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Masserie aperte in Puglia tra storia, sapori e tradizioni

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Domenica 8 novembre 2026 – Le antiche masserie pugliesi tornano ad aprire le loro porte ai visitatori, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino un patrimonio fatto di storia, lavoro agricolo e tradizioni tramandate nel tempo. Sei realtà distribuite tra le province di Bari, Lecce e Taranto partecipano oggi a un’iniziativa nazionale che mette al centro il rapporto tra la terra, le comunità locali e la conservazione degli edifici rurali.

La Regione Puglia ha concesso il proprio patrocinio con il decreto presidenziale numero 605 del 30 ottobre 2026, riconoscendo il valore dell’iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane, in collaborazione con Confagricoltura e con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura. Regione Puglia

L’attenzione è rivolta soprattutto a quei luoghi che per secoli hanno rappresentato il cuore della vita economica e sociale delle campagne. Le masserie, infatti, non erano soltanto abitazioni o strutture destinate alla produzione agricola, ma veri centri di lavoro attorno ai quali si organizzavano le attività quotidiane di intere comunità.

Sei luoghi della Puglia raccontano il legame con la terra

Le aperture interessano Monopoli e Toritto, nel Barese, Salice Salentino e Depressa, nel Leccese, Grottaglie e Martina Franca, in provincia di Taranto.

I visitatori possono partecipare, secondo i programmi delle singole strutture, a percorsi guidati, incontri dedicati alle produzioni locali, attività per le famiglie e momenti di approfondimento sulla biodiversità e sulla tutela dell’ambiente.

A Monopoli, per esempio, l’attenzione si concentra anche sul recupero degli scarti agricoli e sul compostaggio, temi sempre più importanti per un settore chiamato a ridurre gli sprechi e utilizzare in maniera responsabile le risorse disponibili.

In altri territori il racconto passa attraverso la coltivazione della mandorla, la produzione del vino e le lavorazioni alimentari tradizionali, espressioni di un’agricoltura che continua a caratterizzare l’economia pugliese. Confagricoltura Bari-Bat+1

Le masserie, un patrimonio da conservare e mantenere vivo

La Puglia conserva un patrimonio architettonico rurale che racconta secoli di trasformazioni economiche e sociali. Molte masserie sono nate come aziende agricole, alcune con strutture fortificate, cortili interni, stalle, frantoi e ambienti destinati alla conservazione dei raccolti.

Nel tempo, una parte di questi edifici ha cambiato funzione, aprendosi all’ospitalità e alle attività turistiche. Altri continuano a essere legati direttamente alla produzione agricola.

La loro conservazione pone una questione che riguarda l’intero territorio: come proteggere gli edifici storici senza perdere il rapporto con il lavoro e con il paesaggio che li hanno generati?

Il recupero architettonico, da solo, non basta a garantire la continuità di questo patrimonio. Occorre mantenere viva anche la conoscenza delle coltivazioni, delle tecniche produttive e delle tradizioni locali.

È proprio questo uno degli aspetti più significativi della giornata: mostrare che la tutela della storia rurale non riguarda esclusivamente il passato, ma può contribuire anche alla costruzione di nuove opportunità economiche.

Agricoltura e turismo, una risorsa per il territorio

L’apertura delle dimore storiche permette di avvicinare cittadini e visitatori a una parte della Puglia spesso conosciuta soprattutto attraverso i suoi prodotti gastronomici.

Dietro un olio, un vino o una specialità alimentare esistono territori, competenze e attività agricole che meritano di essere raccontati.

La collaborazione avviata quest’anno con Confagricoltura Bari e BAT rafforza proprio il collegamento tra chi custodisce gli edifici storici e chi continua a lavorare la terra. Confagricoltura Bari-Bat

Per la Puglia questa relazione assume un significato particolare. Le campagne rappresentano una componente essenziale del paesaggio regionale e costituiscono una risorsa per le economie locali, anche attraverso le attività legate all’accoglienza e alla conoscenza delle produzioni tipiche.

Resta però fondamentale distinguere la valorizzazione turistica dalla tutela effettiva del territorio. Conservare una masseria significa anche interrogarsi sulle condizioni delle campagne circostanti, sulla sostenibilità delle attività produttive e sulle possibilità di trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio di conoscenze accumulato nel tempo.

La giornata di oggi offre dunque qualcosa che va oltre una semplice visita: l’occasione per riscoprire il ruolo dell’agricoltura nella storia della Puglia e riflettere su come conservarne l’identità senza rinunciare al futuro.

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