato di aver ucciso il padre, 70 anni, nella villetta di famiglia a Brindisi. La Corte d’Assise ha dichiarato l’uomo non imputabile e ha disposto nei suoi confronti una misura di sicurezza della durata di dieci anni in una Rems, Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza.

Il delitto risale al 22 novembre 2025. Secondo la ricostruzione emersa nel procedimento, il 42enne colpì mortalmente il padre con diverse coltellate all’interno dell’abitazione familiare.

Dopo l’omicidio avrebbe inoltre costretto la madre ad accompagnarlo dai carabinieri.

La perizia psichiatrica decisiva

Al centro del processo c’è stato l’accertamento delle condizioni psichiche dell’imputato.

La perizia ha concluso che, al momento dei fatti, il 42enne si trovava in una condizione di totale incapacità di intendere e di volere. Una valutazione che ha portato alla dichiarazione di non imputabilità.

È un elemento essenziale per comprendere la decisione: l’assoluzione non significa che la Corte abbia escluso l’uccisione del padre, ma deriva dalla condizione psichica accertata dell’imputato al momento del fatto.

Alla pronuncia è stata infatti affiancata una misura di sicurezza della durata di dieci anni da eseguire in una Rems.

Dieci mesi dopo il delitto arriva la sentenza

Dall’omicidio del novembre 2025 alla decisione della Corte d’Assise sono trascorsi circa dieci mesi.

La sentenza chiude il primo grado del procedimento con la dichiarazione di non imputabilità del 42enne e l’applicazione della misura di sicurezza.

Un passaggio, quest’ultimo, che va distinto da una condanna alla reclusione: la permanenza in una Rems costituisce una misura di sicurezza e non una pena detentiva conseguente a una condanna.

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